Anna Trocker ©PentaphotoAnna Trocker ©Pentaphoto

E adesso sì sarà sulla bocca di tutti. Anche giustamente. Prima c’era stato il tormentone D’Antonio, senza ancora risultati concreti in Coppa del Mondo, per altro (ma la ragazza è forte, sveglia, determinata e dimostrerà il suo valore), ora tocca ad Anna Trocker. Che ha potuto compiere un cammino più lineare e alla sesta gara in Coppa del Mondo ha tirato fuori il grande potenziale che possiede.

La ragazzina di Fiè allo Sciliar, incantevole comune altoatesino situato ai piedi del massiccio dello Sciliar e dell’Alpe di Siusi, classe 2008, era sulla bocca degli addetti ai lavori da almeno tre stagioni, esattamente come la citata D’Antonio. Con la differenza che Anna sembra essere perfettamente in equilibrio tra slalom e gigante e comunque ha un anno in più (pure di esperienza) rispetto alla napoletana. Cresciuta nello Sci Club Seiser Alm e in forza ancora al Gruppo Giovani FISI, ha bruciato le tappe in fretta come si conviene a una predestinata, perché tale Anna è.

Proviamo a spiegarvi il motivo intanto citando Lara Gut-Behrami, quando anni fa ci disse, su un discorso più generale, «un conto è vincere la Coppa Europa assoluta 16-17 anni, come abbiamo fatto io e Anna Fenninger, o medaglie d’oro ai Mondiali jr; un conto è farlo a 20-21 anni». Perché in questo caso significa trovarsi di fronte a grandi talenti dal sicuro avvenire. Poi le sliding doors di una carriera sono sempre complessi, è fondamentale crescere bene anche fisicamente, allenarsi al meglio, non infortunarsi nella fase di crescita, trovare gli allenatori e l’organizzazione giusta

Anna Trocker ©Pentaphoto
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Ma quanto fatto vedere tra Mondiali giovanili (unica italiana ad aver vinto oro in gigante e slalom nella stessa edizione) e slalom di Hafjell in Coppa del Mondo, spiega tante cose. La ragazza in più viene da una zona, quella dell’Alpe di Siusi, che ha regalato allo sci italiano campioni del calibro di Denise Karbon e Peter Fill, direttamente da Castelrotto. Non solo. Il 9° posto, la prima top10 in Coppa del Mondo con il miglior tempo nella seconda manche, ex aequo con Katarina Truppe, non può non far pensare, senza paragoni per carità, alla parabola rapida di Federica Brignone. Che alla quarta gara in Coppa del Mondo, a Sölden 2009, andò a punti, 21ª con pettorale n.38, e poche settimane dopo, alla quinta (quarta in gigante), era già sul podio, terza tra le porte larghe ad Aspen, con pettorale n.34.  

Non è detto che la storia debba ripetersi per forza, ogni atleta ha il suo percorso, ma è per dire che quando una giovane sciatrice si dimostra un talento puro, alla fine impiega poco tempo a emergere. In più, Trocker sta confermando quanto emerso nelle ultime due-tre stagioni agonistiche in senso assoluto: rispetto al recente passato, non sembra più necessario dover effettuare una lunga trafila in Coppa Europa (dove per altro Anna non ha mai gareggiato, ma lo ha fatto, vincendo, in Nor-Am Cup): se un’atleta è forte, può dimostrare in fretta di poter gareggiare senza problemi in Coppa del Mondo.

Anna Trocker ©Pentaphoto
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Ovviamente, alla giovane non puoi chiedere tutto e subito, anche se di talento: la costanza di rendimento, la crescita atletica, gli step più importanti (un conto è entrare nelle prime 10 di una gara ogni tanto, un conto è farlo spesso e un altro ancora è entrare nelle cinque, salire sul podio o vincere, tutti passi che magari si fanno progressivamente), fanno parte di un processo comunque graduale. Ma il potenziale, quello si vede subito. E qui siamo di fronte, onestamente, a un’atleta in grado finalmente di poter sfatare il tabù vittoria italiana in slalom, che al femminile manca dal 29 dicembre 2007, Chiara Costazza a Lienz, mentre il podio non si vede da 15 anni, Manuela Mölgg terza a Zagabria 2011. A proposito di Manuela: Trocker è la prima slalom-gigantista altoatesina a entrare nelle prime 10 in Coppa del Mondo in questa specialità proprio dopo la sorella di Manfred, che lo fece per l’ultima volta il 3 gennaio 2012, piazzandosi quarta nello slalom di Zagabria.

