C’è ancora tempo e spazio per parlare di Lara Gut-Behrami. Perché no? A farlo è anche Werner Zurbuchen, responsabile del settore giovanile di Swiss-Ski, che è stato interpellato da bluewin.ch La campionessa ticinese si è ritirata anche a seguito di un grave infortunio, ma non solo per quello. L’addio alla carriera era comunque previsto proprio al termine della stagione 2025-2026, poi andata diversamente dai piani. Ma Swiss-Ski perde così una figura di riferimento per la squadra e un modello per le giovani generazioni. La stessa Lara nel recente passato, ma motivando le sue dichiarazioni, aveva un po’ criticato le nuove leve dello sci per la loro scarsa ambizione, riassumendo un po’ il concetto. Werner Zurbuchen, responsabile del settore giovanile di Swiss-Ski, non condivide completamente questa critica generalizzata, ma mette in guardia dal rischio di adagiarsi sugli allori. E spiega perché la campionessa ticinese si distingueva persino tra le atlete di punta. AMBIZIONE «Con la sua straordinaria ambizione e le sue aspettative elevatissime», Gut-Behrami era in una categoria a sé, dice Zurbruchen. I giovani talenti, a suo parere, dovrebbero prendere esempio dal suo impegno, trovando però il giusto equilibrio tra la pressione dei risultati e il proprio percorso di crescita. La stagione 2026/27 è particolare per la squadra femminile di Swiss-Ski. Per la prima volta dall’inverno 2007/08, infatti, le atlete devono fare a meno della loro leader carismatico e naturale, Lara Gut-Behrami. La nativa di Sorengo era una figura di riferimento per la squadra di Swiss-Ski non solo per i suoi risultati, ma anche per la sua mentalità. Appena un anno fa, proprio a Sölden, aveva criticato quella che a suo avviso era una mancanza di ambizione da parte delle nuove generazioni dello sci. «Mi arrabbio ancora di più quando vedo giovani sciatori emergere, non riuscire a qualificarsi e dare l’impressione che per loro vada bene così. Non va affatto bene», aveva dichiarato all’epoca. Dichiarazioni condivisibili o meno, ma che rispecchiano la mentalità della generazione-Gut, Brignone compresa, che infatti fu la prima a far scattare l’applauso in quella occasione, a Sölden. Lara Gut-Behrami con la sesta Coppa di superG: primato assoluto ©Pentaphoto CRITICHE La nuova generazione di sciatori fa arrabbiare Lara Gut-Behrami: «Prima erano tutti più onesti». Blue Sport ha sottoposto queste affermazioni di recente a Werner Zurbuchen, responsabile del settore giovanile di Swiss-Ski: «Fare generalizzazioni su persone diverse è sempre sbagliato, per principio. Non condivido quindi questa affermazione in termini generali», risponde Zurbuchen. Ammette però che un fondo di verità potrebbe esserci: «Quando Swiss-Ski nel suo complesso ottiene buoni risultati, c’è effettivamente il rischio di pensare troppo in fretta che vada tutto bene. Nei momenti difficili, invece, si tende a mettersi maggiormente in discussione». PIANETA A PARTE Zurbuchen sottolinea quanto fosse eccezionale l’ambizione di Gut-Behrami: «Lara era un punto di riferimento fuori dal comune sotto questo aspetto. Per lei solo il meglio era abbastanza. E queste aspettative elevatissime le rivolgeva soprattutto a sé stessa». Anche tra le atlete di punta, la sciatrice classe 1994 si distingueva per quanto pretendeva da sé stessa: «Sotto questo aspetto era in una categoria a sé». Lara Gut non ancora Behrami con la sua prima Coppa generale, nel 2016 ©Pentaphoto ESEMPIO Per le giovani sciatrici, sottolinea Zurbruchen, è quindi particolarmente importante imparare da esempi come il suo: «Significa osservare attentamente quello che fanno queste atlete e rendersi conto di quanto investono. Non è solo una questione di talento: dietro c’è una quantità incredibile di lavoro e impegno». Il responsabile del settore giovanile non considera necessariamente negativo il fatto che aspettative elevate comportino anche una maggiore pressione: «Chi vuole arrivare ai vertici mondiali deve pretendere molto da sé stesso. Non bisogna per forza accontentarsi di un 28esimo posto». L’importante, però, a suo avviso, è trovare il giusto equilibrio. In questo senso, anche gli allenatori e le persone che circondano gli atleti hanno il compito di aiutarli a gestire correttamente le aspettative. «Lara Gut-Behrami è insostituibile» – «È stata una sfida e una benedizione per lo sci svizzero». Il modo in cui sciatrici e sciatori affrontano la pressione dipende inoltre molto dalla loro personalità. Zurbuchen cita come esempio Franjo von Allmen: «Lui possiede già per natura molte delle qualità necessarie. Come federazione, non puoi creare personalità di questo tipo». Milano-Cortina 2026, il podio della discesa maschile. Da sinistra: Giovanni Franzoni (ITA), argento; Franjo Von Allmen (SUI), oro; Dominik Paris (ITA), bronzo ©Pentaphoto Navigazione articoli World Tour, Elisa Confortola in trionfo a Montreal!