Il prossimo 25 ottobre 2026 scatterà anche la 61ª edizione della Coppa del Mondo di sci alpino maschile, la prima a nascere in realtà, visto che il circuito iniziò ufficialmente il 5 gennaio del 1967 da Berchtesgaden, in Germania, con gli uomini. Germania che due giorni dopo, ma a Oberstaufen, avrebbe tenuto a battesimo anche la neonata competizione femminile. Guardando l’albo d’oro delle ultime stagioni, non c’è molto da aggiungere o da sviscerare: a livello maschile troviamo “un uomo solo al comando, la sua maglia, anzi il suo pettorale, è “rossocrociato” (cit.), viene dalla Svizzera, vince la classifica generale dal 2022 e la sfiorò anche nella stagione precedente, quando però Pinturault non tremò, nel finale di Lenzerheide, e tra gigante e slalom chiuse la contesa con un 1° e un 3° posto. Da lì, il diluvio del Marco… Shiffrin e Odermatt con la Coppa del Mondo generale 2025-2026 ©Marco Trovati/Pentaphoto ADDII A proposito: se Gut-Behrami è il grande nome ritiratosi a livello femminile, tra i maschi a lasciare un vuoto enorme c’è lui, Alexis, autentico signore delle piste, con una differenza sostanziale rispetto a Lara: la ticinese era ancora assolutamente competitiva per la classifica overall; il ragazzo, anzi l’uomo, di Courchevel, anche a causa di infortuni e acciacchi, ma soprattutto per la presenza dell’imbattibile Odermatt, ormai non più, ed è comunque coetaneo di Gut (sono nati entrambi nel 1991). Saluta, Pinturault, con 34 vittorie nel circuito maggiore (10° assoluto assieme a Kristoffersen, che però può superarlo essendo ancora in attività), 77 podi, 1 Coppa generale (2021), 1 di slalom gigante, 4 di combinata, 3 ori mondiali (2 in combinata, 1 nel team event), un argento e due bronzi olimpici. Gli è mancato solo il titolo a cinque cerchi, se vogliamo, ma ha saputo vincere in tutte le specialità in Coppa del Mondo, discesa a parte, ed è l’unico ad averlo fatto in 6 discipline diverse: slalom, gigante, superG, slalom parallelo, city event (in realtà molto simili…) e combinata. Chapeau, Alexis! La sua autobiografia, scritta a quattro mani con Olivier Villepreux, è uscita nel 2023. La trovate ancora in giro. Sono stati addirittura 21 gli atleti che hanno appeso gli sci al chiodo a fine 2026 (o che lo avevano comunque annunciato nel corso della stagione), tra cui svariati vincitori in Coppa di gare singole, quali Theaux (Francia), Baumann (Austria/Germania), Khoroshilov (Russia), Ryding (Gran Bretagna), Hintermann (Svizzera) e Ginnis, (USA/Grecia), clamoroso argento in slalom ai Mondiali francesi del 2023. Alexis Pinturault e Petra Vlhova con la Coppa del Mondo generale 2020-2021 ©Pentaphoto CAMBI Ma il “botto” vero è arrivato dallo sci mercato, sotto forma di passaggio a Head, da Van Deer-Red Bull Sports, di un certo Henrik Kristoffersen, decimo per vittorie in Coppa del Mondo nella speciale classifica dei plurivincitori di gare nel circuito maggiore. E c’è davvero tanta curiosità per capire se Henrik manterrà la sua costanza di rendimento in slalom (bronzo olimpico uscente, 5 podi nel 2025/2026 in Coppa) e tornerà magari a primeggiare in gigante, dove non si impone dall’1 marzo 2025, a Kranjska Gora. In assoluto, sono ben 19 gli atleti che hanno cambiato marca. Ci sta nell’anno post-Olimpiadi, ma resta comunque un numero elevato, a fronte degli otto dell’estate 2025 (tra cui Yule, Haaser, Verdu e Strasser). Kristoffersen e Innerhofer sono tra i grandi nomi annunciati da Head, ma la vera sorpresa, se così vogliamo definirla, è arrivata da Nordica, con 4 acquisti di peso, tra cui Kranjec, che vuole rilanciarsi alla grande, Zubcic, che cerca riscatto, e Popov, che vuole tornare a stupire come a Madonna di Campiglio. Con in più un buon atleta come Salarich. In tutto questo Head ha comunque perso un nome forte, quello di Justin Murisier, approdato a Kästle. Henrik Kristoffersen ©Head official SFIDA Si cerca dunque uno sfidante per Marco Odermatt, che continua la sua rincorsa al primato delle otto coppe consecutive, detenuto da Hirscher (2012-2019). Impresa possibile, quella di raggiungere Marcel? Assolutamente sì. Marco ha subìto solo un piccolo intoppo nella preparazione estiva, prontamente rientrato. A Sölden sarà sempre lo stesso. Un particolare: ha