Sue Piller, classe 2005, sesta nel gigante di Spindleruv Mlyn dello scorso gennaio ©PentaphotoSue Piller, classe 2005, sesta nel gigante di Spindleruv Mlyn dello scorso gennaio ©Pentaphoto

Tra i grandi talenti sbocciati nel corso dell’ultima stagione sciistica nel panorama femminile, uno di questi risponde indubbiamente al nome di Sue Piller. La classe 2005 ha preso parte al documentario “Ski stars of tomorrow”, creato dalla piattaforma svizzera blue Sport, nel quale ha parlato tra le altre cose del sogno raggiunto di partecipare alle Olimpiadi e delle similitudini tra il suo percorso e quello di Lara Gut-Behrami. Di seguito le affermazioni più rilevanti.

SULLE OLIMPIADI

La classe 2005, come detto, ha già raggiunto il sogno di esordire alle Olimpiadi di Milano-Cortina alla prima stagione integrale di Coppa del Mondo, complice soprattutto il sesto posto raggiunto nel gigante di Spindleruv Mlyn. 

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Interrogata sulla questione, Piller non ha nascosto una certa emozione data dalla convocazione olimpica, dove ha concluso lo slalom gigante in ventiquattresima posizione, condividendo la partecipazione tra le porte larghe con Camille Rast e Vanessa Kasper. “È stato un momento davvero emozionante quando ho capito di aver soddisfatto i criteri. È stato un passo nella giusta direzione verso il mio sogno d’infanzia“, le sue parole in merito.

SULLA SOMIGLIANZA CON GUT-BEHRAMI

Un altro dei temi trattati nel documentario è l’analogia che accompagna la sua crescita, con le dovute differenze, a quella di Lara Gut-Behrami. Infatti, come la ticinese, che veniva allenata dal padre Pauli, ha iniziato la sua carriera affiancata dal patrigno e allenatore Fred Labaune, capo anche del centro regionale di preparazione atletica di Gstaad. “Ha affidato la sua carriera e la sua vita nelle mie mani” e “Io sono nella sua testa e lei è nella mia“, ha detto quest’ultimo sul suo rapporto con Piller.

È lo stesso Labaune, tra l’altro, a dichiarare apertamente l’ispirazione dalla famiglia della 6 volte vincitrice della Coppa del Mondo di SuperG: “Assomigliamo un po’ alla famiglia Gut come modello“, ha ammesso, trovando anche una somiglianza caratteriale tra la ticinese e la figliastra. “Anche il carattere di Sue è un po’ simile a quello di Lara. Non ha filtri. Se qualcosa non funziona, non funziona, e lei dice semplicemente di no”, ha risposto su questo tema.

Ancora molta strada da fare per Piller, ovviamente, per raggiungere Gut-Behrami, ma il suo allenatore è consapevole del grande potenziale della classe 2005. “Sappiamo che il viaggio non è ancora finito“, ha assicurato Labaune, ma sarà Sue a dover continuare a dimostrare le proprie capacità, a partire dal gigante in programma tra pochi giorni a Solden.

Sue Piller ©Pentaphoto
Sue Piller ©Pentaphoto

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