Alla vigilia eravamo stati chiari e diretti: l’obiettivo fissato (da noi, che non contiamo nulla per carità), ambizioso anzichenò, poteva essere rappresentato da due azzurre tre le prime 10 e sei atlete qualificate alla seconda manche, con qualsiasi risultato poi alla fine. Avendo il contingente più ampio al via (11 sciatrici) ci sembrava un risultato possibile, anche se non facile da raggiungere considerate le assenze di Brignone, Goggia e il ritorno ancora fari spenti, per condizione e fiducia, di Marta Bassino. Quindi, obiettivo fallito? No, perché un risultato tra le prime cinque di Asja Zenere, in rimonta di 11 posizioni, con il secondo tempo di manche, oltretutto “best” in carriera tra le porte larghe, cambia decisamente la prospettiva del bilancio italiano. Almeno secondo la nostra modesta opinione. In questo momento, Della Mea, Zenere e Pirovano sono di fatto “le capitane” della squadra femminile italiana e Asja ha mostrato la via alle più giovani. Atteggiamento fantastico, grinta, splendida interpretazione del raccordo e del piano finale et voilà, ecco iil risultatone, con rammarico, perché senza un errore prima del penultimo dosso, dove probabilmente ha lasciato 3-4 decimi, sarebbe anche salita sul podio! In una specialità dalla concorrenza tremenda, anche senza Grenier, Brignone, Goggia, Liensberger, Astner, Lisa Nyberg, Breche, Cerutti, tutte assenti per infortunio. Non è mancato l’acuto, dunque, che sembra difficile da ottenere, e di questo va dato merito a assoluto a Zenere, è mancata la prestazione di squadra, considerando appunto il numero di atlete al via e i pettorali più che discreti per almeno 8 ragazze. Della Mea ha rimontato sei posizioni, ma se la schiena era a posto, allora da lei ci aspettiamo che rimanga sempre nelle 15, sia in slalom sia in gigante. Pazzaglia ha “salvato” l’onore delle ragazze provenienti dalla Coppa Europa, mostrando però la doppia faccia della medaglia: prestazione di grinta e coraggio nella prima manche, con il freno a mano tirato nella seconda. Un problema già visto nel recente passato, su cui lavorare. In ogni caso, quarto risultato a punti in carriera per vincitrice del circuito continentale 2025-2026. Il resto è nebbia. Bassino lontana anni luce dalla dominatrice che fu, con l’alibi naturalmente dell’anno di stop, ma la sensazione è che difficilmente al ritroveremo al top in questa specialità, mentre il discorso potrebbe essere diverso per la velocità, superG in primis. Pirovano ha bisogno di un po’ di competizioni per ritrovare tempismi, fiducia e coraggio in gigante, ma siamo sicuri che tra discesa e super sarà in prima fila per vittoria o podio in tutte le gare, ancora più costante della scorsa stagione. Inutile nasconderci, infine: da Mathiou, Ghisalberti e Collomb ci aspettiamo molto di più. Certo, la domanda resta: quanto ha potuto allenarsi Ghisalberti, sulla neve, visto che in Europa i ghiacciai erano tutti chiusi, non essendo stata inserita in squadra (ma perché?) e non avendo quindi seguito le compagne in Sudamerica? La vera “Ghisa” probabilmente la scopriremo in Nord America, previa però allenamenti e chilometri macinati, magari anche in superG, prima delle competizioni. Lei è forse l’unica che può mettere un alibi sul piatto. Giorgia di fatto riparte da zero, con nuovo progetto tecnico, bisogna darle tempo, idem per Mathiou. Tutte ragazze, ve lo garantiamo, che in allenamento stavano sciando bene. La gara, però, almeno per il momento, si rivela essere un ostacolo difficile da superare. E’ la prima prova, aspettiamo le prossime. Tatum Bieler è piaciuta quanto meno per l’atteggiamento, all’esordio assoluto in Coppa, mentre Mondinelli, a 1″30 dalla qualificazione alla prima gara in gigante, parte da qui per costruirsi una carriera tra le porte larghe e la doppia disciplina, ormai fondamentale nello sci moderno, per svariati motivi. Morale: il piatto non piange, perché l’acuto della Zenere vale il pollice in su per il gruppo azzurro, ma per il resto c’è tanto, tanto, da lavorare, soprattutto sull’atteggiamento da tenere in gara. Tenendo comunque conto che il Rettenbach è un “bestia dura” da domare e in pista l’Italia aveva quattro esordienti a Sölden e una delle quattro addirittura in assoluto nel circuito maggiore (Bieler). Ci vuole calma e sangue freddo come cantava Luca Dirisio, fiducia, sì, ma il valore delle ragazze azzurre, nel complesso, è superiore a quanto visto oggi. Bisogna però dimostrarlo in gara. Alla prossima. Sophie Mathiou, valdostana di Gressan, classe 2002, 14ª gara in Coppa del Mondo. Cerca ancora i primi punti ©Pentaphoto Navigazione articoli A Sölden la prima di Moltzan. Bruciata Colturi. Top 5 Zenere! Moltzan porta Van Deer in Paradiso. Ma che Colturi!
