Ecco le ultime voci dal Media Day svizzero che ancora non avevamo dato. Si è svolto settimana scorsa, organizzato da Swiss-Ski, presso «The Hall», a Dübendorf, vicino a Zurigo, addobbato per l’occasione con i colori dello sci svizzero: rosso e bianco. Una giornata ricca di scambi e confidenze, a meno di tre settimane dal via della stagione a Sölden. MALORIE BLANC «Oggi, partecipare al gigante è un po’ un sogno. Un giorno, spero che diventi un obiettivo. Bisogna fare le cose per bene. Innanzitutto bisogna affermarsi nelle discipline di velocità per poi avere il tempo e l’energia di dedicarsi al gigante. Quando? Vedremo. Per me è ancora un po’ vago e lontano». WENDY HOLDENER «Ho qualcuno che mi affianca, una sorta di coach, dal punto di vista mentale. Mi ha semplicemente detto: “Non devi fare esattamente il contrario di quello che hai fatto l’anno scorso, solo perché l’anno scorso non ha funzionato”. Ho quindi capito che, se non dovevo cambiare tutto radicalmente, dovevo soprattutto trovare la mia strada». Wendy Holdener, svizzera, 33 anni, 5 vittorie e 55 podi in Coppa del Mondo ©Pentaphoto LOÏC MEILLARD «Mi ero preparato mentalmente all’idea di stare lontano, fa parte del mio lavoro. E durante la preparazione fisica, ho privilegiato un blocco lungo e compatto al mattino, piuttosto che due sessioni, per poter godermi la vita familiare nel pomeriggio». ALEXIS MONNEY «Sugli sci è andato tutto bene, è stato fantastico. Abbiamo fatto un ottimo ritiro in Cile con giornate davvero fantastiche, sole e neve perfetta. E soprattutto neve invernale, cosa che a Zermatt non avevamo. Fa bene ritrovare quella neve e quelle sensazioni». JUSTIN MURISIER «Quando sono arrivato a 17 anni, non riuscivo a immaginare che avrei avuto una carriera di 15, 16, 17 anni in Coppa del Mondo. Non mi rendevo conto di nulla, mi godevo ogni singolo giorno. Il mio obiettivo era diventare un Marcel Hirscher 2.0 e vincere le gare». TANGUY NEF «Da questa medaglia olimpica sono scaturite parecchie cose. Non c’è solo la medaglia, ma anche la costanza durante tutta la mia stagione, i buoni risultati e il potenziale che riesco a dimostrare. I tifosi e il pubblico che incontravo in treno, alla stazione di servizio o al negozio me lo hanno ricordato ogni giorno e questo mi scalda davvero il cuore». Marco Odermatt, Franjo Von Allmen and Alexis Monney ©Pentaphoto MARCO ODERMATT «Non ho più nulla da dimostrare a nessuno. Se a Sölden non bastasse ancora per essere completamente pronto, allora spero di esserlo in Nord America. Il primo obiettivo è rimanere in buona salute, poi divertirmi e infine conquistare il maggior numero possibile di vittorie». CAMILLE RAST «Sono 10 anni che gareggio a Sölden. Tutto ciò che ho vissuto negli ultimi due anni ha plasmato la persona che sono oggi. È così che mi sono creata il mio percorso e la mia strada. È questo che mi accompagnerà nel prosieguo della mia carriera». CORINNE SUTER «Non so ancora esattamente quale direzione prenderà l’allenamento. Dipenderà ora dal tempo e dalle condizioni. Dobbiamo adattarci costantemente a queste per poterci allenare nel modo più normale possibile». DANIEL YULE «Probabilmente questi saranno i miei ultimi campionati del mondo. Non ho ancora un piano preciso in mente, ma se tutto va bene potrò sicuramente sciare ancora per qualche anno. Ci sono comunque tre aspetti da gestire: la salute, i risultati e il divertimento. Nelle ultime due stagioni, forse uno di questi tre pilastri ha vacillato un po’ ». Daniel Yule. Ultimo successo in Coppa del Mondo a Chamonix, in slalom, il 4 febbraio 2024 ©Pentaphoto Navigazione articoli Anche Anna Trocker nella grande famiglia Red Bull! Giada D’Antonio: «Inizierò con calma. Ma a marzo…»
Complimenti , il miglior sito che segue la Coppa del Mondo . Grazie alla redazione e a tutti i collaboratori per tutte queste preziose informazioni. Rispondi
Sono da solo! Con un giovanissimo collaboratore arrivato da 10 giorni, Matteo, che giustamente studia, e quindi ha i suoi impegni. Ma è appassionato e bravo. Qualche articolo l’ha già fatto… Crescerà sempre di più! Rispondi