Di Trocker, già professionista esemplare, colpiscono infine due aspetti, se non tre. L’atteggiamento, da vincente, sempre all’attacco, proprio di chi non si accontenta mai, ma vuole emergere in fretta, tipico appunto dei campioni; la testa, che a detta di tutti e di chi la conosce bene è quella giusta, “glaciale”, senza timori, senza patemi, senza paure. E la sciata. Si è visto bene ad Hafjell: sci incollati al terreno, capacità di essere velocissima in poche porte, stile assolutamente moderno, se vogliamo lanciato in qualche modo dal 2020-2021 grazie a quella Katharina Liensberger che per un paio di stagioni è sembrata irresistibile e dominante, persino su Shiffrin (non ancora al top dopo la morte del padre).

Soprattutto sui terreni più facili e su tracciati filanti, la ragazza promette di essere già molto competitiva. E’ probabile che si debba lavorare sull’assetto nelle parti più ripide, ma intanto si parte da una base clamorosa. E anche l’errore viene recuperato in fretta o comunque non condiziona troppo la prestazione. Si è visto in Norvegia oggi, ma anche ai Mondiali jr: dove ha dominato totalmente in slalom, pur commettendo diverse imperfezioni e rischiando anche di uscire. La seconda classificata, Leonie Raich, già a punti nel circuito maggiore, ha preso 2″29!

Signori, “sursum corda”, cioè in alto i cuori. E’ nata una stella. Prima o poi doveva capitare nello slalom femminile. Calma e sangue freddo, per carità, servirà tempo per arrivare là in cima dove tutti già sognano Anna Trocker. Ma magari non ne servirà nemmeno troppo.

Calma e sangue freddo, ma sul talento pochi dubbi. E' nata una stella e si chiama Anna Trocker
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4 pensiero su “Anna Trocker e quella sciata così moderna”
  1. Anna è favolosa, commette diversi errori, ma le punte sono sempre in giù ed ha una sensibilità e reattività che ricordano (non voglio esagerare per carità) Bode Miller…….il futuro è suo.

    1. Sci incollati, velocità, testa, due discipline allo stello livello. Nello sport ci sono le categorie, è inutile. E lei si vede già che è di u’altra categoria. Poi da qui ad arrivare in cima servirà tempo e la carriera di uno sciatore è sempre sottoposta a incognite. Ma sul fatto che sia una campionessa in divenire non ho dubbi

  2. Questa ragazza ha indubbiamente del talento fuori dal comune, sia a livello tecnico che mentale. Non so quante atlete alla seconda apparizione in CdM hanno centrato una top 10! Tu sicuramente lo sai e secondo me o non ce ne sono o sono pochissime. E oggi si sta ripetendo anche in gigante. Oltretutto alle finali gateggiano solo le migliori al mondo quindi il livello è altissimo. Concordo in pieno sulla non necessità per tutte di passare dalla Coppa Europa. Lei è uno di quei casi. Sta dimostrando (e lo aveva fatto anche a Cortina) di potersi già confrontare con le grandi. Frequentando da anni i luoghi in cui è nata (spesso nella struttura gestita dalla famiglia di Florian Schieder, tra l’altro la madre di cognome fa proprio Trocker, ma non so se ci sia una parentela), l’ho vista allenarsi, come ho visto Denise Karbon allenare i bimbi. E sì, l’Alpe di Siusi ha sfornato campioni non da poco! E Anna è addirittura essere la più promettente di tutti.

    1. Il percorso nello sci, lo sappiamo, è soggetto a mille incognite. Ma ci sono tutte le possibilità per avere una carriera da campionessa assoluta. La ragazza ha fisco, testa, professionalità e sciata. Speriamo resti sana. Sicuramente passerà anche da errori, uscite ecc. ecc, ma è normale sia così. Continuo a pensare però che quando sei forte, e lei lo è, arrivi in fretta. E lei arriverà…

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