Quanto ci piace questa Nazionale italiana femminile di sci alpino che copre davvero tutte le Regioni, o quasi, dello Stivale? Tra squadra di Coppa del Mondo e quella di Coppa Europa. Alice Pazzaglia viene da San Giuliano Terme, provincia di Pisa, e via Cimone e Bormio è poi approdata all’azzurro, dopo un lungo percorso; Giulia Valleriani, classe 2004, arriva da Latina ed è cresciuta tra Ovindoli e Campo Felice, in Abruzzo. Giada D’Antonio ora vive a Predazzo, ma è nata e cresciuta a San Sebastiano al Vesuvio (Napoli), con mamma colombiana/ecuadoriana. E oggi ci occupiamo con piacere di Francesca Carolli, romana di nascita, cresciuta ad Avezzano, anche lei in Abruzzo, per poi rientrare su Roma quando già lo sci occupava una fetta importante della sua vita. Per Francesca febbraio è quasi diventato una… maledizione (scherziamo ovviamente, per esorcizzare il tutto); prima, nel 2025, la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro a seguito di una caduta nella prima manche del gigante ai Campionati italiani giovani in Val Passiria (e dopo aver esordito in Coppa de Mondo nello slalom di Courchevel, il 30 gennaio 2025); nel 2026, sempre a febbraio, ha dovuto fermarsi ancora per un problema al menisco dello stesso ginocchio, il sinistro, tre settimane dopo aver ottenuto il primo podio in Coppa Europa, il secondo posto nello slalom di Chamonix, in mezzo a due azzurre: Pazzaglia prima e Sola terza. Incredibile, davvero. Adesso Francesca sta finalmente bene, ma il calvario è stato lungo e comunque deve sempre tenere il ginocchio sotto controllo. Si trova ancora in Argentina, a Ushuaia, per allenarsi con il gruppo di slalom e gigante di Coppa Europa, squadra nazionale a cui appartiene. Francesca Carolli, 21 anni, nata a Roma Francesca, come sta? «Ora bene, ma è stato un calvario, perché dopo essermi rotta anche il menisco continuavo ad avere male al ginocchio sinistro. E una risonanza ha mostrato un edema osseo enorme, sempre a sinistra. Mi sono dovuta fermare completamente dallo scorso febbraio, per due mesi, facendo solo un po’ di bici sui rulli. Ho ripreso pian piano, prima con i carichi più bassi, poi con quelli più elevati. E anche se adesso sto finalmente bene, tutta questa situazione va gestita per non sovraccaricare le articolazioni. Magari faccio un giro in meno in allenamento rispetto alle mie compagne, ecco. Penso che con un po’ di dolore dovrò convivere sempre, ma quanto meno adesso il ginocchio sinistro non si gonfia più. Il tutto dopo essermi già rotta il legamento crociato anteriore del ginocchio destro quando ero più piccola, a 16 anni!». Come ha fatto a resistere a tutto ciò? Roba da ammazzare un toro… «Diciamo che sono abbastanza resiliente di mio. E poi ho avuto la… “fortuna” di essermi fatta male già da piccola, a 16 anni; sono stata poi seguita anche da una psicologa e insomma tutta questa situazione mi ha portata ad accettare “meglio” gli ultimi infortuni. Da grande è più difficile, se è la prima volta. Poi ovviamente essermi fatta male due anni di fila, e sempre a febbraio, è comunque difficile da digerire. La seconda volta è successo il 7 febbraio scorso, a Oberjoch, in Germania, durante uno slalom gigante, e ho pure portato a termine la manche!». Il rientro?«Intanto ho fatto il corso maestri a Livigno, ad aprile. Poi sono tornata sulla neve a Les Deux Alpes ai primi di giugno e di nuovo a luglio, stesso posto. Ho sciato anche con l’Esercito a Cervinia e in capannone a Peer, in Belgio. Abbiamo fatto anche un raduno atletico a Courmayeur. Sempre da febbraio scorso, per la parte atletica, mi segue Edoardo Polverini, che è anche il preparatore della squadra di Coppa Europa, prove tecniche. Sta andando tutto bene, ma con lui stiamo attentissimi ad adattare i lavori anche in base a come… sento il ginocchio. E’ sempre un po’ un’incognita perché ci sono di mezzo i nervi e può essere che il freddo un giorno mi dia più fastidio, il giorno dopo meno. Quindi, se prima ero una da… carichi elevatissimi, ora devo imparare a gestire il tutto al meglio. Ma ho pedalato tanto sui rulli, dai… Devo accettare il fatto di dover fare un po’ meno, a volte». Courchevel, 30 gennaio 2025: esordio in Coppa del Mondo, in slalom. Fuori nella prima manche. Ma che bello! ©Pentaphoto E lì in Sudamerica come sta andando?