Pensavamo, forse, di aver visto tanto, se non tutto, nell’annata agonistica 2024-2025, quella delle 10 vittorie condite da 16 podi, con in più 1 oro e 1 argento mondiale, di Federica Brignone, senza dimenticare il titolo iridato nel Team Event (al femminile presenti Della Mea-Collomb), i due successi in Coppa di Sofia Goggia che hanno portato a 12 il bottino totale nel circuito maggiore, record assoluto per l’Italia femminile in una singola stagione. Con la ciliegina sulla torta, ovviamente, della classifica generale conquistata dalla stessa valdostana e Sofia terza (mai due italiane assieme sul podio nella Overall, fin lì) e due coppe di specialità (discesa e gigante), per Brignone. Bene, no? Benissimo! Ecco. Date tali premesse, quest’anno le ragazze azzurre ci hanno stupito. Forse anche di più, soprattutto nella seconda parte della stagione. Il “bottino” finale recita 8 vittorie, con ben 4 atlete diverse, 13 podi e 58 piazzamenti tra le prime 10. Vittorie e podi sono arrivati tutti in velocità, quindi tra discesa e superG, ma con Brignone limitata, almeno nel circuito maggiore, a quattro gare, e senza Marta Bassino per l’intera annata (anche se la piemontese avrebbe dovuto ritrovarsi con il nuovo materiale Head), è davvero un’impresa. Anche perché per trovare più di otto vittorie in una singola stagione al femminile bisogna scomodare le 9 del 2020-2021 e 2023-2024; le 10 del 1996-1997 (primato per più di 24 anni), le 11 del 2021-2022 e le 12, come già detto, del 2025-2026. In più, ci sono due coppe di specialità, agguantate con un finale di stagione clamoroso da una parte (3 vittorie nelle ultime tre gare di discesa per Laura Pirovano) e grande costanza dall’altra (3 successi per Sofia Goggia, mai oltre la nona posizione, in superG). Anche in questo caso il bottino è clamoroso, ma lo è dalla stagione 2017-2018, se si pensa a quante coppe di specialità aveva conquistato l’Italia femminile in precedenza, fin lì. Laura Pirovano ©Pentaphoto Tutti aspettavano il primo podio o la prima vittoria, magari isolata, di Laura Pirovano, ma la trentina classe 1997, ex iridata juniores in gigante nel 2017, è andata ben oltre, vincendo tre discese, conquistando la coppa di specialità, piazzandosi settima in classifica generale con 745 punti, a 300 dal terzo posto di Camille Rast. Significa che Laura è una campionessa destinata comunque a guidare la squadra quando Goggia e Brignone si ritireranno (perché non saranno eterne); significa che ripartirà da questo livello ormai certificato; che ha dimostrato una freddezza e una forza mentale incredibili a Kvitfjell, e che può ambire, avendo recuperato il suo primo amore, il gigante, anche a un podio finale della classifica generale, perché no. Sulla stagione di Goggia ci siamo già espressi, qui basta aggiungere che la coppa di superG, specialità più tecnica e che non prevede le prove, rispetto alla discesa, vale tantissimo, è la quinta della carriera, ed è solo la seconda azzurra in questa disciplina, dopo il trionfo di Brignone nel 2022. Con tre successi di tappa, più di chiunque altro, anche lei all’ultima gara come Pirovano, e anche lei vincendola, quell’ultima gara, non le si poteva chiedere di più. What else? Certo, un minimo di rimpianto rimane, perché Shiffrin ha vinto la Coppa del Mondo con 1410 punti, bottino che la miglior Goggia di sempre avrebbe (forse) potuto raggiungere e superare. Ma sarebbe stato necessario un rendimento ben diverso in discesa, dove Sofia non vince dal gennaio 2025, a Cortina. Amen. Ora all’orizzonte si profilano nuove sfide e diversi cambiamenti, per la bergamasca. Sofia Goggia con la coppa di specialità in superG ©Pentaphoto ll ritorno alla vittoria di Elena Curtoni dopo 3 anni e quasi 4 mesi sta facendo riflettere proprio in queste ore la valtellinese classe 1991: lascio o raddoppio? Quanto meno per un’altra stagione, che vedrà i Mondiali disputarsi a Crans Montana, cioè proprio dove Elena vinse l’oro ai Mondiali juniores nel 2011? Nicol Delago è stata bravissima a cogliere l’attimo in quel di Tarvisio, in discesa, dove persino Lindsey Vonn la vedeva tra le favorite, mentre