Franck Piccard, classe 1964, 4 vittorie e 11 podi in Coppa del Mondo, oro olimpico in superG a Calgary 1988 ©PentaphotoFranck Piccard, classe 1964, 4 vittorie e 11 podi in Coppa del Mondo, oro olimpico in superG a Calgary 1988 ©Pentaphoto

Oggi sembra tutto naturale, normale, ormai abituale, anche se i ghiacciali, ahinoi, sono in enorme difficoltà. Ma oltre 30 anni fa non era così “semplice” far partire una stagione di agonistica del massimo circuito mondiale da quota 3.000 metri e per giunta a ottobre.

Ebbene, nel prossimo weekend, per la trentesima volta dall’inizio degli anni ’90, la Coppa del Mondo di sci alpino prenderà il via sul ghiacciaio del Rettenbacher, che sovrasta la località tirolese di Sölden. Ed è stato proprio un francese, a sorprese, ad avere l’onore di inaugurare, il 30 ottobre 1993, il libro d’oro della gara maschile: l’affascinante e vincente (quando contava di più!) Franck Piccard! Do you remember?

STORIA

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Qualche anno prima, il suo «capo», Jakob Falkner, che gestisce gli impianti di risalita di questa famosa zona dell’Ötztal, era riuscito a convincere la FIS di un principio. Le località che in estate ospitavano le squadre nazionali sul proprio ghiacciaio situato a oltre 3000 metri di altitudine dovevano essere giustamente ricompensate per il loro impegno a favore dello sci alpino agonistico.

Supportato dai suoi colleghi di Saas-Fee e Tignes, Falkner aveva così ricevuto l’onore di inaugurare questo nuovo capitolo della Coppa del Mondo nell’ottobre 1993. Diversi anni prima, aveva organizzato uno spettacolare slalom parallelo che si era concluso con una finale tra due giovani atleti all’epoca poco conosciuti: il bolognese Alberto Tomba e… Franck Piccard!

LA PRIMA VOLTA

Tomba, tre volte campione olimpico nel 1988 e nel 1992, non si distinse in quella gara inaugurale della stagione ’93-’94. Quest’ultima fu vinta, con grande sorpresa di tutti, dal savoiardo Franck Piccard. Lo sciatore di Les Saisies precedette lo specialista svedese Fredrik Nyberg, seguito da Kjetil André Aamodt e Marc Girardelli… In precedenza, Franck aveva conquistato un solo podio in uno slalom gigante di Coppa del Mondo, a Mt. Hutt, in Nuova Zelanda.

Gareggiare su un ghiacciaio situato a oltre tremila metri di altitudine non era comune all’epoca. Ma gli sciatori erano ormai da tempo abituati a sciare in condizioni simili durante i loro ritiri estivi, sui numerosi ghiacciai alpini ancora in buone condizioni fino a pochi anni fa: «Io ero assolutamente entusiasta, mi trovavo bene e mi sentivo a mio agio in quell’ambiente. Ci allenavamo spesso nei dintorni, in particolare sul vicino ghiacciaio del Pitztal», ricorda l’ex capitano della nazionale francese a Top Ski News.

«C’era un tempo splendido e la pista era in ottime condizioni al mattino. Nel pomeriggio era molto più complicato, la pista era dissestata per gli ultimi pettorali, ma alla fine sono riuscito a cavarmela nei tratti più insidiosi», aggiunge Franck. «Ero ancora più fiducioso prima della gara perché conservavo un bel ricordo di quello spettacolare slalom parallelo di esibizione dell’ottobre 1987. In quell’occasione avevo persino ricevuto un’auto come premio dall’ex campione Harti Weirather».

Olimpiadi Albertville 1992, il podio della discesa libera maschile. Da sinistra: Franck Piccard (FRA, 2°; Patrick Ortlieb (AUT), 1°; Günther Mader (AUT) 3° ©Pentaphoto
Olimpiadi Albertville 1992, il podio della discesa libera maschile. Da sinistra: Franck Piccard (FRA), 2°; Patrick Ortlieb (AUT), 1°; Günther Mader (AUT) 3° ©Pentaphoto

SVOLTA GIGANTE

«In quel periodo mi sono concentrato maggiormente sul gigante perché mi ha permesso di cambiare un po’ ambiente e obiettivo», spiega ancora Piccard. «Sono rimasto sconvolto e profondamente segnato per molti anni dal tragico incidente dell’austriaco Gernot Reinstadler, che ho visto cadere nell’area di arrivo di Wengen durante quella sfortunata sessione di qualificazione», aggiunge. «In realtà mi ci è voluto molto tempo per riprendermene… È stato solo molto più tardi, scrivendo i miei due libri, che sono riuscito in qualche modo a rimarginare quella ferita».

Quella bella vittoria a Sölden ha premiato anche il lavoro instancabile del suo marchio di sci, Salomon. Dopo i grandi successi nel campo degli attacchi di sicurezza, l’azienda di Georges Salomon si era lanciata alcuni anni prima nella produzione di sci da gara. L’inverno precedente, Urs Lehmann, nella discesa libera, e Carole Merle, nello slalom gigante, avevano conquistato le prime medaglie d’oro in occasione dei Campionati mondiali FIS di Morioka, in Giappone.

Grazie ai consigli di Piccard, messi in pratica dal suo addetto all’assistenza, Guy Jolly Pottuz, il reparto gare di Salomon, allora gestito da Christian Frison-Roche, riuscì a mettere a punto degli «attrezzi» molto competitivi. Questi furono poi adottati da altri grandi nomi come l’austriaco Günther Mader, vincitore a Kitzbühel nel gennaio 1996, e uno dei rari sciatori ad essersi distinto in tutte le specialità alpine.

Val d’Isere, Francia, dicembre 1989. Frank Piccard, (FRA), secondo alle spalle dello Svedese Niklas Henning ©Pentaphoto

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