Kaiser Franz o König Franz. Con 25 vittorie in discesa libera, un record tuttora imbattuto, e una gara d’oro a Innsbruck alle Olimpiadi del 1976, Franz Klammer è ancora oggi considerato il più grande discesista della storia (anche se tutto va contestualizzato, perché nel frattempo lo sci alpino è diventato quasi un altro sport, in primis per le differenze legate ai materiali) e ha ispirato diverse generazioni. Venticinque successi in discesa, 26 in totale (con una combinata). Un record ancora imbattuto a distanza di cinquant’anni, e una gara d’oro a Innsbruck rimasta il punto di riferimento assoluto dello sci alpino. Ripercorriamo la traiettoria di Franz Klammer, dal villaggio senza impianti di risalita alla leggenda. Nella storia dello sci alpino esistono poche gare che non vengono mai raccontate allo stesso modo, tanto sono rimaste impresse nella memoria. La discesa di Franz Klammer a Innsbruck, il 5 febbraio 1976, è una di queste. Ma ridurre l’austriaco a quella sola giornata sarebbe ingiusto: dietro quell’impresa si nasconde un palmares di 26 vittorie in Coppa del Mondo che, cinquant’anni dopo, rimane in gran parte irraggiungibile. Da sinistra: Stenmark, Klammer, Gros e Thöni nel 1976 ©Pentaphoto MOOSWALD Franz Klammer nasce il 3 dicembre 1953 a Mooswald, una frazione del comune di Fresach, in Carinzia, nel sud dell’Austria. Cresce in una famiglia di contadini di montagna, senza impianti di risalita nelle vicinanze: per sciare, bisogna prima salire a piedi sul pascolo dietro casa. In inverno, lo sci è anche il modo più semplice per raggiungere la scuola. Klammer lascia la scuola molto presto per lavorare nella fattoria di famiglia durante l’estate e inizia a gareggiare solo in età avanzata, a 14 anni — un percorso atipico in un paese in cui la nazionale è tradizionalmente dominata dagli sciatori dei Länder del Tirolo e del Salisburghese. INIZI Klammer debutta in Coppa del Mondo nel dicembre 1972, a 19 anni, in Val Gardena. La sua ascesa è rapida: già nella stagione 1972-1973 sale più volte sul podio, prima di conquistare la sua primissima vittoria il 22 dicembre 1973 a Schladming, in condizioni pessime, superando in particolare lo svizzero Roland Collombin. E’ il giorno tristemente famoso per la “fossa degli italiani” dove praticamente finiscono quasi tutti gli azzurri. In una… buca davanti a una casetta di pietra. Nel pieno della pista! Oggi sarebbe impossibile…. Lo stile di Klammer si impone già come un dato di fatto: aggressivo, al limite del controllo, agli antipodi rispetto alla fluidità accademica dei suoi rivali. PRIME MEDAGLIE Ai Campionati del mondo di St. Moritz, nel 1974, quelli per noi italiani di Gustav Thöni, ma anche della prima volta per “Casa Italia”, o meglio Casa Modena, Klammer conquista l’oro nella combinata e l’argento nella discesa libera, battuto dal proprio connazionale David Zwilling, non un discesista puro, anzi. È il punto di partenza di un dominio quasi totale sulla disciplina regina. Franz Klammer nel 1983 con Michael “Much” Mair ©Pentaphoto 1975-1978: INARRESTABILE La stagione 1974-1975 segna l’ingresso in una nuova dimensione: Klammer vince otto delle nove discese di Coppa del Mondo in programma, realizzando nel contempo il Grande Slam Val d’Isère-Val Gardena-Kitzbühel nello stesso anno. E senza l’uscita di Megeve, l’1 febbraio ’75, in condizioni difficili (gli si apre un attacco), per il gioco degli scarti avrebbe probabilmente messo le mani in modo definitivo sulla Coppa del Mondo generale, senza dunque il grande pathos finale del parallelo in Val Gardena del 23 marzo… Tra il 10 gennaio 1976 e il 22 gennaio 