Asja Zenere ha inscenato un capolavoro nel superG della Val di Fassa, vinto proprio da Curtoni, prendendosi il primo podio della carriera: le sue lacrime, dopo tanta sofferenza fisica (e ancora non è a posto) hanno commosso tutti. Certo, non si vedono grandi alternative nella velocità femminile, ma considerando il fatto che Pirovano si è lanciata verso un’altra fase della sua carriera, e Goggia comunque non smette di sicuro almeno fino al 2027, per ora si possono dormire sonni tranquilli. Al momento, però, una “Trocker della velocità”, tanto per essere chiari, non si scorge all’orizzonte. Resta il pensiero già espresso più volte anche dal bravissimo collega di Eurosport/Discovery+/HBOMax, Massimiliano Ambesi, in questi anni: “Con Goggia&Brignone&Curtoni&Bassino che vincono in maniera seriale (e adesso anche Pirovano, NdR), tu Federazione puoi dormire sonni tranquilli e lavorare sul futuro per avere i giusti ricambi”. In teoria è così, nei fatti… non si sa. Spesso sono gli Sci Club a fare veramente la differenza e a lavorare bene sul talento degli atleti, vedi il lavoro di papà Karbon, Arnold, con Anna Trocker, che ha iniziato a seguire quando era poco più che una bambina. La stagione 2025-2026, va detto, è iniziata un po’ in sordina per il gruppo italiano femminile, che nelle prime tre gare tecniche (senza Brignone e senza Marta Rossetti), ha fatto molta fatica (tra Sölden, Gurgl e Levi il miglior risultato è stato il 18° posto di Lara Della Mea in Austria). La vera svolta è arrivata in nord America, prima con il 9° posto di Zenere in gigante a Copper Mountain, poi con la prima top 10 di Lara Della Mea in Coppa, nona nel primo gigante di Mont Tremblant, con Goggia 8ª. Lara Della Mea ©Pentaphoto Da lì è partita un’altra stagione per tutta la squadra femminile, ma soprattutto per la 27enne tarvisiana, che ha messo assieme ben 8 top10 tra gigante slalom, conquistato i suoi migliori risultati in Coppa del Mondo (6ª in slalom a Kranjska Gora e 7ª in gigante tra Semmering e Spindleurv) oltre al 4° posto ai Giochi, che non varrà certamente una medaglia, per 5 centesimi, ma rimane comunque il suo piazzamento migliore di sempre. Lara era attesa da tempo a questi livelli, fermata però da un infortunio al ginocchio nel febbraio 2021 e tanti guai fisici fino alla scorsa estate. Vanta comunque due medaglie iridate in bacheca: bronzo nel team parallel ad Åre 2019, a 20 anni, e oro nel 2025! Nella top10 delle singole gare di Coppa del Mondo sono entrate per la prima volta anche Roberta Melesi, 4ª nel superG pre olimpico di Crans Montanta dopo aver cullato a lungo il sogno del podio, poi “scippatole” da Breezy Johnson, mai così avant in in superG in carriera, e ovviamente Anna Trocker (9ª e 8ª tra slalom e gigante alle Finali di Lillehammer), di cui si è già detto. La purezza della sciata, la sua professionalità, la sua serietà e preparazione fisica, il suo mentore Aronld Karbon, i margini di miglioramento (specie in slalom, dove però ha la caratteristica più moderna di tutte, cioè gli sci letteralmente “incollati” al terreno), i distacchi con cui ha vinto i due ori mondiali juniores sia in gigante sia in slalom (prima italiana a riuscire in questa impresa in una singola edizione), la sua pura classe, insomma fanno pensare che sì, siamo di fronte a una futura campionessa. Tra le prime 10 di una singola gara ha fatto di nuovo capolino, dopo 4 anni, pure Nadia Delago. Anna Trocker ©Pentaphoto Tirando le somme, senza Brignone di fatto e Bassino, l’Italia ha piazzato due sciatrici, Goggia e Pirovano, tra le prime sette della classifica generale; vinto quelle di discesa e superG con le atlete citate, senza dimenticare il 7° e 8° posto di Goggia&Nicol Delago in discesa; il 6° in superG di Elena Curtoni; l’undicesimo in gigante di Lara Della Mea, anche 14ª in slalom. Il tutto senza dimenticare che dalla Coppa Europa, ma ne parleremo a breve, è arrivata la cavalleria: Pazzaglia prima nella generale, quarta italiana a riuscirci dopo Matous, Lara Magoni e Agerer; posti fissi per la stessa Pazzaglia (prima in slalom, terza in gigante); Valleriani e Mathiou (seconde