Sulle orme di tanti altri campioni del passato (ne citeremo qualcuno) e soprattutto del suo leggendario connazionale, Roger Federer. Marco Odermatt, fresco vincitore della sua quinta Coppa del Mondo generale, per giunta consecutiva (più tutto il resto) entra a far parte della start-up Gaisbock, con sede nella Svizzera centrale, che sta lanciando sul mercato una nuova linea di prodotti per la cura dello sportivo. In questo contesto, ecco subito dei parallelismi per Marco con la storia di successo di Roger Federer (tennista che non ha bisogno di presentazioni) e del produttore di scarpe da corsa On. MOTIVAZIONI Secondo quanto da lui stesso dichiarato, Odermatt, campione olimpico in slalom gigante quatto anni fa, ai Giochi di Beijing 2022, detiene una quota compresa tra il 10 e il 20 per cento, come riporta la Sonntags Zeitung. La decisione è stata presa dopo un intenso scambio con il fondatore Ramon Riebli: a convincerlo è stata soprattutto la passione che sta dietro al progetto. Marco Odermatt (SUI) Kvitfjell (NOR) 21/03/2026 Photo: Marco Trovati/Pentaphoto Per Odermatt non è l’aspetto finanziario a essere in primo piano. Piuttosto, Marco vede in questo impegno una «questione di cuore con persone fantastiche», come ha dichiarato al portale di cui sopra. Allo stesso tempo, si impegna attivamente: il vincitore della Coppa del Mondo generale testa i nuovi prodotti della linea per la cura dello sportivo e fornisce un feedback dal mondo dello sport d’élite. ODERMATT IMPRENDITORE L’azienda Gaisbock, che finora ha offerto soprattutto deodoranti e prodotti per la cura personale, intende crescere con una nuova linea di sieri rigeneranti. Questi vengono prodotti in Svizzera e l’attenzione è inizialmente chiaramente rivolta al mercato interno, prima di procedere con un’espansione all’estero. Tra i modelli di riferimento c’è Roger Federer, che si è impegnato fin dall’inizio con il produttore di scarpe da corsa On, contribuendo in modo determinante al suo successo internazionale. ESEMPIO ITALIANO Attenzione: Federica Brignone, l’unica sciatrice alpina italiana capace di fregiarsi dei titoli più importanti (Coppa del Mondo generale; oro mondiale; oro olimpico), ha appena deciso di entrare nel mondo dell’imprenditoria e lo ha fatto con un simbolo tutto italiano: la pasta. La fuoriclasse valdostana è infatti diventata socia&sport ambassador di Miscusi, la catena di ristoranti-pastifici che ha trasformato un piatto tradizionale in un format contemporaneo. Dalle curve in gigante ai tavoli di un food brand in espansione, Federica Brignone ha commentato così: «Mangiare bene non è una rinuncia, è una scelta di forza». Federica Brignone: lascia o raddoppia? ©Pentaphoto AIR In questo senso, il più grande di tutti rimane ovviamente Michael Jeffrey Jordan. Dentro e fuori dal campo. Probabilmente il più grande giocatore di basket di tutti i tempi, Jordan ha riscritto tutti i capitoli del manuale di basket. Ha totalizzato più di 90 milioni di dollari di guadagno come stipendio da giocatore. Poi però c’è tutto il resto. La leggenda dei Chicago Bulls è diventata un nome molto noto anche nel mondo degli affari, prestando il suo nome alla linea di scarpe Air Jordan di Nike. Lanciate nell’ambito di una collaborazione a vita con Nike, le scarpe da ginnastica sono oggi tra le più popolari al mondo. Nel 2022, la linea Jordan ha generato un fatturato di 5,1 miliardi di dollari per Nike, facendo guadagnare a Michael circa 400 milioni di dollari all’anno. Fino a poco tempo fa, Jordan era il proprietario di maggioranza della squadra NBA Charlotte Hornets. Tuttavia, nel 2023, il suo mandato di proprietario durato 13 anni si è concluso con la vendita della squadra per un’incredibile valutazione approssimativa di 3 miliardi di dollari. Jordan manterrà una quota di minoranza anche dopo il completamento della vendita. Tra le altre sponsorizzazioni di Jordan ci sono i marchi globali Gatorade, McDonald’s, Coca-Cola e Chevrolet. Navigazione articoli Mezza rivoluzione in Slovenia (e budget ridotto), ma non per Slokar. La grande storia della Coppa del Mondo di sci
Dopo Jordan( o forse anche prima), direi che il N°2 e’ l’ex Milan e Arsenal Matieu Flamini, anzi meglio come imprenditore che come calciatore Rispondi
So tutto ne abbiamo parlato a Radio TV Serie A dove lavoro. Impressionante. Ma non può avere la fama di Jordan, ovviamente. Rispondi