Una prima gara che spesso nasconde grandi verità, basti pensare al fatto che le ultime tre vincitrici sul Rettenbach prima di questa stagione, cioè Gut-Behrami, Brignone e Scheib, abbiano poi vinto la Coppa di specialità in slalom gigante, le prime due anche la Coppa generale. Stesso discorso, o quasi, al maschile, dove Odermatt ha saputo imporsi nel 2021, 2022 e 2025 e successivamente, in quelle stesse stagioni, conquistare sia la classifica di disciplina in gigante sia quella generale. UOMINI Insomma, il Rettenbach spesso apre una vetrina su fatti che poi si ripetono identici nella stagione. Sarà così anche quest’anno? E cosa ci ha detto, dunque, il doppio gigante di Sölden? Ci ha detto che Braathen ha tenuto fede alle sue promesse, quelle di provare a disturbare Odermatt nella generale, vincendo da dominatore il gigante dove però non si imponeva dal 2021 e facendolo da campione olimpico in carica e detentore della coppa di specialità. Quindi con molta pressione addosso. Dall’altra, ci ha detto anche che lo squadrone svizzero c’è, che Meillard potrà essere “arbitro” di un eventuale duello di coppa, perché certamente in grado di sottrarre parecchi punti, soprattutto al brasiliano, nelle discipline tecniche. Quanto a Odermatt, se arriva terzo senza tre settimane di preparazione, rimontando una posizione nella seconda manche, c’è da preoccuparsi, fossimo in Pinheiro. SFIDA Che però ha la forza della volontà dalla sua, la classe polivalente di sangue norvegese, un popolo intero che lo spinge alla grande impresa, quello brasiliano, e anche il coraggio di sfidare l’impossibile. Questo ci piace. Per tenere anche solo viva la contesa, oltre a fare punti in gigante, dovrà però alzare enormemente il rendimento in slalom, impresa tutt’altro che semplice con la concorrenza che c’è. Certo, ora di slalom ce ne sono due, per giunta di fila, in calendario, e dovesse rimanere sempre sul podio o vincerne anche solo uno, comincerebbe a guardare Odermatt da molto più in alto, gasandosi al meglio. E la trasferta nordamericana si apre successivamente con superG e gigante in altura, a Copper Mountain, teatro ideale per misurare subito il termometro dei due possibili sfidanti al duello finale. Braathen potrebbe arrivarci già molto gasato, Odermatt riposato, ma più allenato. Vedremo. In ottica risultato finale, Levi&Gurgl pesano già parecchio per Pinheiro. Rettenbach, 25 ottobre 2026: gli svizzeri Meillard e Odermatt fanno da “valletti” al campione olimpico Braathen, primo a Sölden come nel 2021 ©Pentaphoto DONNE A livello femminile sono successi un po’ di episodi interessanti. La prima vittoria di Moltzan, intanto, con tutto il “vissuto” che si porta dietro e che abbiamo raccontato, pure a livello universitario americano. Nella scorsa stagione Paula chiuse 6ª in classifica generale con quasi 800 punti. Anche lei, come Meillard, potrebbe fare da “arbitro” tra le eventuali sfidanti per la Coppa generale. Ammesso siano più di una. Già, ora che ha centrato anche il 1° podio della carriera in slalom gigante, come la batti Emma Aicher? La Coppa 2026/2027 può perderla solo lei, con errori, cattiva gestione delle forze (magari un paio di gare potrà anche saltarle, dovrà prendere le decisioni giuste al momento giusto) o, chissà, un nervosismo eccessivo, che però non le appartiene. Vero che sul Rettenbach si è giovata del piano finale e di più luce rispetto ad alcune avversarie, ma il punto non è tanto quel pizzico di fortuna avuta a Sölden, il punto è che se non sbaglia, è ormai difficile che esca dal podio in discesa, superG e slalom e dalla top5 in gigante. E se è così, come fai a starle davanti in classifica generale? A maggior ragione quando nessuna delle sfidanti (possibili) è polivalente come lei? Shiffrin dirà la sua, come sempre, anche con 2-3 slalom in meno, ma intanto ha mostrato a tutti quella che è ormai una certezza, e non gliene possiamo fare una colpa: cioè la difficoltà a “spingere” quando c’è poco contrasto in pista. Il suo tempo nella II manche sul Rettenbach era quasi scontato, date le condizioni, perché un film già visto. Potrà tornare a vincere in gigante, quello lo ha dimostrato nella I manche, ma per la Coppa generale serve altro, anche tra le porte larghe. Idem per Robinson e Rast. Con due storie diverse, però: perché Alice sul Rettenbach aveva già vinto, mentre Rast tra Sölden e Levi non è mai andata oltre il 6° posto (di quest’anno) e il 5° (del 2024). Poi carbura e non si ferma più. La grande novità della gara disputata lo scorso 24 