Ve lo ricordate Franz Heinzer? E come no. Mitico discesista svizzero cresciuto prima all’ombra di Zurbriggen-Müller, se vogliamo un po’ anche di Alpiger-Mahrer negli anni ’80, ma poi esploso letteralmente all’inizio del decennio successivo, alla soglia dei 30 anni: 3 coppe di discesa e 1 di superG tra il 1991 e il 1993, il titolo mondiale a Saalbach 1991 davanti a Peter Runngaldier in libera. E’ mancata solo alla medaglia olimpica: ad Albertville 1992, da super favorito, finì 6° in discesa e fuori in superG. Franz Heinzer ad Albertville 1992, località Val d’Isere ©Pentaphoto La Svizzera ora domina il circuito dello sci alpino e non solo con Marco Odermatt, talento purissimo. A margine della Swiss-Ski Night, Franz Heinzer, vincitore del premio “Hidden Hero”, ha spiegato perché il sistema rossorociato è attualmente così imbattibile e come risparmia alle stelle di domani il “percorso a zig-zag” che fece parte del suo passato. Heinzer è la calma fatta persona. L’uomo che nei primi anni ’90 ha dominato le piste di discesa del mondo è oggi uno degli artefici del miracolo svizzero della velocità. Per lui l’attuale successo non è un caso, ma il risultato di una struttura senza lacune: «Abbiamo 26 centri di prestazione regionali e tre centri nazionali. Gli atleti arrivano da me già con un’ottima preparazione tecnica», afferma Heinzer, responsabile degli atleti della Coppa Europa. Mikaela Shiffrin e Marco Odermatt ©Pentaphoto FILO CONDUTTORE Heinzer ripone il segreto del dominio svizzero nel cosiddetto «filo conduttore». I giovani vedono nei successi di Odermatt & Co. ciò che è possibile ottenere con questo sistema: «Ognuno segue la propria strada. In estate abbiamo condizioni perfette a Zermatt e Saas-Fee. È un sistema che funziona semplicemente», spiega il 61enne. MENTALITA’ Particolarmente impressionante è l’attuale mentalità vincente. Questa deriva soprattutto dall’enorme ampiezza della rosa. Heinzer traccia un parallelo con l’era del leggendario allenatore Karl Frehsner: «Se in passato tre o quattro di noi sbagliavano o uscivano, Karl rimaneva calmo perché sapeva com’era la situazione. Del tipo: “Ce ne sono altri tre in cima che possono vincere“». Proprio in questa situazione di vantaggio si trova oggi nuovamente Swiss-Ski. Tuttavia, nonostante l’atmosfera festosa, Heinzer avverte: «Abbiamo alzato l’asticella molto in alto. Non sarà facile mantenere questo livello. Dobbiamo continuare a dare il massimo». Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, Bormio, 7 febbraio 2026. Da sinistra: Giovanni Franzoni (ITA), Franjo Von Allmen (SUI), Dominik Paris (ITA), sul podio della discesa maschile Photo: Gabriele Facciotti | Pentaphoto Navigazione articoli Gisin è tornata sulla neve: «Sto meglio e resto una sciatrice attiva» Joaquim Salarich a Nordica, Nicole Good con Völkl