A 37 anni e dopo un finale di carriera estremamente travagliato, è arrivato il momento dei saluti per Max Franz. In un post diffuso sul suo profilo Instagram nella giornata di ieri, 18 ottobre, il carinziano ha annunciato il ritiro dallo sci agonistico, arrivato a quasi 4 anni dal gravissimo infortunio di Cooper Mountain, dopo il quale era riuscito a rientrare per un’unica gara soltanto nella scorsa stagione. L’ANNUNCIO Di seguito, le parole di Franz nell’annuncio su Instagram, che pubblichiamo integralmente. «È giunto il momento di dire grazie. ❤️🎿 Dopo tanti anni dedicati allo sci agonistico, per me è giunto il momento di concludere la mia carriera di sciatore. Scrivere queste righe non è facile per me. Lo sci è stata la mia vita. Mi ha plasmato e mi ha regalato momenti indimenticabili. Dieci podi, tre vittorie in Coppa del Mondo, il bronzo ai Campionati del Mondo di St. Moritz e, soprattutto, la mia prima vittoria in Coppa del Mondo in Val Gardena rimarranno per sempre indimenticabili. Ma il mio percorso non è stato costellato solo di successi, ma anche di molte battute d’arresto. Sono caduto spesso, mi sono infortunato spesso e ho dovuto lottare ripetutamente per rimettermi in piedi. In particolare, la grave caduta a Copper Mountain nel 2022, con due gambe fratturate e numerosi interventi chirurgici, ha cambiato la mia vita. All’epoca molti credevano che la mia carriera fosse finita. Ma io volevo farcela ancora una volta. Ho lottato, ho creduto in me stesso e, dopo oltre tre anni, ho effettivamente festeggiato il mio ritorno in Val Gardena. Quel momento rimarrà per sempre uno dei più preziosi della mia vita. Non mi sono mai arreso, anche se il percorso è stato spesso irto di ostacoli. Ma a un certo punto arriva il momento in cui bisogna rendersi conto che basta così. Non è una decisione facile per me, ma guardo alla mia carriera con grande gratitudine. Ho potuto festeggiare grandi successi, vivere momenti indimenticabili e, soprattutto, imparare cosa significa non mollare mai. Lo sci mi ha insegnato ad essere paziente, a dimostrare coraggio e a rialzarmi sempre, anche dopo i momenti più difficili. Desidero ringraziare di cuore la mia famiglia, i miei medici, allenatori e fisioterapisti, tutto il mio team, i miei sponsor e i miei fornitori. Mi avete accompagnato nel mio percorso, mi avete sostenuto e non mi avete mai abbandonato, nemmeno nei momenti più difficili. Un ringraziamento speciale va anche a voi, cari tifosi. Grazie per ogni incitamento lungo il percorso, ogni messaggio di incoraggiamento e il vostro sostegno – soprattutto quando non è stato facile. Mi avete dato forza più e più volte. Grazie di tutto, sci. Grazie per questo viaggio. Grazie per averne fatto parte. Arrivederci, mondo delle gare. ❤️». LA CARRIERA In attività dal 2004 nelle gare FIS, la prima addirittura in slalom, a Schladming, Franz ha esordito in Coppa Europa nel superG di Altenmarkt-Zauchensee del dicembre 2006, chiudendo in sessantanovesima posizione. Ha poi ottenuto il primo podio 2 anni dopo, nel dicembre 2008, con il terzo posto di Innsbruck Patscherkofel in discesa libera e la prima vittoria nella stessa specialità a Wengen il mese successivo. L’esordio in Coppa del Mondo arriva nella stagione 2009/2010 nella discesa di Lake Louise, terminata al cinquantanovesimo posto. Località che rimane nel destino del carinziano quella canadese, poiché lì ha ottenuto il primo podio, in discesa, nella prima gara della stagione, 2012/2013. La prima vittoria, in discesa