Ci siamo. A fine ottobre, a Sölden, prenderà il via la nuova stagione di Coppa del Mondo, la numero 61, quella 2026-2027. A poco meno di quattro settimane dalle prime gare, gli atleti rossocrociati hanno fatto il punto della situazione in conferenza stampa, nel classico “media Day”, tenutosi a Dübendorf, nel Canton Zurigo. . Marco Odermatt può fortunatamente tirare un sospiro dopo una piccola lesione muscolare che si era procurato a fine agosto durante un allenamento atletico. Ha raggiunto i compagni in ritardo in Cile, perdendo circa 8-10 giorni di lavoro, ma ha potuto comunque allenarsi in buone condizioni, per il resto. «Fisicamente sto molto bene – le sue parole -. È stata solo una cosa da poco, capitata in un momento un po’ sfortunato e di cui l’opinione pubblica è venuta a conoscenza. Nella prima settimana ho dovuto adattare il programma di allenamento, ma già nella seconda andava molto bene». Il campione del Canton Nidvaldo affronta l’infortunio con tranquillità e non intende forzare i tempi in vista del gigante di Sölden: «È stato un piccolo infortunio. Avrei anche potuto avere un’ernia del disco. La prendo con tranquillità. Ho ottenuto abbastanza, non devo dimostrare nulla a nessuno. Se non dovessi essere ancora pronto per Sölden, spero di esserlo per le gare negli USA». Il fuoriclasse svizzero prende posizione anche su un tema che sta facendo discutere il mondo dello sci. La FIS sta valutando di aumentare la frequenza dei Mondiali: «Temo che il valore dei Mondiali diminuisca se si disputassero ogni anno. Io non farei dei Mondiali, ma piuttosto un altro grande evento. Come, ad esempio, gli Ultimate Games. Magari si potrebbe andare in un posto nuovo, in Cina o in Giappone. All’improvviso si potrebbe organizzare uno slalom a Dubai, se gli sponsor o il pubblico lo volessero. È lì che vedo il potenziale: sfruttare queste due settimane per provare qualcosa di nuovo, invece di organizzare di nuovo un Mondiale in Svizzera o in Austria». Sugli spostamenti in Coppa del Mondo, Odi è chiarissimo: «Si tratta della Coppa del Mondo. Non sono i Campionati svizzeri né i Campionati alpini. Non bisogna correre da A a B e viaggiare ancora molto di più. Ma se ogni quattro anni si provasse qualcosa di nuovo da qualche parte, sarebbe sicuramente fattibile». Marco Odermatt, Franjo Von Allmen and Alexis Monney ©Pentaphoto Navigazione articoli Wendy Holdener: «Farò ancora gigante. E i Mondiali…» Cosa serve veramente allo sci alpino?