rispettivamente in slalom e gigante), Thaler (terza in discesa) e Allemand (prima in superG). Ovviamente Pazzaglia, avendo trionfato nella Overall, avrà uno spot fisso in realtà in tutte le specialità in Coppa del Mondo nel 2026-2027. Volendo. Alice Pazzaglia ©Pentaphoto La ciliegiona sulla torta l’ha posta ovviamente Federica Brignone, con i suoi incredibili ori tra superG e gigante (per altro prima atleta a riuscire in questa impresa nelle stessa edizione), ai Giochi di Milano-Cortina 2026, oltre al bronzo di Goggia in discesa. Nella storia, solo tre atlete sono salite sul podio olimpico per tre edizioni consecutive nella stessa gara e due sono italiane: Goggia in discesa (prima nel 2018; seconda nel 2022; terza nel 2026); Brignone in gigante con percorso inverso (terza nel 2018; seconda nel 2022; prima nel 2026). E poi l’austriaca Marlies Schild, in slalom, tra Torino 2006 e Sochi 2014, anche se mai vincente. Sipario. Navigazione articoli Mikaela Shiffrin, alla sesta… si fa festa! Sofia Goggia: «Ho avuto paura di sbagliare. Mi aspettavo risultati diversi, ma…»
È stata la stagione più entusiasmante che potessi immaginare, seguo lo sci più che posso e devo dire che quest’anno le ragazze mi hanno fatto impazzire. Pensavo che Federica dopo il gravissimo infortunio avrebbe appeso gli sci al chiodo e invece con una forza fuori dal comune si è rimessa in gioco e pur rischiando di non raccogliere niente ha fatto quello che ha fatto le Olimpiadi. Già questo basta metterla su un piedistallo in esterno. Sofia goggia nonostante tanti alti e bassi è sempre stata più convincente del passato nella solidità della sciata e e forse questo la spinta rischiara un po’ di più nelle gare dove ha sbagliato in punti chiave. La forza di prendersi la coppa di super g con una prestazione eccezionale mette anche lei su un piedistallo indubbiamente. Le ragazze giovani crescono ispirate dagli esempi di queste campionesse e vedo solo buone cose per il futuro. Per un vecchietto appassionato degli sport veri e’ bellissimo seguire negli anni le vicende e affezionarsi a tutte loro. Fanno tanti sacrifici che vanno bene oltre la gara in TV del weekend, meritano tanta stima e massimo rispetto, sia quando ottengono buoni risultati sia quando sbagliano o peggio, quando si infortunano. Io poi da anni ho un debole per Federica Brignone, quante gioie e quante delusioni ho provato come fossi lì anch’io, però vederla sciare in tutte le discipline nell’ultimo biennio mi ha fatto pensare alla più perfetta integrazione altleta\materiale che ho mai visto prima. E a Cortina sembrava che non si fosse mai infortunata, pazzesco. Sono davvero fortunato ad aver vissuto questo periodo, la,Giulia mista ad incredulità di Laura Pirovano nelle agognate vittorie con tanto di coppa di specialità, la grinta di Lara Della Mea, di Asia Zenere, delle Delago, Cartoni, Melesi, le ragazze giovani… Ci aspettano ancora tante giornate di speranza ed emozione, che bello! Rispondi
E il futuro è assicurato direi. Non è scontato, perché l’Italia, pur avendo più praticanti agonisti dell’Austria, ha avuto dei vuoti cosmici nello sci femminile, pensiamo agli anni dal 1967 al 1973, dal 1986 al 1991. Poi tutto sommato dopo l’era Compagnoni-Kostner grandi campionesse non sono mai mancate. Ma in generale si poteva vincere molto di più! Rispondi
Esauriente, per cui nulla da aggiungere eccetto un paio di sottolineature. Nicol Delago con 5 top ten in DH, è tornata – al netto dei picchi da velocista/scivolatrice – a dimostrarsi atleta di qualità in disciplina in grado di rimanere costante tra le prime dieci in oltre la metà delle gare stagionali, quindi non solo in tracciati lineari. Elena Curtoni – da quarta forza della “generazione di fenomene” con 13 podi e 4 vittorie – ha raggiunto la bellezza di 65 top ten in carriera in CdM, segnate dalla costante del “suo” SG (prima top 10 di sempre il 23 gennaio 2011 a Cortina). Tra le curiosità una top 10 pure in GS a Lienz a dicembre 2015, negli anni in cui era gigantista di buon livello. Rispondi
