Manfred Mölgg con Gianluca Rulfi a Soldeu ©PentaphotoManfred Mölgg con Gianluca Rulfi a Soldeu ©Pentaphoto

Continuano le grandi riflessioni in FISI, Federazione Italiana Sport Invernali, alla ricerca della soluzione giusta nella formazione delle squadre per la stagione post olimpica, cioè 2026-2027. In ballo, per il team maschile, ci sono nomi “pesanti” se guardiamo alla carriera da atleta, cioè, come già riferito, quelli di Manfred Mölgg, Massimiliano Blardone e, da ultimo, quello di Matteo Marsaglia, appena spuntato.

Facciamo chiarezza, posto che le “rivoluzioni” maggiori si verificheranno, probabilmente, in seno alla squadra maschile, mentre al femminile non dovrebbe cambiare tanto, anche se è probabile che Gianluca Rulfi, oggi direttore tecnico, accetti di seguire Sofia Goggia nel dettaglio, con Feltrin, attuale responsabile della velocità, dato in uscita, e Luca Agazzi, ormai ex allenatore personale della citata bergamasca, in pole position per sostituirlo. Tutto ancora da vedere.

A guardare solo i risultati, grazie al grande traino delle ragazze (ma non solo, vedi Dominik Paris e l’esplosione attesa di Giovani Franzoni) è stato un quadriennio, quello appena concluso, clamoroso. Scavando un po’ più sotto, si possono notare invece tante difficoltà, basti pensare da quanto tempo non si vince in slalom e in gigante tra gli uomini, ai pochi ricambi sempre al maschile, al mancato salto di qualità definitivo di Alex Vinatzer e Filippo Della Vite, per dirne due, più tanto altro.

UOMINI

Torniamo alla squadra maschile. Già dalle Finali di Lillehammer ha iniziato a circolare in maniera forte il nome di Manfred Mölgg per la sostituzione di Mauro Pini, bravo tecnico svizzero purtroppo, parere personale, dimessosi dopo il “fallimento” olimpico nelle discipline tecniche. Pini era appunto l’allenatore capo di slalom e gigante e il grande Manny dovrebbe/potrebbe prendere il suo posto. Manfred da atleta, in una carriera longeva in cui ha saputo salire sul podio sia in slalom sia in gigante, ha conquistato 3 vittorie e 20 podi in Coppa del Mondo, chiudendo anche al 4° posto la classifica generale nel 2007-2008, sfiorando persino il “tetto” dei 1000 punti. Particolare questo di cui ci si ricorda poco.

Non solo: ai Mondiali di Schladming 2013, dopo aver già conquistato due medaglie iridate in slalom (2007 e 2011), ha vinto il bronzo in gigante, primo italiano a riuscirci post era Tomba, 17 anni dopo il trionfo del bolognese a Sierra Nevada 1996. Tutto questo come atleta. Come tecnico non ha maturato ancora grande esperienza ed è forse per questo che sta ancora riflettendo sulla possibilità di accettare o meno l’incarico che gli è stato proposto (parere personale: accetteremmo subito!). Al momento c’è ancora incertezza, Mölgg sta facendo le sue valutazioni prima di prendere una decisione. Siamo al 50% e 50%, a oggi.

GIGANTE E VELOCITA’

Sono sempre alte, invece, le quotazioni di Massimiliano Blardone, inserito nei quadri tecnici della Nazionale già dal 2019 come “motivatore”, e poi in squadra “C”, come responsabile dello slalom gigante. C’è poi (in divenire) la novità di Matteo Marsaglia, anche lui già nei quadri federali per il progetto Fisi per il Futuro. Il responsabile della velocità non cambierà (almeno quello…), cioè Lorenzo Galli, dati i grandi risultati ottenuti dalla squadra, con i successi di Paris, la crescita gigantesca di Franzoni, Schieder sesto nella classifica di discesa, e il giovane e promettente Alliod 17°.

All’interno del team che guida le specialità, per l’appunto, di discesa e superG, potrebbe essere inserito proprio Matteo Marsaglia (che da atleta vanta una vittoria in Coppa del Mondo, in superG, a Beaver Creek), anche se non è da escludere invece un passaggio più graduale quindi attraverso la squadra “B”, più impegnata in Coppa Europa, prima dell’eventuale salto, già in qualche modo pilotato, nel circuito maggiore. Tutto ancora da capire, c’è quasi un mese per riflettere al meglio e poi prendere le decisioni ritenute più corrette. Come si può notare, sono previsti cambiamenti importanti e piuttosto numerosi…

Matteo Marsaglia con Elisabetta "Betty" Biavaschi ©Pentaphoto
Matteo Marsaglia con Elisabetta “Betty” Biavaschi ©Pentaphoto Modena 27 ottobre, 2023 Photo: Marco Trovati/ Pentaphoto
7 pensiero su “Mölgg sì o no? Manfred riflette. E in velocità…”
  1. Lo ripeto,su Manfred io veramente farei all in 100%,non vedo nome più ideale a ricoprire quel ruolo ora,spero veramente accerti tanto in fondo cosa ha da perdere? Peggio di così in slalom maschile non può andare,si può solo migliorare e lui è l’uomo adatto;non mi convince invece Blardone sul gigante,per nulla se devo essere sincero..

