Venticinque edizioni del gigante maschile sul Rettenbach, due podi azzurri, due secondi posti, senza vittorie. E l’ultimo piazzamento tra i primi tre risale al 2013, grazie a Manfred Mölgg. Va detto che Vinatzer dimostra di trovarsi piuttosto bene sul pendio tirolese, avendo chiuso le ultime tre gare disputate al 5°, 8° e 7° posto rispettivamente, dal 2024, e sempre con rimonte fruttuose nella seconda manche. Il podio oggi era a 6 decimi, considerato che Alex ha il 22° parziale sul muro e non ha osato granché sul ripido, esattamente come nelle prima prova, non era neanche impossibile sognarlo, questo podio. La realtà dei fatti dice però che i migliori tre sono tutti campioni olimpici, due in gigante, uno in slalom, e Meillard è anche il bronzo iridato uscente della gara tra le porte larghe, a Saalbach-Hinterglemm 2025. Insomma, siamo comunque su un altro pianeta. Oltretutto, Vinatzer è stato l’unico azzurro al traguardo dei 3 atleti qualificati alla seconda manche (su 7 al via, non era neanche una brutta media, considerando i pettorali di partenza). Così l’altoatesino al parterre di gara: «A Soelden diventa sempre più buio nella seconda manche e la pista non migliora. Ho fatto fatica ancora sul ripido – le sue parole –, ma entrare nella top ten, dopo il finale della passata stagione davvero faticoso, è già una bella soddisfazione. Ci ho comunque provato, ora bisogna continuare a lavorare». Bravo Giovanni Borsotti nella prima frazione, pettorale 29, fino al primo intermedio in linea con Pinheiro, poi vittima di un errore all’imbocco del muro; ha comunque chiuso ottavo la prima manche. Purtroppo, un errore nella prima parte della seconda ha escluso il piemontese dai giochi. Molto bene nella prima manche anche Giovanni Franzoni, 19/o con il pettorale 31, a 1″27 dal leader. Ottima prima parte, ma soprattutto miglior tempo nel finale. Nella seconda manche, però, il gardesano ha commesso un errore enorme nel tratto conclusivo, perdendo la linea ideale e finendo fuori dal tracciato: «Sono riuscito a sciare un po’ più sciolto sul muro rispetto alla prima – ha detto Franzoni -, non ancora al livello dei migliori, però ero a mio agio. Se avessi sciato il finale come nella prima avrei potuto ottenere un bel risultato. Un peccato, però adesso si va in America e vedremo». Non qualificati nella prima manche Filippo Della Vite, che accusava 1″85 di ritardo al traguardo, Luca De Aliprandini, al via con il pettorale 44 e Tobias Kastlunger. Uscito Simon Talacci. Così va la vita oggi, nel momento più difficile della storia per l’Italia maschile nelle discipline tecniche, cioè tra gigante e slalom. Si azzera tutto e si guarda avanti. Credendoci sempre. Giovanni Borsotti, piemontese, 35 anni, 6° nel gigante di Val d’Isere 2015 come miglior risultato in Coppa del Mondo ©Pentaphoto Navigazione articoli Braathen, dominio a Sölden. Odermatt c’è. Vinatzer ok Braathen: «Ho iniziato bene». Odermatt: «Podio importante»