Roberto Bortoluzzi, bellunese, classe ’49, Presidente della FISI del Veneto dal 1996 al 2022, ha le idee chiare, chiarissime. E’ uno dei due “sfidanti” di Flavio Roda (l’altro è Antonio Noris), Presidente FISI in carica dal 2012 e in cerca del quarto mandato consecutivo (quinto, se si considera la prima tranche 2012-2014). Roberto Bortoluzzi, perché candidarsi?«Potrebbe essere il momento giusto per cambiare soprattutto la governance di questa Federazione e poi perché ci sono molte figure importanti, in FISI, che però non hanno avuto modo di esprimersi, in quanto sempre governate da “un uomo solo al comando”. Sono stato e sarò anche in futuro, se otterrò i voti degli aventi diritto, un presidente contro il presidenzialismo. Non si tratta soltanto di una pura enunciazione di principio, ma di un impegno, peraltro suffragato dalla mia precedente esperienza di Presidente del Comitato Veneto, per affidare ai consiglieri le opportune deleghe e per lasciare loro ampio margine di manovra con il mio coordinamento. Ai Consiglieri desidero restituire, infatti, la dignità che il loro difficile ruolo merita: non devono più essere in futuro, a mio avviso, semplici comparse. Non è più tempo di un uomo solo al comando, adesso si tratta di cambiare anche a livello nazionale». Dalla lunga presidenza della FISI Veneto, che bagaglio di esperienza si porta dietro?«Innanzitutto la necessità che il territorio ha bisogno di una più specifica attenzione, deve essere aiutato tramite gli Sci Club e non solo, anche mediante le famiglie. Quello è il nostro bacino, da lì dobbiamo attingere, preparare e pensare il futuro dello sci e degli sport invernali. E poi fare il possibile per sensibilizzare quegli enti che gestiscono gli impianti, per facilitare il lavoro almeno di quella parte selettiva degli atleti proiettati verso l’agonismo e quindi con necessità quotidiana di servirsi degli impianti. Lo sci non ha stadi né piscine, è sempre a pagamento su aree private: comprendo che devono fare bilancio, ma siccome grossi investimenti vengono fatti anche con finanziamenti delle regioni, perché non creare tavole rotonde e ragionarci sopra». FISI – Federazione Italiana Sport Invernali Cosa potrebbe/vorrebbe dare in più alla FISI?«Ho studiato il quadro complessivo, ho una buona conoscenza dei meccanismi federali e credo di poter apportare alla Fisi, proprio grazie alla lunga esperienza dirigenziale, alcuni chiari progetti di consolidamento e sviluppo con un unico obiettivo: mettere sempre la Federazione Nazionale al servizio dei praticanti dei nostri bellissimi sport, dei nostri atleti di tutte le età e provenienze, di tutte le categorie, di vertice e non, e quindi degli Sci Club, che consentono loro di svolgere queste attività sportive». I giovani davanti a tutto?«Al primo punto del mio programma non potevo che mettere, dunque, il settore giovanile. È necessario, infatti, bilanciare tutta l’attività della FISI sui giovani che debbono essere al centro dell’attenzione perché per loro la pratica sportiva può e deve essere momento di crescita personale e di gruppo, nonché possibilità di affermarsi, per chi ne ha le caratteristiche tecniche e motivazionali, a livello agonistico, equilibrando correttamente l’uso delle risorse fra grandi eventi, attività di vertice e di base. C’è poi da trattare un significativo aspetto dedicato ai conti, al bilancio». Fisi Media Day Milano 14/04/2026 ©Pentaphoto A proposito… «Il movimento di base soffre anche per la questione dei costi, in particolare per gli spostamenti e gli impianti di risalita. Il recente aumento dei costi degli skipass, già annunciato sulla stampa per il prossimo anno, non è certo di buon auspicio. Se dunque verrò eletto, creerò un tavolo di consultazione con le Regioni, che sostengono in buona parte gli impiantisti nella loro attività. E chiederò che si possano avere sconti adeguati per i più giovani frequentatori delle nostre piste da sci. Credo sia compito precipuo di un Presidente di Federazione lavorare giorno per giorno per reperire le risorse necessarie al miglior andamento della macchina federale, la cui base sono appunto i Club». Parliamo allora di questa base. Come se la passa?«Garantisco un ascolto costante della base, che significa non solo venire incontro alle esigenze dei nostri Club, ma anche recepire da questi stessi Club commenti, critiche, riflessioni, proposte. A questo proposito sono a disposizione per rispondere alle vostre domande e chiarire sempre meglio il senso e l’obiettivo della mia candidatura a Presidente della Federazione Italiana Sport Invernali per il quadriennio 2026-2030. Con una particolare attenzione ai Corpi Militari che sostengono le attività sportive e in piena sintonia con gli esponenti locali e nazionali del Coni, per la comune battaglia a favore dello sport e a “Sport e Salute”, che sostiene tutte le discipline sportive. Mi candido anche per le tante richieste che mi sono giunte e testimoniano, ai miei occhi, la fiducia di buona parte del movimento verso la mia figura. Sarò il Presidente di tutti!». Infine, sul ruolo del Presidente. Banalmente, cosa deve fare secondo lei?«Il presidente deve fare il presidente, organizzare le squadre, certo, trovare situazioni logistiche buone, ma c’è tanta gente che lo sa fare bene. Il compito principale di un presidente, per me, oltre alla rappresentanza, è quello di salvaguardare la parte economica, essere democratico nei confronti dei consiglieri e valorizzare le eccellenze». 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