Non è la “Revolution 1” pensata dai Beatles nel lontano 1968, ma nemmeno ci va troppo lontano, sportivamente parlando. E’ un’autentica rivoluzione tecnica, infatti, quella che attende le squadre italiane per la stagione agonistica 2026-2027. Su almeno tre livelli. Se i team legati alla velocità della squadra A non verranno di fatto toccati, slalom&gigante maschile e femminile subiranno un vero e proprio “restyling”, a quanto si apprende. Ed è il punto numero uno. Approfondiamo il discorso più avanti nell’articolo. Punto numero due: bisogna gettare le basi per il nuovo quadriennio olimpico, tenendo però conto che le ragazze del gigante e dello slalom possono contare (ci riferiamo solo alle nuove leve) su un talento cristallino come Anna Trocker, classe 2008; mentre gli uomini attendono ancora un prospetto simile, diciamo un Franzoni dei rapid gates, per capirci. Si vede all’orizzonte? Anna Trocker ©Pentaphoto Infine, terzo piano, c’è da colmare una lacuna (per tre…) che sta diventando quasi imbarazzante. Mai, infatti, nella storia della Coppa del Mondo, l’Italia dello sci alpino aveva “digiunato” così tanto tra slalom maschile&femminile e gigante maschile. Per gli uomini bisogna tornare al 26 febbraio 2012 per trovare un successo in gigante, con Massimiliano Blardone a Crans Montana; in slalom l’ultimo a imporsi è stato Manfred Mölgg, primo a Zagabria il 5 gennaio 2017. Chiara Costazza a Lienz, il 29 dicembre 2007, è invece l’ultima slalomista azzurra ad aver trionfato nel circuito maggiore, tenendo però bene in mente che dal 1985 le vittorie in questa disciplina sono state solo 4 per l’Italia femminile, in Coppa: Paola Magoni (1985), Deborah Compagnoni (1996), Lara Magoni (1997) e Chiara Costazza (2007). Come dire, il problema sembra cronico, perché in discesa, superG e gigante si è vinto invece tantissimo nello stesso periodo di tempo con le ragazze. Lienz, 29 dicembre 2007, il podio dello slalom femminile: da sinistra, Nicole Hosp, Chiara Costazza, Tanja Poutiainen. Ultimo successo italiano femminile in questa specialità. In tutti e tre i casi trattasi di primato negativo: mai, dal 5 gennaio 1967, primo storico giorno di gara per la Coppa del Mondo di sci alpino, l’Italia aveva dovuto attendere così tanto tra una vittoria e quella successiva nei rispettivi settori maschili e femminili citati. E allora, direte voi? E allora eccoci alla rivoluzione di cui sopra. L’Italia femminile tornerà ad avere, ma è un’indiscrezione ovviamente, un responsabile tecnico unico di slalom&gigante, Luca Agazzi. Con un po’ di cambiamenti, come anticipato, nel gruppo “élite” (e interessano da vicino le porte larghe), visto che Rulfi dovrebbe seguire direttamente Goggia, Marguerettaz Bassino, come in teoria dallo scorso anno, e la new entry Pirovano; con Brignone, eventualmente, sempre guidata dal fratello Davide. E non sono poche novità. Max Carca e Alex Vinatzer ©Pentaphoto Uomini. Niente più allenatore capo per slalom&gigante, come Mauro Pini per intenderci, con Manfred Mölgg che alla fine ha detto “no, grazie”. Il “nuovo” responsabile dello slalom dovrebbe essere… il direttore tecnico, Massimo “Max” Carca, con l’approdo al team di Giancarlo Bergamelli, direttamente dalla squadra femminile (sempre molto apprezzato da Peterlini&co). Se fosse confermato, “Gianchi” rappresenterebbe una grande aggiunta per i ragazzi, ma una bella perdita per le ragazze. Vedremo. Al gigante, invece, verrebbe promosso allenatore capo Alexander Prosch, nella scorsa stagione responsabile della velocità maschile in Coppa Europa. Con lui potrebbe esserci proprio quel Max Blardone già “tanto chiacchierato”. E Roberto “doc” Lorenzi? Si parla del ruolo di responsabile dei Giovani azzurri. Lo sci alpino italiano ha portato grandi risultati nell’ultima stagione agonistica, sia ai Giochi sia in Coppa del Mondo. Questo è innegabile. Ma scavando sotto la superficie, emergono appunto delle lacune da colmare, non poche e non certo fresche, bensì datate nel tempo. Soprattutto se si vuole competere, al maschile, con squadroni come quelli svizzeri, norvegesi, austriaci. Basterà un’altra rivoluzione tecnica per invertire la rotta, ammesso sia davvero così? Ai posteri… Ted Ligety, Massimiliano Blardone e Manfred Moelgg l’8 dicembre 2007, a Bad Kleinkirchheim Navigazione articoli Agazzi, slalom&gigante? Feltrin ok. Pirovano nel gruppo Elite. E il DS… Anche Ester Ledecka con Head?
E’ sempre difficile costruire un gruppo di tecnici in ambito federale, sia perché comporta forti sacrifici per gli allenatori in ambito di viaggi anche extraeuropei, lunghi periodi lontano dalla famiglia, contratti a tempo determinato e quindi spesso molti anche di alto livello preferiscono restare negli sci club locali o accettare proposte da federazioni straniere che come sappiamo sono molto più potenti economicamente della nostra. Agazzi può essere l’uomo giusto a gestire il gruppo delle prove tecniche nel femminile, mentre nel maschile coinvolgerei con decisione Max Blardone per la passione che ha e l’esperienza notevole che porta con sé. Continuerei a tenere stretti i vari Salvatori e C. nel giovanile perché hanno esperienza e i risultati si cominciano a vedere anche dal basso Rispondi
Lascerei Bergamelli con le ragazze in modo dare continuità al buon lavoro svolto nell’ultima stagione. Rispondi
Ah, lo farei anche io. Ma pare sia molto bravo e Roda credo in questo momento abbia troppo a cuore lo slalom maschile, anche perché siamo ai minimi termini della gloriosa storia italiana in questa specialità. Rispondi