ottobre risiede nella solidità dimostrata da Lara Colturi, forse la vera sfidante di Aicher (ammesso possa esistere) in futuro. Intanto, a Sölden non era mai andata oltre il 7° posto in precedenza; l’adattamento ai nuovi materiali è stato clamoroso e al di là delle sue classe naturale, si è visto subito. Dobbiamo ancora vederla in slalom e ora ce ne sono due, e in questa disciplina, a quanto dicono e a quanto sembra dagli allenamenti, sta sciando fortissimo (e a Levi e Gurgl non ci sarà Shiffrin…). Ultimo, ma non meno importante: farà anche dei superG. Non tutti, si gestirà al meglio come sempre, anche perché nel 2026-2027 dovrà evitare quel calo da gennaio che nella scorsa stagione c’è stato, evidente, dovuto per carità in parte anche a una forma influenzale lunga e fastidiosa, ma non solo. Lara Colturi, Paula Moltzan, Emma Aicher: il podio della prima gara stagionale, il gigante di Sölden, è servito ©Pentaphoto SFIDA APERTA? Morale: da una parte il coraggio e la qualità di Braathen, dall’altra la crescita di Colturi, ancora 19enne, fanno ben sperare per un certo equilibrio là in alto. Dall’altra, continuiamo a pensare che Odermatt e Aicher, Shiffrin comunque permettendo (ma in gigante non vince da 3 anni, in superG da 4) siano ancora, e nettamente, i favoriti per la Coppa. Il primo certo, la vince da cinque stagioni consecutive, la seconda l’ha “solo” sfiorata nel 2025-2026, ma con 6 DNF e 3 DNQ (tutti in gigante) che hanno pesato enormemente sull’esito finale. Considerato che a Levi e Gurgl non ci sarà, appunto, Odermatt, e non presenzierà nemmeno Shiffrin, dominante in passato in Lapponia, i prossimi due slalom assumono un’importanza particolare in ottica classifica generale. Braathen è chiamato a non scendere dal podio, possibilmente, ma due podi consecutivi in slalom gli mancano dal 2023; Aicher e Colturi sono invece pronte a darsi battaglia sul terreno classico di Mikaela, che però ha lasciato una porta spalancata alla concorrenza. Meglio approfittarne subito… Mkaela Shiffrin, 31 anni, a Levi ha vinto 9 volte. La prima nel 2013 ©Pentaphoto Navigazione articoli La festa “IL CAE CHE VINCE” 2026 World Tour, Elisa Confortola in trionfo a Montreal!
Da tifosi non possiamo che augurarci che le lotte per la coppa generale e le coppe di specialità siano serrate, lo spettacolo ci guadagna e non poco. Al maschile è complicato ipotizzare un nome diverso da Odermatt per la generale (ma Pinheiro può certamente ridurre il gap e anche Meillard, dato che quest’anno è partito forte). Altro discorso la coppa di gigante, qui non sarei così sicura che Odermatt possa riprendersela. Quando entrerà nel vivo, la sua stagione sarà la più intensa di tutte al maschile: giganti, superG, discese e prove di discesa avranno un peso dal punto di vista fisico. Passare nel giro di pochissimi giorni dai pali larghi alle discese italiane, a Wengen e alla Streif non sarà per niente banale. E Pinheiro e Meillard sembrano assolutamente in grado di contrastare Odermatt in gigante. Al femminile la prima gara ha portato avanti nei pronostici Aicher e Colturi, non c’è dubbio. Ma la stagione è lunga e intensa e una rondine (a volte) non fa primavera. Per la coppa di specialità io continuo a vedere favorita Scheib, al momento ne ha di più della concorrenza . È vero, bisogna arrivare al traguardo ma con 12 prove in calendario credo che un’uscita non comprometta il grande bersaglio finale. Personalmente sono molto curiosa di vedere i primi due slalom della stagione ma anche i tre i giganti nordamericani. Con la trasferta oltreoceano la stagione entra davvero nel vivo e comunque vada ci divertiremo! Rispondi
Tutto condivisibile, anche sulla consistenza espressa da atlete come Moltzan, Aicher e Colturi. Credo però – come anche Benedetta Maini ha sottolineato – che un giudizio più a fuoco in tema di solidità sia da confermare o rivedere nel test fondamentale nei prossimi 3 GS, dato che potrebbero anche invertirsi le parti tra chi non ha beneficiato del meteo in seconda manche in questa prima uscita e chi ha potuto sfruttare condizioni indubbiamente migliori, o comunque nel caso possano avere tutte le stesse condizioni. Il richiamo storico, sicuramente importante e suggestivo, della coincidenza tra vincitrice a Solden e regina di specialità in stagione, credo debba tener conto anche del fatto inedito e non meno importante che la stagione in corso prevede 12 gare e, in un certo senso, potrebbe considerarsi solo all’inizio con la disputa della prima sfida di Tremblant. Rispondi