libera, viene raggiunta invece 4 anni dopo, sulla Saslong in Val Gardena, altra pista fondamentale per la sua carriera, nel 2016/2017, stagione nella quale ottiene anche una medaglia di bronzo ai Mondiali di Saint Moritz. Ritorna al trionfo poi in due weekend consecutivi nel 2018, nella discesa, ancora una volta, di Lake Louise e nel superG (unico spunto in carriera nella specialità) di Beaver Creek. Complessivamente, ha chiuso la carriera con 10 podi, le 3 vittorie appena citate, 5 secondi posti e 2 terzi posti, tra i quali quello sulla Streif di Kitzbuhel nel 2014, oltre al bronzo Mondiale e un sesto posto in superG a Sochi 2014 come miglior piazzamento olimpico. Una curiosità sta nel fatto che delle 10 top 3 in CdM, ben 4 sono arrivate in Val Gardena (1 vittoria, 2 seconde posizioni, 1 terza posizione) e 3 a Lake Louise (1 vittoria e 2 secondi posti). Max Franz: bronzo in discesa ai Mondiali di St. Moritz 2017 ©Pentaphoto INFORTUNIO, OPERAZIONI E RIENTRO Come riportato anche dallo stesso velocista austriaco nell’annuncio del ritiro, questi ultimi anni sono stati un vero e proprio viaggio dall’incubo al ritrovato sogno per lui. Dopo aver subito un primo infortunio in prova sulla Streif nel 2016, nel quale ha patito la lesione della capsula del ginocchio sinistro, del legamento anteriore della caviglia e la frattura all’osso semilunare del polso, il punto di svolta della carriera di Max Franz è arrivato a Copper Mountain, nel 2022. In una pesante caduta patita negli allenamenti pre-stagione, infatti, ha patito una frattura scomposta ed esposta della gamba sinistra, una frattura composta, ma complicata alla parte bassa della gamba destra e una lacerazione del braccio destro, che avevano reso necessaria un’operazione d’urgenza nel vicino ospedale di Vail. Da lì, un percorso difficilissimo, tra la fatica per camminare a 6 mesi dalla caduta, un totale di almeno cinque operazioni e un ritorno sugli sci soltanto nell’aprile 2024, a 502 giorni dalla caduta. A partire da quel giorno il ritorno agli allenamenti, nell’inverno 2024, fino al culmine della favola, cioè il rientro in Coppa del Mondo sulla “sua” Saslong. Favola, in realtà, durata una sola gara, che però l’austriaco ricorda con grande piacere, come si può leggere nell’annuncio. Dall’altro lato, però, il ritorno è coinciso con l’inizio della fine della carriera di Franz, che cade nel corso della discesa e da lì “Il dolore a entrambe le gambe è peggiorato di nuovo“, aveva ammesso in un’intervista alla Kronen Zeitung. La conseguenza, dunque, è un’altra operazione, per rimuovere il metallo dal piede sinistro, metà di esso dal destro e un’artroscopia per rimuovere il tessuto cicatriziale, per un intervento di routine che l’ha costretto ad altri dieci giorni di stampelle e 6 settimane di riabilitazione. Dopodiché, è arrivata l’esclusione dalla squadra nazionale, ma nonostante questo aveva continuato ad allenarsi per il rientro, ad una condizione, l’assenza di dolore: “Non voglio più soffrire. Ne ho avuto abbastanza“, aveva detto, affermando però che avrebbe voluto essere lui stesso a decidere quale sarebbe stato il momento del ritiro. Ebbene, quel momento è arrivato, per uno sciatore che verrà ricordato, oltre che per la sua abilità, per la sua resilienza e la voglia di lottare contro i limiti apparentemente imposti dal suo corpo. Quindi, buona vita, Max! Max Franz: 4 podi in Val Gardena in Coppa del Mondo ©Pentaphoto Navigazione articoli Un quadriennio di infortuni per troppe atlete. Quale la via?