sempre dominato in tutte le stagioni in cui ha conquistato la classifica Overall. Il distacco più “basso” dal secondo, si fa per dire, è stato di 467 punti, tra lui e il norvegese Kilde (a proposito, auguri e buon rientro completo!), nel 2022. Non solo. Odermatt, assieme a Hermann Maier (che ne fece 2000 netti nella stagione…1999-2000) è l’unico altro atleta ad aver toccato quella quota, nel suo caso anche superandola, portando il record maschile a 2.042 punti da quando esiste questo sistema di punteggio (cioè dalla stagione 1991-1992, ritoccato poi leggermente nel 1992-1993). A livello femminile ci sono riuscite solo Shiffrin e Maze, con Tina che detiene il primato assoluto (2414, stagione 2012-2013). Vonn si è “fermata” a 1.980 nella stagione 2011-2012. Avversari, dunque? Di fatto nessuno, ma attenzione perché i norvegesi hanno la polivalenza nel DNA, non si accontentano mai e allargheranno il loro raggio d’azione il più possibile. Ci riferiamo a McGrath e soprattutto a un fenomeno che, ok, non gareggia più per la Norvegia, Lucas Pinheiro Braathen (Brasile), nel frattempo diventato anche campione olimpico di slalom gigante, ma che ora, con i colori brasiliani addosso, vanta grandi ambizioni per la classifica generale, dopo essere stato secondo nella passata stagione (ma a 568 punti di distacco da Odermatt). E’ coraggioso, forte, temerario, intelligente, inserirà il superG nel suo programma e vuole di più rispetto a una coppa del mondo di slalom (vinta) e a una di gigante (vinta, nel 2026). In più, a fronte di due podi ai Mondiali juniores (nessuno però sul gradino più alto) cerca ancora la prima medaglia iridata senior della carriera e quale migliore occasione, dato il momento, di Crans-Montana 2027? Lucas Pinheiro Braathen, nato a Oslo, in Norvegia, 26 anni, gareggia per il Brasile: campione olimpico in carica di slalom gigante ©Pentaphoto PRESENTE E PASSATO La realtà però ci dice che l’equilibrio fino in fondo sarà possibile se e solo se Odermatt… calerà vistosamente, ma proprio tanto tanto, in una specialità. Già, ma dove? Altrimenti sembra davvero impossibile batterlo, non essendoci, come al femminile (Aicher), un atleta maschio in grado di primeggiare in tutte e quattro le specialità, come i Girardelli, gli Zurbriggen o i Bode Miller del caso. Ergo, difficilmente avremo sconvolgimenti in classifica generale, ma l’ambizione degli avversari stuzzica, e il guanto di sfida è stato lanciato anche da… casa Austria! Staremo a vedere. Al netto dell’annata agonistica 2019-2020, condizionata dal Covid-19, e della stagione successiva, dove come detto Odermatt insidiò comunque Pinturault, l’ultimo grande testa a testa per la Coppa del Mondo generale risale alla stagione 2011-2012, con il bellissimo (e imprevedibile) duello Hirscher-Feuz, divisi solamente da venticinque punti alla fine (1355 per l’austriaco, 1330 per lo svizzero, che a un certo punto sembrò avere il “trofeo già nelle sue mani”). Fu anche l’unica delle 8 Coppe generali vinte che Marcel dovette veramente sudarsi fino all’ultimo, ed era anche la prima… Beat Feuz, Marcel Hirscher, Aksel Lund Svindal: il podio finale della Coppa del Mondo generale 2011-2012 ©Pentaphoto STAGIONE 2026-2027 Il calendario maschile prevede la bellezza di 43 gare, ben 3 in più rispetto al femminile: tredici slalom (!), dieci giganti, dieci discese, dieci superG. Quindi: 23 competizioni “tecniche”, 20 veloci. Per impensierire, anche solo impensierire, Odermatt, Braathen dovrebbe assolutamente dominare sia in slalom sia in gigante e al maschile è pressoché impossibile, data la concorrenza devastante. Certo, Pinheiro è comunque uno sciatore che le due coppe di specialità tecniche le ha già in bacheca, seppure in stagioni differenti, prima slalom e poi gigante. Unisse il suo 2023 dello slalom con il 2026 del gigante, crescendo molto in superG (dove vanta anche un 7° posto a Beaver Creek nel 2022, ma ne ha disputati solo 3 in carriera in Coppa del Mondo e tutti negli Stati Uniti) chissà… E attenzione: non sono da sottovalutare le doti da gigantista di Von Allmen, il triplo campione olimpico (e bi-iridato) che crede davvero nella terza specialità. E se per caso fosse lui la grande rivelazione della stagione a livello di classifica