Petra Vlhova, slovacca, classe 1995, 31 vittorie e 73 podi in Coppa del Mondo ©PentaphotoPetra Vlhova, slovacca, classe 1995, 31 vittorie e 73 podi in Coppa del Mondo ©Pentaphoto

Welcome back! Ben tornata. Con tutta la prudenza del caso, sia chiaro. Dopo mesi di duro lavoro e riabilitazione, Petra Vlhová torna nella Coppa del Mondo di sci alpino. E lo farà anche in gigante, sul Rettenbach, dove non gareggiava dal 2023.

Al di là del “cameo” ai Giochi di Milano-Cortina, una presenza più che altro simbolica (non era pronta) anche perché all’epoca era ancora detentrice del titolo in slalom, la campionessa slovacca non gareggia nel circuito maggiore da quasi tre anni, esattamente dal 20 gennaio 2024, quando si infortunò proprio sulle nevi di casa, a Jasna, davanti a una folla enorme arrivata lì solo per lei, dopo una rovinosa caduta nella prima manche del gigante. Il successivo percorso di recupero è stato lento e doloroso, fatto di due operazioni, problemi soprattutto alla cartilagine del ginocchio operato (il destro), ma ora ci siamo, è pronta a tornare. Con una mentalità completamente rinnovata.

ALLENAMENTO

La slovacca si sta godendo il percorso di ritorno verso la vetta e sta esercitando la pazienza. Tuttavia, chiarisce: le ambizioni rimangono altissime e la fiducia nelle proprie capacità è intatta. Dopo il suo complicato infortunio, Vlhová ha iniziato la preparazione per la Coppa del Mondo a maggio con un breve allenamento sulla neve in Austria, seguito da intense sessioni di preparazione fisica. A giugno ancora un ritiro, in Italia, prima di dedicare molto tempo in palestra, in vista del previsto raduno in Argentina, per aumentare in modo mirato la massa muscolare e la forza.

Nonostante mesi di duro lavoro, la sciatrice slovacca valuta comunque con realismo i suoi attuali progressi sugli sci.
Il ritorno richiede tempo: «Mi rendo conto che a ogni discesa miglioro e che le cose vanno sempre meglio. Naturalmente dobbiamo essere onesti con noi stessi: è da molto che non scio e devo prima ritrovare il mio ritmo. La forma sta però tornando gradualmente e si sta facendo progressi – ci vuole semplicemente tempo», ha spiegato secondo quanto riportato da sport.aktuality.sk in occasione di un incontro con la stampa prima dell’inizio della stagione.

TEMPI

La faticosa fase di riabilitazione e la pausa forzata dalle competizioni, tuttavia, non l’hanno cambiata solo dal punto di vista sportivo. Lei stessa ammette che il grave infortunio ha provocato in lei un profondo cambiamento e le ha aperto una prospettiva completamente nuova sulla vita e sulla propria carriera: «Rispetto a prima dell’infortunio, sono una persona completamente diversa. La differenza più grande è che finalmente mi godo il percorso. Non mi preoccupo più di ciò che sarà, vivo nel qui e ora e non vedo l’ora che arrivi tutto ciò che verrà. Prima forse davo per scontati i risultati, le vittorie o i podi e correvo freneticamente da un momento all’altro. Ora riesco ad apprezzare ogni singolo istante. Se ogni tanto qualcosa non va per il verso giusto, non è un dramma. Mi sono resa conto che la vita non è fatta solo di sci. Sono felice, faccio ciò che mi piace, mi godo soprattutto il percorso, e vado avanti passo dopo passo».

SLALOM

Vlhová sottolinea inoltre che la sua condizione attuale è difficilmente paragonabile al recente passato. Mentre allora si era recata alle Olimpiadi praticamente impreparata, con soli dieci giorni di allenamento sulla neve alle spalle, ora, dopo mesi di ulteriore lavoro e preparazione, si sente in una forma di gran lunga migliore. Tuttavia, ammette che al momento avverte ancora delle differenze quando scende tra le porte: «Naturalmente si può sempre fare meglio, ma non mi sento male. Come ho detto: sto facendo progressi e vado migliorando di volta in volta. Onestamente, però, devo dire che al momento mi sento più a mio agio nel gigante che nello slalom. A cosa è dovuto? Se lo sapessi, lo cambierei. Forse è perché nello slalom le distanze sono più brevi e bisogna muoversi più velocemente. Lo slalom era ed è la mia disciplina principale, quindi devo ancora impegnarmi un po’ di più, ma al momento le cose vanno semplicemente meglio nello slalom gigante».