1977 mette a segno dieci vittorie consecutive in discesa libera, comprese le Olimpiadi di Innsbruck. Per tre volte fa doppietta storica Wengen-Kitzbühel (1975, 1976, 1977) e conquista quattro coppe di specialità in discesa libera consecutive, dal 1975 al 1978 — un record che solo lo svizzero Beat Feuz ha eguagliato di recente (2018-2021) e che Odermatt potrebbe eguagliare vincendo ancora la classifica di disciplina nella prossima stagione, 2026-2027! INNSBRUCK, 5 FEBBRAIO 1976: LA DISCESA DEL SECOLO Davanti a oltre 60.000 spettatori accalcati sul Patscherkofel, Klammer si presenta alle Olimpiadi di casa, a Innsbruck (in realtà assegnate a Denver, in Colorado, Stati Uniti, che poi si ritirò), come grande favorito. Ma il sorteggio gli assegna il pettorale numero 15, mentre il suo grande rivale, lo svizzero Bernhard Russi, detentore del titolo sin da Sapporo 1972, parte in posizione ottimale con il pettorale numero 3. Russi stabilisce un tempo di riferimento. Klammer, in difficoltà ai primi intermedi, abbandona la traiettoria ottimale per una linea del tutto inedita nella parte bassa del percorso — sull’orlo della caduta a ogni curva, come dirà lui stesso. «Sapevo che avrei vinto, ero così convinto di poterlo fare». Taglia il traguardo in 1 minuto, 45 secondi e 73, con 33 centesimi di vantaggio su Russi. Il margine è minimo, ma la leggenda è immensa: questa vittoria è ancora considerata una delle più grandi imprese nella storia dello sci alpino e il punto di partenza del soprannome «Kaiser Franz». IL FRATELLO, IL PERIODO BUIO, LA RINASCITA Nel 1977, mentre Klammer è all’apice della sua carriera, suo fratello minore Klaus, 16 anni, è vittima di un grave incidente durante una gara di discesa libera che lo lascia paralizzato. Franz si dedica personalmente alla sua assistenza, una situazione che pesa sulla fine del suo dominio. Gli anni successivi sono i più difficili: un cambio di fornitore di attrezzatura, una caduta a Lake Louise nel 1980 e la mancata selezione per i Giochi di Lake Placid dello stesso anno, fanno pensare a molti che sia iniziato in maniera inesorabile il suo declino. Non sarà così. Klammer rifiuta di arrendersi. Nella stagione 1982-1983, a 29 anni, mette a segno un ritorno spettacolare e conquista la sua quinta coppa di cristallo di discesa libera, con quattro vittorie, tra cui quelle di Val Gardena e Wengen. Nel gennaio 1984 aggiunge una quarta vittoria a Kitzbühel — l’ultima della sua carriera — prima di una delusione ai Giochi di Sarajevo, dove si classifica solo al 10° posto. Si ritira dallo sport nel marzo 1985, ad Aspen, con un bilancio definitivo di 26 vittorie in Coppa del Mondo (25 in discesa libera, un record tuttora in vigore, e una nella combinata) per un totale di 45 podi. Franz Klammer a Laax, in Svizzera, stagione 1983-1984 ©Pentaphoto DOPO LO SCI «Der Kaiser» non abbandona il mondo della velocità: si lancia nelle gare di turismo (DTM), diventa campione austriaco della disciplina, poi intraprende una nuova carriera come consulente, ambasciatore e uomo d’affari. Nel 1998, in omaggio a suo fratello, crea la Fondazione Franz Klammer, dedicata agli atleti gravemente infortunati. Sposato con Eva dal 1979 — una coppia che si era conosciuta nel 1975 durante uno stage di allenamento in Tunisia —, è padre di due figlie, Sophie e Stephanie. Ancora molto popolare in Austria, Klammer rimane una figura imprescindibile dello sci alpino mondiale, regolarmente associato ai grandi eventi della disciplina. Navigazione articoli Palazzo di Varignana, poi in pista a Imola. Tanta Italia per Audi e FISI Julia Scheib, è l’ora del superG