generale? Qui sotto lo vediamo in azione tra le porte larghe in un video appena postato sui social. CALENDARIO E ITALIA Gli infortuni a livello maschile sono diminuiti, ne ha parlato di recente il responsabile della Coppa, Markus Waldner; lo spettacolo in slalom è sempre incredibile, le classiche di gennaio (ma non solo, pensiamo a Gardena, Badia e Campiglio che quest’anno torna alla sua… collocazione naturale), non si discutono; ecco ci vorrebbe proprio una stagione esaltante ed equilibrata anche per la lotta al vertice della Coppa del Mondo come ciliegina sulla torta stagionale “maschile”. Non mancheranno incognite legate all’adattamento ai materiali per tanti atleti e attenzione comunque alla gestione delle energie in una stagione davvero lunghissima, che parte il 25 ottobre e si conclude esattamente cinque mesi dopo, con una doppia trasferta negli Stati Uniti d’America, e quanto meno le gare scandinave (cioè in Norvegia e Svezia) accorpate a inizio marzo. A proposito, la Coppa maschile ritorna ad Åre dopo ben 9 anni, l’ultima fu nel 2018. Piace eccome il gigante sulla Planai di Schladming, meno (parere strettamente personale) il superG a Wengen e Kitz (e Bormio), ma tant’è. E l’Italia? Si aggrappa al leggendario veterano Dominik Paris, che ha finalmente conquistato una medaglia olimpica stra-meritata in carriera (ed è a – 5 vittorie da Klammer in discesa, in Coppa del Mondo: riuscirà a raggiungerlo? Ha compiuto 37 anni in aprile, che dio ce lo conservi ancora a lungo!), e ai velocisti, giovani (o quasi) e forti, Franzoni in primis. Ecco, la speranza è che Giovanni possa, magari anche lentamente, crescere in slalom gigante per diventare un atleta top in tre specialità. Sognare in futuro il podio della classifica generale per lui non è qualcosa di impossibile, ma prima bisogna trovare continuità, macinare grandi risultati, vittorie e crescere anche sulle piste più “semplici”. Giochi di Milano-Cortina 2026, il podio della discesa libera maschile. Da sinistra: Giovanni Franzoni (ITA), argento; Franjo Von Allmen (SUI), oro; Dominik Paris (ITA), bronzo. Photo: Gabriele Facciotti ©Pentaphoto Quel che manca, soprattutto, è davvero un ricambio forte, fresco, numeroso, giovane, in gigante e slalom, come sta accadendo invece almeno parzialmente a livello femminile. Saccardi è dato in forma, Sala (lo abbiamo intervistato, molto interessanti le sue parole), sta finalmente bene e Vinatzer dovrà prima o poi mostrare tutto il suo potenziale, che è sempre alto, lato fisico in primis. Nella scorsa stagione l’arrivo di un tecnico esperto e vincente come Mauro Pini fece “rumore”, ora si è lavorato più “in silenzio”, se vogliamo, ma non è affatto detto sia un male, anzi. Il nuovo corso tecnico riparte da un po’ di carte rimescolate a livello di allenatori, tutti comunque noti e bravi, come Prosch, Blardone, Bergamelli, guidati da Max Carca. Vedremo quale sarà invece il corso federale, se nuovo o meno… Forza e coraggio: il digiuno di vittorie maschili in gigante e slalom in Coppa del Mondo è, dobbiamo dirlo, ai limiti dell’imbarazzo per una Nazione che ha potuto vantare, nel corso della sua gloriosa storia, fenomeni del calibro di Zeno Colò, Gustav Thöni, Piero Gros, il povero Leonardo David, Richard Pramotton, Alberto Tomba, Giorgio Rocca, il citato Massimiliano Blardone, Davide Simoncelli, Manfred Mölgg (più tanti altri) e l’ultimo campione olimpico italiano tra i maschi azzurri, un altro emiliano, Giuliano Razzoli. Quando verrà sfatato il tabù che dura dal 2012 per le porte larghe e dal 2017 per i “rapid gates“? Giochi di Vancouver, 27 febbraio 2010: Giuliano Razzoli, emiliano come Tomba, campione olimpico di slalom speciale ©Pentaphoto Buon divertimento, perché non mancherà di sicuro. Come abbiamo fatto per le ragazze, ecco che proviamo a suggerire l’uomo “nuovo” da seguire, per il futuro: Lenz Hächler, cioè l’ultimo vincitore della Coppa Europa maschile. Per carità, non è giovane come Trocker, anzi, ha 23 anni, e in Coppa del Mondo finora ha combinato pochino (un solo risultato a punti in 12 gare). Ma se son rose, fioriranno. Il fatto è che… è svizzero pure lui! Navigazione articoli Sofia Goggia, comunicato ufficiale FISI Il calendario della Coppa del Mondo maschile