Mai vista piangere così. Nemmeno per il trionfo ai Giochi in discesa a PyeongChang nel 2018. Commossa, sì. Così coinvolta emotivamente, no. E in queste lacrime liberatorie di Sofia Goggia c’è tutto il tormento vissuto in questi 4 mesi abbondanti in cui, evidentemente, si era messa molta pressione addosso. Da sola, come capita alle campionesse. Per motivi validi. OBIETTIVI Perché? Basta guardare la classifica generale di Coppa del Mondo per capirlo. Perché mettere le mani sulla sfera di cristallo generale era un obiettivo più che possibile e la bergamasca lo sapeva bene. Del tipo, “o quest’anno o mai più”. Con Shiffrin a mezzo servizio, Brignone out nel circuito maggiore, idem, ma solo dopo il Rettenbach, anche Lara Gut-Behrami. E la sua competitività, ovviamente. Perché Sofia aveva lavorato tantissimo sullo slalom gigante per portare a casa quei 250-300 punti che avrebbero potuto fare la differenza. Perché lo stesso lavoro poteva pagare i dividendi anche in superG e si è visto. Perché era giustissimo provarci a 33 anni, dopo due podi nella generale distanti tra loro 8 anni, almeno 4 stagioni passate più in ospedale che in pista, ma anche una buona solidità trovata come si è visto nel 2024-2025. FIDUCIA GOGGIA Non è bastato ed è un peccato, perché davvero si poteva fare. Ma la stagione è stata grandiosa, credeteci. La stessa Goggia ha subìto critiche assurde sui social. Tre vittorie e sette podi complessivi, mai oltre la nona posizione in superG, per una continuità mai avuta in questa specialità, forse la più difficile in assoluto, perché è un “flusso di coscienza”, senza prove, in cui servono istinto, forza, velocità, tecnica, ma anche capacità di lettura e improvvisazione. Il superG è stato poi in passato una sorta di tabù in Coppa per l’Italia femminile: trionfi olimpici a profusione (Compagnoni, Ceccarelli, Brignone quest’anno), ma la sfera di cristallo non arrivava mai. Nemmeno Isolde Kostner c’era riuscita, che pure vantava due titoli iridati nella specialità. La stessa Brignone era arrivata dietro Lara Gut-Behrami ben 4 volte in classifica. Nel 2022 però era riuscita a spuntarla, con 3 successi di tappa, esattamente come Goggia quest’anno. Corinne Suter, Sofia Goggia, Kira Weidle-Winkelmann (al primo podio in superG): le migliori tre della gara di Kvitfjell ©Pentaphoto FORZA MENTALE Questo trionfo vale tantissimo per Goggia. Emotivamente deve essere stata una stagione da montagne russe. Le ambizioni di coppa iniziali, più che legittime; l’errore pronti-via subito a Sölden, che per me ha pesato tantissimo; la scorrevolezza mancante in discesa, forse anche quel problema di preparazione del pacchetto materiali per qualche singola gara (non certo in assoluto, trattasi di marca top, ovviamente!) che qua e là lei stessa ha menzionato. Non è finita. Le idee che circolano in testa legate al fatto di cambiare tante cose; quel bronzo olimpico in discesa da record (prima atleta a salire sul podio in tre edizioni consecutive dei Giochi in discesa libera), poi offuscato in qualche modo dai trionfi di Federica Brignone, per giunta su una gamba sola. Le uscite (tre, tutte in gigante), quei piazzamenti oltre la 15ª posizione in discesa (due volte, 17ª a Zauchensee e in Val di Fassa) che al netto dei DnF non accadevano da Cortina 2016 (27ª)! La Coppa generale che scivolava via in fretta. TRIONFO Insomma, mettete assieme tutto ed ecco perché quesa stagione è stata tormentata per lei, motivo per cui avere retto alla pressione nel finale (quella vittoria a Soldeu ha pesato tantissimo, con