Petra Vlhova, in slalom ha vinto anche il titolo giovanile ai Mondiali e ai Giochi ©Pentaphoto
Petra Vlhova, in slalom ha vinto anche il titolo giovanile ai Mondiali e ai Giochi ©Pentaphoto

MOTIVAZIONE

Per il suo ritorno, la star dello sci slovacca non si pone obiettivi esagerati. Dopo la fase estenuante, non vuole imporsi pressioni inutili. Sottolinea tuttavia che non le manca affatto l’ambizione di migliorare ulteriormente e di ottenere prestazioni al top. L’approccio cauto non significa affatto una perdita di motivazione: «Questo però non significa che non abbia obiettivi per il futuro o che non voglia vincere. Naturalmente sono qui proprio per questo. La voglia di dare il massimo e di conquistare vittorie è ancora viva. Ho solo bisogno di un po’ di tempo, perché negli ultimi due o tre anni mi sono semplicemente mancate l’esperienza in gara e i chilometri sulla neve. Mi sento però in forma, va tutto per il meglio – e se non credessi che ce la posso fare, non sarei affatto qui.»

Petra Vlhova ha compiuto 31 anni lo scorso 13 giugno 2026 e in carriera ha vinto tutto (anche a livello giovanile, oro iridato e olimpico in slalom): una Coppa del Mondo generale (2021), un oro olimpico (in slalom nel 2022) e sei medaglie mondiali (tra cui l’oro in gigante nel 2019), oltre a due Coppe di specialità, in slalom. In Coppa del Mondo vanta 31 vittorie e 73 podi.

Petra Vlhova, 20ª in slalom a Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto
Petra Vlhova, 20ª in slalom a Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto
9 pensiero su “Vlhová: «Sono un’altra persona». E sarà a Sölden!”
  1. Con il ritorno di Vlhova , chi potrà essere competitivo nelle specialita ‘ tecniche , qualche nome che potrebbe stupire . Grazie Gianmario.

    1. Trocker, Sue Piller, Allenbach, io credo anche Pirovano in gigante, magari non subito. Ma quella che mi stuzzica di più è Logan Grosdidier, USA, classe 2008! Mi incuriosisce anche Mondinelli, sia in slalom, sia tra le porte larghe, perché la ragazza scia bene! Germane potrebbe finalmente esplodere, come Elisabeth Bocock.

  2. Incredibile come in un attimo cambia tutto, era la più forte sciatrice del mondo dopo Shiffrin. Ritornerà a quei livelli? Glielo auguro di tutto cuore, magari non quest’anno ma forse la stagione successiva. Che faccia meno fatica in gigante è logico, non vedo l’ora di rivederla a Solden

      1. Esattamente con che pettorali partirà? Quando riprende ha lo status di infortunata giusto?
        Che possa rivincere in slalom è certo, in gigante nonostante vada meglio ho qualche dubbio

        1. Lo status di infortunata scade dopo 2 anni. E sono già passati. In teoria a ridosso delle 30, i punti FIS sono buonissimi, ma potrebbe essere anche nelle 30.

  3. Non stento a credere alle parole di Vlhova, anche se potrebbe sembrare paradossale data la sua fama in SL come seconda più grande di questi tre lustri dopo Shiffrin, cosa che in tempi più “normali” le avrebbe garantito di superare il record di vittorie di Schild. Velocità, stabilità ed elasticità nei passaggi, ce li si deve creare da sé, mentre nel GS nelle fasi cruciali (similmente alle discipline di velocità derivate) la velocità si genera naturalmente e la maggior problematica è gestirla al meglio nella conduzione delle linee.

    Confermo – come anche tirato fuori in altro topic – come nome emergente accanto a Trocker (e le altre citate)- Logan Grosdidier (sono nate a una settimana di distanza una dall’altra, l’americana il 16 dicembre). Chissà che non possa essere il grande duello del futuro.

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