    1. Quel che so è che sta riflettendo, ma si capisce ancora poco. Facciamo il possibile per avere delle news, poi naturalmente arriverà l’ufficialità a chiarire tutto. Non saprei esprimermi in merito alle capacità, Blardone sicuramene ha maturato notevole esperienza sul campo dal 2019. Moelgg ne ha meno, ma per carattere, lo vedrei benissimo.

  2. Siamo alle solite,sotto due punti di vista. Il primo è il disastro nelle discipline tecniche maschili,che è un dato di fatto senza entrare nel dettaglio di quali possano essere stati i motivi. Il secondo è il discorso sulle capacità da allenatore di un ex grande atleta: non è scontato che chi ha un passato di altissimo livello sia automaticamente in grado di allenare altrettanto bene. Un conto è andar forte,altro correggere e spiegare per far andare più forte gli altri. E consideriamo che “gli altri” in questo caso non sono Baby o Cuccioli da plasmare,ma atleti che corrono in coppa del mondo quindi con abitudini,atteggiamenti,impostazioni e quant’altro ben consolidati,con i quali le “correzioni” devono essere ben ponderate ma,comunque molto di fino. Per la stima che ho come persona di Manfred,capisco i suoi dubbi,in quanto lui stesso si sarà posto i problemi di cui sopra.Sinceramente anche a me farebbe piacere vederlo in quella posizione,sia tecnicamente che mentalmente (vedi Vinatzer),ed è anche vero però che,se al peggio non c’è limite,siamo comunque arrivati molto vicino. Speriamo che,quale che sia la scelta definitiva,possa valorizzare i ” piedi buoni” che abbiamo a disposizione

    1. Soprattutto Vinatzer e Della Vita. I problemi principali, enormi però, sono due, e già Pini li aveva evidenziati: mancano atleti, sotto. Atleti di un certo spesso, una Trocker al maschile, ecco. In più, questo lo aggiungo io, il “digiuno” di successi nelle prove tecniche maschili (2012 gigante, 2017 slalom) non ha precedenti nella storia del nostro sci con gli uomini. E’ il momento peggiore della storia in quelle specialità. Avvilente. Vero, al femminile c’è il buco slalom, ma almeno si è vinto di tutto nel resto. E poi, pur dopo una vita, almeno una “campionessa” potenziale si vede, la citata Trocker. Per il reso purtroppo e mi spiace dirlo, siamo ai minimi storici nello slalom e nel gigante maschile. 🙁

      1. Ma per quale motivo la squadra femminile, tanto vincente viene stravolta?
        Non abbiamo mai avuto il settore femminile a questi livelli, discorso diverso riguarda i maschi,soprattutto nelle discipline tecniche

        1. Non viene stravolta, cambia solo il responsabile (o dovrebbe cambiare, attendiamo comunque l’ufficialità) delle specialità veloci. Per il resto i cambi avvengono solo con Sofia. Ma trattasi di allenatori personali.

      2. Concordo. Conosco abbastanza bene l’ambiente e,pur con i limiti dovuti alla netta riduzione di numero alla base per i costi,sono convinto che i “piedi buoni” ci siano. Però è inequivocabilmente vero che quel solo dato non basta,il piede buono va tirato su con adeguato allenamento e preparazione mentale. E per preparazione mentale non intendo solo il mental coach che cerca di farti diventare un animale da gara,quello che va più forte in gara che in allenamento,ma tutto un complesso di cose che comprende l’instaurare un buon rapporto a scuola (visto che si parla di atleti in età scolare),dimostrando che è possibile conciliare l’attività sportiva e le conseguenti assenze con risultati comunque buoni,comprendere che per raggiungere un buon livello devi fare anche cose che magari non piacciono o divertono,come ad esempio allenamento in palestra o allenamento sugli sci in condizioni estreme,di meteo,temperatura e quant’altro,per quanto riguarda l’atleta. Poi c’è l’ampia finestra relativa ai genitori,che possono avere notevole influenza in positivo o in negativo,dai quali non dipende il solo pagamento delle spese,ma anche l’approccio nei confronti di allenatore,compagni di squadra,allenamento e gare. Infine gli accennati costi.Se nei Giovani sono per forza di cose alti,prima si potrebbero limitare parecchio,Norvegia docet. Ma qui mi fermo perchè il discorso diventa troppo ampio

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