Si fa di necessità virtù. Il settore dello sci alpino sloveno affronta la nuova stagione agonistica con un bilancio inferiore rispetto allo scorso anno, ma i programmi delle nazionali e delle selezioni giovanili sono per ora definiti, secondo i media locali. Il bilancio di quest’anno ammonta a 3,5 milioni di euro, mezzo milione in meno rispetto all’anno scorso. Nella nuova stagione di Coppa del Mondo la Slovenia non avrà rappresentanti nelle discipline di velocità dello sci alpino. I dati sono stati presentati in un’intervista alla STA dal presidente della sezione sci della Federazione sciistica slovena, Janez Bijol. ORGANIZZAZIONE Secondo quanto affermato, il nuovo responsabile della sezione, Aleš Rogelj ha dovuto affrontare una situazione finanziaria più complessa, ma è comunque riuscito a mettere a punto i programmi in modo adeguato: «Il coordinamento con gli allenatori e tutto il resto non è stato sempre semplice, ma per ora abbiamo definito i programmi e questi sono in corso. Vedremo come SI andrà avanti», ha affermato Bijol. SPONSOR Nella ripartizione dei fondi è stato mantenuto il livello di finanziamento dei programmi per bambini e giovani, mentre il resto è stato destinato alle squadre che partecipano alla Coppa Europa e alla Coppa del Mondo. Bijol ha inoltre spiegato che non sono ancora stati firmati due contratti con sponsor importanti, ma che con loro è stato raggiunto un accordo verbale. Pertanto, per il momento non si prevedono grandi difficoltà, anche se sottolinea che, date le circostanze attuali, è difficile capire come si evolverà la situazione. Secondo lui la fine delle carriere agonistiche di Ilka Štuhec e Ana Bucik non rappresenta uno sconvolgimento significativo per la struttura finanziaria del settore. «Qualcosa è cambiato per quanto riguarda Ana, ovvero il suo fornitore e sponsor di lunga data, ma queste cose vengono poi sostituite da altre. In linea di principio, non ci aspettiamo che questo provochi uno sconvolgimento», ha spiegato. VELOCITA’ Nel panorama femminile dello sci alpino sloveno, gli appassionati sono stati a lungo abituati a risultati di rilievo anche nelle discipline di velocità. Bijol ha sottolineato che non intendono abbandonare queste discipline, ma il loro ulteriore sviluppo dipenderà soprattutto dall’interesse.«Se dovessero emergere atlete o atleti interessati a queste discipline e in grado di ottenere risultati adeguati già nelle selezioni di livello inferiore, prenderemo in considerazione anche la formazione di squadre per le discipline di velocità», ha affermato. Per ora non si vedono candidate con ambizioni spiccate. Ciononostante, anche tra le ragazze più giovani ci sono sciatrici molto brave sugli sci da velocità, quindi il futuro mostrerà come cambierà la situazione. Bijol è consapevole che, dopo il periodo di straordinari successi di Tina Maze e Ilka Štuhec, si è creato un grande vuoto agonistico: «Ilka ha proseguito per molti anni il percorso tracciato prima di lei da Tina Maze. Dopo il loro periodo si è creato un grande vuoto, ma su questo non possiamo influire in modo significativo. Gli atleti di alto livello non nascono dall’oggi al domani», ha sottolineato. Ilka Stuhec, ritirata. Ha vinto 2 ori mondiali in discesa libera ©Pentaphoto NOVITA’ Andre Sporn, ex discesista, è, dalla scorsa primavera, presidente del consiglio tecnico della Federazione sciistica slovena (SZS), per lo sci alpino. Anche le mutevoli condizioni nevose e lo scioglimento dei ghiacciai rappresentano una sfida sempre più grande. In Europa, durante l’estate, ci sono sempre meno opportunità per un allenamento di qualità, pertanto la preparazione nell’emisfero meridionale sta assumendo un’importanza sempre maggiore. Quest’anno Neja Dvornik si è allenata in Nuova Zelanda, mentre altri si sono preparati in Cile e in Argentina. Anche le squadre giovanili di Austria, Germania e Svizzera stanno già partendo per l’emisfero meridionale. Bijol avverte che le differenze tra le nazionali potrebbero aumentare ulteriormente se le squadre più ricche avranno molte più opportunità di allenarsi in località lontane. «Se le nazionali più ricche possono permettersi un mese o un mese e mezzo di preparazione nell’emisfero meridionale, mentre le altre no, le differenze potrebbero aumentare ulteriormente», ha affermato. FUTURO A suo avviso, sarebbe opportuno pensare a condizioni più eque, ad esempio a un periodo di allenamento comune su un determinato terreno per tutte le squadre. A lungo termine, una delle soluzioni potrebbe essere anche un palazzetto dello sci al coperto in Slovenia. A Maribor, tre o quattro anni fa, si è discusso della possibilità di realizzare un palazzetto di questo tipo nell’arena locale o nella parte inferiore della pista da sci, ma l’idea non si è concretizzata in un progetto vero e proprio. «Probabilmente, prima o poi dovremo arrivare a una soluzione del genere», ha affermato Bijol. Lo ski-dome potrebbe consentire l’allenamento nelle discipline tecniche. Conferenza stampa per, da sinistra: Aleš Rogelj, Aleš Valenti, Neja Dvornik, Žan Kranjec e Denis Šteharnik Foto: ©Sloski Navigazione articoli Ricarda Haaser, secondo ritorno in… dieci mesi! Liensberger sugli sci! Niente Sölden e Levi