Il preoccupante trend estivo degli ultimi anni, tra caldo record e scioglimento dei ghiacciai, impone riflessioni per lo sci alpino agonistico, specialmente per quanto riguarda gli allenamenti estivi. LA VIA D’USCITA A proposito di questo argomento, Roswitha Stadlober, presidente di Ski Austria, intervistata da ORF Sport, ritiene che sarà questione di pochi anni affinché non sia più possibile allenarsi sui ghiacciai europei (basti vedere la situazione di quelli dello Stelvio e di Zermatt-Cervinia quest’estate), proponendo come soluzione la costruzione di un apposito centro sciistico al coperto per slalom e gigante e il recupero post-infortunio. Questa non sarebbe una novità per il panorama europeo, dove troviamo, tra gli altri, lo SNØ di Oslo, il più grande in termini di superficie e gli alpincenter su terra tedesca di Bottrop, caratterizzato dalla discesa più lunga, di circa 640 metri, e di Wittenburg, dove, a proposito di “ex” austriaci, ha condotto parte del suo ritorno sugli sci Marcel Hirscher. «Dobbiamo riflettere su questo aspetto per poter allenarci tutto l’anno. A tal fine occorre preparare il terreno fin da ora e sensibilizzare l’opinione pubblica. Questo deve diventare un tema di discussione, anche per la popolazione. Per farlo servono un progetto e anche degli sponsor. Ci sono già alcune riflessioni coraggiose, in tal senso», ha affermato Stadlober nell’intervista, aggiungendo che ne ha discusso anche con Josef Pröll, presidente della Federazione calcistica austriaca (ÖFB), con la quale potrebbe crearsi una sinergia. Katharina Truppe, carinziana, 4ª in gigante ai Giochi di Beijing 2022 ©Pentaphoto LE DISCIPLINE VELOCI Per quanto riguarda superG e discesa libera, al contrario, sia per la lunghezza delle piste, sia per questioni di sicurezza, rimarrà impossibile allenarsi al coperto. In questo senso, saranno sempre più inevitabili le trasferte sudamericane tra Cile e Argentina, dove anche quest’anno i velocisti e non solo hanno trovato condizioni meteorologiche ottimali e una neve pressoché perfetta. «Siamo riusciti a portare a termine l’allenamento per intero. È quasi incredibile che la preparazione sia andata così bene», ha dichiarato Stadlober su questo tema. Rimane in controtendenza, invece, e anzi l’appuntamento verosimilmente potrebbe raddoppiare con i SuperG nel 2027, la scelta di mantenere Sölden come apertura della Coppa del Mondo, considerate le temperature attuali e l’impossibilità di svolgere allenamenti su ghiacciaio nell’estate austriaca. Ultima discesa maschile a Courchevel, 13-03-2026. Il podio. Da sinistra: Franzoni, Kriechmayr, Odermatt ©Pentaphoto IN SINTESI La volontà di Stadlober, dunque, è quella di garantire allenamenti sugli sci nel periodo estivo per i propri atleti, anche più giorni alla settimana. L’ipotesi più verosimile riporta quindi alla possibilità di costruire in breve tempo il primo impianto sciistico al coperto su territorio austriaco per gli allenamenti delle discipline tecniche e per il recupero degli infortuni, affiancato dalle trasferte sudamericane per quelle veloci e per il primo assaggio della neve fresca pre-stagione. Navigazione articoli L’eredità di Lara Gut-Behrami “grava” su Corinne Suter! Maja Waroschitz, che sfortuna!
Non so lo sci indoor quanto può essere sostenibile sia per i costi (soprattutto a livello giovanile) e anche per una questione ambientale (parliamo tanto di ambiente ma un mega frigo a -1 gradi quando fuori ce ne sono +30 lascia qualche perplessità). Bisogna adeguarsi al clima e pensare che si dovrà sciare da fine novembre ai primi di maggio. Si sposta la stagione magari sfruttando i ghiacciai a primavera che sono ancora belli, si potranno contenere i costi e si salverà la bellezza dello sci Rispondi
Lo sci indoor prima o poi arriverà in Coppa del Mondo, ne sono certo. Ma la vera “miniera” da sfruttare resta là, nell’altro emisfero. Lo dico da anni… Rispondi