Dal mio punto di vista dobbiamo distinguere tra Zenere (davvero super, soprattutto l’atteggiamento), Della Mea (certo, ci aspettavamo forse di più data la scorsa stagione ma dobbiamo considerare i problemi alla schiena che ha avuto durante l’estate, aspettiamo le prossime gare), le giovani, Pirovano e infine Bassino. Dalle giovani ci aspettavamo qualche segnale in più tuttavia dobbiamo almeno concedere loro qualche tempo per carburare e adattarsi (alcune alla prima esperienza a Soelden, una fuori squadra che non si è potuta allenare). Pirovano ha fatto tanto gigante in più ma è chiaro che i risultati non vengono immediatamente e, sopratutto, il suo focus è altrove. Io credo che sarà molto competitiva in discesa e soprattutto in superG. Bassino invece è un problema concreto, sembra aver perso definitivamente quella che era la sua disciplina di eccellenza. Ed è un vero peccato! Rispondi
Bassino, opinione personale, sembra aver perso la voglia. Non so veramente cosa possa accadere. Attendiamo. Rispondi
Purtroppo dobbiamo abbassare le nostre aspettative,il talento che doveva coprirti le stagioni post Brignone l’hai regalata all’Albania e le altre fanno il possibile di quello che è nelle loro capacità,bisogna attendere Trocker e D’Antonio che promettono veramente bene. Sul capitolo Bassino poco da dire ancora non è al top e secondo me in generale in gigante il meglio è passato,su Pirovano in fondo è una velocista prestata al gigante. Rispondi
Concordo, Pirovano in superG e discesa ci farà sognare ne sono certo. Colturi non “l’hai regalata”, se n’è andata direttamente da sola, per una scelta programmata già anni prima e ponderata al meglio. I suoi genitori hanno avuto ragione su tutto. E ora raccolgono i frutti. Per me finisce tra le prime tre della generale, che vincerà Aicher a mani basse. Rispondi
Invece di scrivere le stesse cose con parole diverse farò un commento di pancia: mi rifiuto di credere che Marta sia finita in gigante. Poi la realtà e la ragione potrebbero smentirmi. Di per sé potrebbe ritrovare la retta via: anche Gut e la stessa Brignone hanno avuto un periodo buio da cui sono uscite. Dipende da lei, certo. Può essere che poi si trasformi in una velocista top (già ha dalla sua l’oro mondiale), come è stato per Pirovano. Per il resto, se le giovani stanno facendo un percorso, potremmo vedere più avanti le sei qualificate e posizioni finali migliori di più ragazze. In fin dei conti Asja ha detto che non voleva essere al top della forma adesso perché è presto. È vero che a diverse sembra essere mancato l’atteggiamento. (Avevo detto di non voler ripetere quanto scritto). Allora aggiungo due cose. L’ultima parte della telecronaca post gara su Discovery plus e fratelli l’ha ottimamente condotta Camilla Alfieri da sola, ho notato. Ho letto tutti gli articoli del sito e spesso ho pensato di commentarli: continua(te) così. Ho apprezzato molto quelli storici, quelli sui materiali, quelli sulla gestione delle aziende oltre a…tutti gli altri Rispondi
Alfieri è grande. Oggi era il giorno della Cresima di mia figlia, ho avuto il permesso di uscire prima per via di una Cerimonia che (solo) oggi sarebbe andata troppo per le lunghe! Non succederà più. Per quanto riguarda il sito, faremo il possibile per continuare così, crescere e in futuro (non quest’anno) andare anche sul posto, laddove sia possibile. Puoi commentare tutti gli articolo quando e come vuoi. Nessun commento è mai stato censurato, a patto non vi siano maleducazione o insulti. Non è mai successo, finora. Grazie! Rispondi
Aspettiamo, per Marta. Ma non sono positivo. Non per oggi. Per il fatto che mi sembra avere sempre meno stimoli… A livello di talento naturale, è forse persino superiore a Brignone o Goggia. Rispondi
Non concordo sulla Bassino velocista. Al massimo supergigantista, ma ricordiamo sempre i tempi terribili sul piano, anche oggi. Sul muro così così, su entrambi i piani tempi da ultima in classifica. La stessa Suter, con tempo mooolto peggiore di Bassino, l’ha superata sia sul piano iniziale, sia finale. Io la Bassino al momento la vedo semplicemente poco motivata. È molto triste ma non ho parole migliori. Rispondi
Ottimo articolo! Condivido tutto, se non che Mathiou, Pirovano, Bieler tutto sommato un “così così” se lo meritano. Non bene, ma nemmeno malissimo. Mi aspettavo sicuramente una top30 da Trocker, invece. Rispondi