E’ proprio vero che Deborah Compagnoni e Isolde Kostner, in primis (ma non solo loro) hanno aperto una strada, trascinando una grande squadra, completa, verso vette mai toccate in precedenza. Quella via maestra non è mai stata persa da chi è seguito, e poi dal 2015, dalla prima vittoria di Federica Brignone in Coppa del Mondo, si è squarciato il velo definitivamente. Ci riferiamo soprattutto al circuito maggiore e alle coppe, di specialità e generali. Quando la valtellinese, al termine della stagione 1996-1997, conquistò la classifica di slalom gigante, che avrebbe meritato già da qualche annata agonistica a dire il vero, quello sembrò come lo sbarco sulla luna dello sci femminile italiano. Mai prima di lei nessuna atleta azzurra si era spinta fin lì e nemmeno ci era andata troppo vicina. Dopo diverse stagioni e grazie anche a un altro team privato arrivarono poi i due trionfi consecutivi di Isolde Kostner nella classifica di discesa (2000-2001 e 2001-2002). Se si tiene conto che le azzurre dalla vittoria di Giustina Demetz del 1967 non hanno più centrato un successo in discesa libera fino a Garmisch, gennaio 1994, si capisce la portata dell’impresa. La nuova era però è stata impressionante. Al netto della coppetta di Denise Karbon in gigante nel 2007-2008, dal 2018 ecco un diluvio di Coppe del Mondo, di specialità e non solo. E la generale era sembrata per decenni più di un’utopia in casa Italia femminile (fino a quando Karen Putzer superò la fatidica quota di 1000 punti nella stagione 2002-2003). Ad aprire le danze, per questo gruppo che ancora oggi regala grandi emozioni, fu Sofia Goggia al termine della stagione 2017-2018. Coppa di discesa vinta di una manciata di punti su Lindsey Vonn e alzata al cielo ad Åre, in Svezia, proprio dove Gustav Thöni conquistò la sua prima nel 1971 e Isolde Kostner la sua prima di specialità, 40 anni dopo. Lindsey Vonn, Sofia Goggia e Tina Weirather: il podio della coppa di discesa nel 2017-2018 ©Pentaphoto Seguite le bandierine tricolori a questo link per capire meglio quello di cui parliamo. Certo, la Coppa del Mondo generale vinta due volte da Federica Brignone (2020 e 2025) rappresenta l’apice, ma la continuità trovata nelle classifiche di specialità è impressionante. A livello di discesa, le azzurre si sono imposte con Goggia nel 2018-2021-2022-2023, Brignone nel 2025, Pirovano nel 2026! In superG, la coppa tabù, ecco Brignone (2022) e Goggia (2026). Marta Bassino nel 2021 a Lenzerheide con la Coppa del Mondo di gigante ©Pentaphoto E poi ancora il gigante, con Federica Brignone due volte (2020 e 2025) e Marta Bassino, dominatrice assoluta nel 2020-2021, con quattro vittorie di tappa. Senza contare i podi raggiunti, con anche Elena Curtoni, più volte in grado di sfiorare il successo nella classifica di superG. Tutto questo per dire che la sfera di cristallo, generale o di specialità, rimasta tabù per 30 anni nella storia dello sci alpino italiano femminile, ora è diventata una piacevole realtà e per sottolineare la grandezza di questo gruppo, che trascinato da Federica Brignone e Sofia Goggia, continua a mietere successi da più di 10 anni. Lara Gut-Behrami, Federica Brignone, Sofia Goggia. Il podio della classifica generale 2024-2025 ©Pentaphoto Ora la vera sfida sarà restare competitivi una volta sopraggiunto il cambio generazionale a livello generale, ma anche in casa Italia, perché Goggia e Brignone non saranno eterne, e soprattutto provare a sfatare il tabù più grande, legato cioè alla coppa di slalom. Che oggi sembra un miraggio gigantesco, ma che in futuro, chissà magari con le giovani promettenti Trocker e D’Antonio, oppure con altri nomi, potrà diventare una realtà. Navigazione articoli Per il dopo-Pini si “scalda” Manfred Mölgg Pattinaggio di figura, Mondiali a Praga. Nove azzurri impegnati
Impressionante anche il dato sulle vittorie: in tutta la storia della CdM le italiane hanno vinto 149 gare, il 53% è arrivato dal 2015 in poi dalle atlete ancora in attività (dalla prima vittoria di Brignone a Soelden). Cioè Brignone, Goggia, Bassino, Curtoni, Pirovano e Delago, in poco più di 10 stagioni, insieme hanno vinto più di quanto fatto da tutto lo sci italiano al femminile nei 48 anni precedenti. Rispondi
Va beh, ma questo dato è condizionato dal fatto che fondamentalmente l’Italia femminile dello sci alpino nasce come squadra vera solo nel gennaio del 1992 con la prima vittoria in Coppa di Deborah Compagnoni. Prima, tra il 1967 e il 1974 non si è vinto nulla e nemmeno dal 1986 al 1992. Dopo si entra in una nuova era che tutto sommato continua ancora. Rispondi