«Alla fine sono operativa al 100%, come le mie compagne. Nel primo blocco abbiamo lavorato più sul gigante. In condizioni non semplici, a volte freddo, con neve che si spaccava in fretta, a volte caldo. Però ho fatto tutto, davvero. Sono stata solo un po’ più accorta nella prima settimana, ma ormai so che i primi giorni di sci li soffro un po’ di più. Poi è come se il ginocchio sinistro si adattasse e successivamente va sempre meglio. La settimana trascorsa a fare slalom è andata molto bene, sia sugli sci, sia a livello di salute». Gigante?«E’ sempre un po’ il tasto dolente, anche perché mi sono sempre fatta male in gigante, tutte e tre le volte… In ogni caso non mi identifico in una disciplina specifica, ho auto risultati altalenanti in entrambe le specialità. Anche se il primo podio in Coppa Europa è arrivato in slalom». Futuro?«Torniamo il 3 ottobre, poi test il 14 in Mapei e quindi, credo, Val Senales. Sul resto è ancora troppo presto per sapere o sbilanciarsi. L’obiettivo è partire dalla Coppa Europa, riprendere con serenità e basta. L’altro obiettivo, quello classico, beh quello è uguale per tutti no, inutile girarci attorno: tutte vogliamo ottenere risultati, salire sul podio, vincere. Ma intanto io vorrei solo finire una stagione stando bene e riuscire a mantenere sempre la serenità, perché mi sono pure convinta che alcuni infortuni siano stati dettati anche da situazioni non totalmente chiare nella mia testa, diciamo così». Primo podio in Coppa Europa! Seconda nello slalom di Chamonix del 23/01/2026, dietro Pazzaglia (1ª) e davanti a Sola (3ª), per una tripletta azzurra storica! Quindi Francesca Carolli al termine del 2026/2027 sarà contenta se…?«Sarà rimasta sempre serena, cercando di confermarsi, di fare quello che sa fare, ma anche accettando di non essere sempre al 100%. Soprattutto, vorrei stare bene fisicamente!». Dove è cresciuta?«Sono nata a Roma e poi ho sempre vissuto tra Roma e Avezzano, in realtà dai 5 ai 16 anni sono sempre stata ad Avezzano, per poi tornare a Roma. Ho messo gli sci a Ovindoli a 3 anni, per poi sciare tanto a Roccaraso. Sono cresciuta nello Sci Club 0.40 e poi con il Sai Napoli e con Ferdinando Fossati. In terza liceo sono tornata a Roma, di nuovo con mamma. Ho avuto una grande, grandissima fortuna, quella di avere due genitori sempre presenti. Il loro obiettivo era solo quello di farci crescere al meglio, chiedendoci solo l’impegno in quello che facevamo. A me e a mia sorella più grande, che ha sciato anche lei e ora fa la maestra a Courchevel». E poi?«Altre due grandi fortune: incontrare Giorgio Anselmicchio, allenatore/skiman, oggi è il mio skiman, siamo entrati in squadra assieme. E’ davvero una grande fortuna, lo ripeto. E devo ringraziare il Centro Sportivo dell’Esercito che mi ha arruolata nel 2023: una base, un aiuto importantissimo. Quest’anno, per esempio, tornando da Roccaraso, ho avuto bisogno di sciare e sono stata 5 giorni in caserma a Courmayeur, sciando con Lorenzo Moschini (ex Esercito appunto, ora è uno degli allenatori confermati della squadra di Francesca in Coppa Europa, NdR). L’Esercito ti può dare sempre un aiuto importante, fondamentale. Sono contenta anche di aver incontrato “Grigo”, Gianluca Grigoletto, il responsabile della squadra di slalom e gigante femminile in Coppa Europa. Mi reputo fortunata per aver incontrato grandi persone, come lui e come Anselmicchio. Io e Grigo abbiamo due caratteri molto forti, a volte ci scontriamo, ma in realtà è bello poter lavorare con una persona che conosci bene da tempo, perché lui allenava anche a Roccaraso quando ci sciavo io. È una bella fortuna anche quella, davvero». In bocca al lupo, Francesca! Francesca Carolli, romana, classe 2004, ha disputato una gara in Coppa del Mondo, in slalom ©Carolli Navigazione articoli Il calendario completo della stagione di sci alpino 2026-2027! Odermatt torna a parlare: «In Cile è stato breve, ma molto positivo»