Yes certo ricordo bene quel giorno a Lienz, anche perché fu una grande gara per tutta l’Italia. In più esordì in Coppa del Mondo a Levi in slalom nel 2009. E’ stata sfortunata perché si è fatta male più volte da quando ha iniziato a salire sul podio (ST. Moritz 2016, discesa), però è vero che per il fisico, la tecnica e quanto fatto a livello giovanile forse ci si poteva aspettare una carriera anche più vincente. Per una come lei le top 10 secondo me non hanno molto valore. Diverso il discorso per vittorie (4) e podi (13). Resta il rimpianto di non averla vista sempre polivalente, a un certo punto della carriera ha abbandonato gigante e slalom (probabilmente anche contro la sua volontà): nessuno mi toglie dalla testa che avrebbe potuto salire sul podio anche in slalom gigante e gareggiare ogni anno in tutte le specialità. In ogni caso spero continui perché è anche un piacere vederla sciare e perché ai Mondiali di Crans Montana può fare grandi cose. Almeno per una stagione. A breve sapremo. Rispondi
Sono d’accordo e sarei felice anch’io di un’ultima annata. Ho sottolineato il numero di top 10 proprio per evidenziare quella lunga linea di risultati che sono partiti da quella che è rimasta la sua specialità per eccellenza. Rispondi
Stagione che partiva con Brignone rotta e Bassino che si fa male pochi giorni prima di Soelden, si è rivelata entusiasmante, anche se Federica cibga dimostrato che probabilmente avrebbe vinto un’altra generale. Pirovano era troppo brava per non esplodere. Goggia deludente in discesa, ma vince 3 SG e la coppa. Delago vince la sua prima gara e Curtoni torna in vetta. Della Mea è a tanto così dal diventare una big e Trocker ha tutto per sfondare. Stagione super dodfusfacente. Per il futuro, spero sempre di recuperare la mia conterranea Marta Bassino, perché lei e Lolli sono le capitane del futuro
Concordo su tutto. Date le premesse, come ho scritto, stagione oltre ogni più rosea previsione. Su Marta, ci speriamo tutti. Attendiamo news!
Nulla da aggiungere sul bilancio della stagione. Voglio invece aggiungere due parole sulla squadra di slalom femminile. Secondo me l’Italia ha molte atlete che nei prossimi 2/3 anni possono arrivare a stare chi nelle 15, chi nelle 30, in maniera stabile. Della Mea, se si conferma, è una che può fare top10 in due discipline. Peterlini può provare tranquillamente ad avvicinarsi alle 15 se sta bene fisicamente. Rossetti prima dell’infortunio aveva una velocità incredibile. Se torna quella sciata, poi arriveranno anche i risultati, specialmente se la squadra andrà bene. Mondinelli ha avuto un’infortunio, ma adesso è tornata e nella seconda parte di stagione ha fatto vedere buone cose. Se l’andamento è questo, presto sarà nelle 30. Valleriani ha fatto un’ottima stagione con due vittorie in CE e una top20 a Kranjska Gora. Sta crescendo e gli ingredienti per vederla nelle 30 in CdM nei prossimi anni ci sono tutti. Sola tornava da un’infortunio e comunque è ancora giovane, vedremo se inizierà a qualificarsi con più regolarità. Pazzaglia ha fatto una stagione super in CE, e l’anno prossimo con buoni pettorali può qualificarsi anche in slalom, anche perché non è certo andata più piano di Valleriani o Mondinelli quest’anno. Collomb ha avuto un anno non facile ma è del 2006 e ha già fatto vedere buone cose in relazione all’età. E poi ci sono le giovanissime. Su Trocker non aggiungo nulla, stanno parlando le prestazioni. In generale credo che avere una trascinatrice dal punto di vista dei risultati aiuterebbe tutta la squadra a crescere. Giada D’Antonio tornerà e credo che arriverà anche lei. Poi per esempio Victoria Klotz ha già iniziato a fare punti in CE con pettorale alto e con dei parziali interessanti in alcune occasioni. E pensare che anche Colturi in teoria sarebbe italiana. Comunque, se al maschile si fa tanta tanta fatica da anni in slalom (in tutto il settore tecnico in realtà), al femminile invece le giovani slalomiste sono arrivate o stanno arrivando. Rispondi
Credo serva una leader che vinca o faccia podi. Tutto il resto arriverà di conseguenza. E questa leader secondo me è arrivata. Bisognerà attendere un po’ prima che vinca, ovviamente, ma è arrivata. Rispondi