Sempre un piacere ascoltare il parere di Marco “Büxi” Büchel, ex sciatore alpino liechtensteinese da 4 podi e 18 vittorie in Coppa del Mondo, oggi conduttore, presentatore e molto, molto altro. Ancor di più se tocca argomenti quali la competitività di due grandi veterani italiani e il lavoro che c’è da fare in FIS, dove il nuovo presidente è proprio un connazionale di Büchel, l’avvocato del Liechtenstein Alexander Ospelt. Tanti argomenti affrontati con i media svizzeri. ITALIAN STYLE Buxi ritiene intanto che Dominik Paris, classe 1989, già iridato in superG (2019), fresco bronzo olimpico in discesa, 26 volte vincitore in Coppa del Mondo, sia ancora un grande asso: «Paris non è poi così vecchio, ha solo 37 anni. Penso che ci siano stati atleti che hanno raggiunto i ‘40’ in carriera. Non c’è alcuna conferma che si ritiri, ma piuttosto la conferma che continuerà». Il secondo grande «veterano» della squadra italiana è Christof Innerhofer, che a 41 anni, dopo i ritiri di Romed Baumann e Adrien Theaux, è di gran lunga il più anziano tra i concorreni: «A quanto pare, ufficialmente non ha una “data di scadenza“», afferma Büchel. Lo dimostra anche il passaggio dal marchio Rossignol a HEAD. Büchel lo considera un fatto particolare. Pur comprendendo il cambiamento dal punto di vista di Innerhofer, non lo condivide del tutto dal punto di vista di HEAD, dato che contemporaneamente è stato lasciato andare Justin Murisier, al quale non era più possibile offrire assistenza: «A mio avviso, hanno perso un ottimo atleta». Nel caso di Innerhofer, però, non si sa per quanto tempo continuerà a gareggiare: «Personalmente, ritengo che abbia avuto una stagione fantastica lo scorso inverno. Data la sua età, sarebbe stata proprio l’occasione giusta per dire: ‘Wow, è stato un periodo fantastico, chiudiamo qui’. Ma allo stesso tempo devo dire: è invidiabile la passione e il fuoco con cui è ancora in pista, e il fatto che a ogni intervista affermi di amare tutto questo più di ogni altra cosa. Lo capisco bene. Rinunciare a ciò che si ama di più non è facile». FIS Büchel parla poi con entusiasmo del connazionale Ospelt e si aspetta grandi miglioramenti. Nelle settimane successive alla fine della stagione è stato l’argomento dominante nel mondo dello sci. Oltre ai calendari della nuova annata di Coppa del Mondo, è stata soprattutto l’elezione del nuovo presidente della FIS a suscitare grande interesse. Uno che lo conosce molto bene è proprio Marco «Büxi» Büchel. «Naturalmente sono molto soddisfatto», così Marco Büchel, conduttore di «The Snow Lodge Daily», sull’elezione di Alexander Ospelt a nuovo presidente della FIS: «Ho avuto l’onore di nominare il mio connazionale come candidato alla presidenza della FIS. Naturalmente ha ricevuto anche il mio voto, questo va da sé». Büchel è molto felice che il Liechtenstein possa vantare un funzionario di così alto livello. Insieme a Nora von und zu Liechtenstein, membro del CIO, Ospelt è ora il più alto funzionario sportivo che il Liechtenstein abbia mai avuto: «Ne siamo naturalmente molto, molto orgogliosi. Soprattutto perché è uno dei nostri». Büxi sottolinea anche quanto sia grande la «tradizione sciistica» nel Principato. Ci sono le medaglie olimpiche per abitante, dato che il Liechtenstein, con soli circa 39.000 abitanti, ne ha già conquistate dieci. Dall’era di Andreas e Hanni Wenzel, ben sei sciatori che hanno rappresentato il Liechtenstein hanno potuto festeggiare una vittoria in Coppa del Mondo – tra cui, naturalmente, lo stesso Büchel, ma anche Tina Weihrather: «Certo, non si può paragonare la dimensione del Paese. Ma proveniamo da una regione assolutamente pazza per lo sci. Per questo, credo sia importante che anche il presidente abbia questo gene. E lui ce l’ha». Meeting FIS a Portoroz ATLETI DA SODDISFARE Dopo l’elezione di Alexander Ospelt, gli atleti sperano ora in maggiore serenità, trasparenza e una collaborazione più stretta. Secondo «Büxi», Ospelt incarna proprio questi valori. Ospelt ha annunciato che il suo motto è «Building Bridges». «È sinonimo di trasparenza e punta sulla comunicazione». Egli cerca questo non solo nello sci, ma anche con tutte le parti coinvolte in altri sport e a tutti i livelli. Dopo la prima riunione del Consiglio, Ospelt è stato elogiato per la sua comunicazione e la sua curiosità: «Penso che la trasparenza e la collaborazione siano all’ordine del giorno per lui». LAVORO Per il nuovo presidente della FIS c’è già molto da fare: «Il fronte più importante è quello finanziario. Negli ultimi anni la FIS ha registrato più volte un deficit. Questo è sicuramente il punto numero uno». Anche se aspetti come la commercializzazione unificata rappresentano punti importanti, in primo luogo contano le finanze. E poi: «Riunire tutti dietro di sé. In modo da coinvolgere anche le nazioni che non hanno votato per lui». Il secondo punto è già stato affrontato con le decisioni relative ai Giochi Olimpici. In quel contesto, a esempio, Ospelt si è impegnato molto a favore della combinata nordica, ma non aveva abbastanza potere in seno al CIO: «Tuttavia, si è già adoperato affinché un numero sufficiente di discipline rappresentate dalla FIS rimanessero olimpiche. È molto doloroso che abbiaNo perso questa disciplina ai Giochi». Mikaela Shiffrin, regina assoluta dello sci alpino ©GEPA Navigazione articoli Urs Lehmann: «Dobbiamo osare. La FIS? Era in perdita, bisognava agire» Roberto Malvezzi candidato alla Presidenza comitato FISI Alpi Centrali