Robinson che sbagliava e finiva settima), con tanto di successo all’ultima gara quando le sarebbe bastato stare nelle sei per vincere al 100%, ha un peso specifico notevole in tutta la sua carriera. Le atlete capaci di imporsi sia nella classifica di discesa sia in quella di superG (ovviamente dal 1986) sono solo 9, 10 con Goggia: Maria Walliser, Michela Figini, Katja Seizinger, Renate Götschl, Michaela Dorfmeiser, Lindsey Vonn, Maria Riesch, Corinne Suter e Federica Brignone. Non Lara Gut-Behrami, per esempio. Nella stessa stagione ci sono riuscite solo Seizinger, Götschl, Dorfmeister, Vonn e Suter. Sofia Goggia con la coppa di specialità in superG ©Pentaphoto FUTURO Sofia è stata fantastica, forte mentalmente, più brava tecnicamente che veloce. In questa stagione, dove c’era da fare la differenza in curva o nei tratti più tecnici, lei l’ha fatta. Sempre. Restano delle domande, certo, perché Sofia è sempre stata anche scorrevole, soprattutto nei tratti di piani preceduti dal ripido, non tanto in partenza, e questa dote in stagione non s’è vista. In discesa poi ha ottenuto due podi, ma nelle ultime 17 gare ha vinto una sola vola, a Cortina, nel gennaio 2025, e dati alla mano dal 2018, non è da lei, almeno quando sta bene. All’orizzonte si profilano tanti cambiamenti, ma spunta anche la stagione dei Campionati Mondiali. Finora ha disputato cinque libere iridate: Schladming 2013, St. Moritz 2017, Åre 2019, Meribel 2023, Saalbach 2025. Miglior risultato? Un 4° posto nel 2017, con punte incrociate a metà gara e un oro probabilmente buttato. Che la miglior discesista degli ultimi 10 anni non abbia mai vinto una medaglia mondiale in questa specialità è un’assurdità. C’è un tabù da sfatare, Sofia… Navigazione articoli Le novità di Goggia, il futuro di Brignone. Rulfi, Agazzi, Feltrin… Per il dopo-Pini si “scalda” Manfred Mölgg
Ciao Gian, aldilà che quest’anno speravo di trovarti ai Piani per un caffè al Lecco ma sarà per una prossima occasione, ti confido che Sofia ieri ha stupito e un po’ commosso anche me, l’ho trovata efficace, umile e sensibile come mai forse in passato. E questo è un buon segno per il suo futuro e quello del gruppo delle polivalenti che comunque hanno avuto lei e Fede come trascinatrici in questi stupendi ultimi 10 anni, ed ora hanno Lolly ed una rientrante Bassino a supportare l’ambiente. Sono fiducioso anche per le slalomiste in quanto in Federazione secondo me, checche se ne dica, le idee le hanno chiare, manca forse solo il trovare l’assetto giusto tra i tecnici incaricati. Rispondi
Sì è stata commovente! Sono venuto a sciare ai Piani di Bobbio con le bambine, durante le vacanze di Natale. Idee chiare in FISI non lo so, ma i talenti non mancano! Rispondi
Qui nelle valli orobiche si vocifera che il “Babi” si voglia pensionare, d’altronde e un bel po’ di anni che gira il mondo. Rispondi
Dal divano mi trovo perfettamente d’accordo: grande reazione mentale di Sofia, come si addice ai grandi campioni Rispondi
E’ stata fantastica e molto forte mentalmente. Il suo pianto la dice lunga su come ha vissuto questa stagione Rispondi
Ciao, bel pezzo! A me sembra che quest’anno Sofia abbia trovato una nuova maturitá. Mi sembra diversa, piú consapevole. Io penso che, dopotutto, abbia fatto uno step in avanti. Se la si guarda con attenzione, questa stagione é stata eccellente. E forse le se ne é resa veramente conto proprio dopo quelle lacrime in Norvegia. E’ chiaro, l’anno prossimo sará importante per lei per quel titolo mondiale, ma credo che sará comunque piú serena. Rispondi