Cinque giorni all’esordio sul Rettenbach, che ha testato giusto lo scorso weekend per la prima volta, a 17 anni. Anna Trocker da Fiè allo Sciliar, fresca di ingresso nella famiglia Red Bull (che non sceglie mai “a caso” i suoi testimonial), compirà 18 anni il prossimo 23 dicembre. PRIMI PASSI Deve ancora scoprire tutto, in realtà, ma ha già stupito il mondo dello sci tra Mondiali juniores a Narvik e Finali di Coppa a marzo, sempre in Norvegia, evidentemente sua terra d’elezione. Ora c’è Sölden, ora c’è una stagione in cui sono attesi altri progressi, ricordando però sempre età e poca esperienza, per cui magari non aspettiamoci tutto e subito: diamole anche il tempo di sbagliare, non mancheranno alti e bassi, ma nemmeno manche fatte davvero bene. Se poi saranno due nella stessa gara, tanto meglio. La ragazza ha tutto per emergere gradualmente, ma prepotentemente. Ne abbiamo parlato con il suo responsabile nella squadra di slalom e gigante, ovvero Luca Agazzi, reduce da una lunga esperienza con Sofia Goggia (in precedenza ha collaborato anche con il team Gut e poi allenato le slalomiste canadesi), per dire che di campionesse se ne intende. Eccome. Ecco Luca: «Il potenziale di Anna lo conosciamo, lo conoscono, tutti. Ora bisogna gestire bene tutte le situazioni: inizieranno ad arrivare le prime pressioni, le interviste, è arrivato uno sponsor top, il tutto per una ragazzina di 17 anni. Va fronteggiato al meglio». STORIA A marzo 2026 Trocker era anche diventata la quarta sciatrice azzurra, dopo Nadia Fanchini (gigante e discesa nel 2005), Karen Putzer (gigante, superG e discesa nel 1997) e Morena Gallizio (slalom e combinata nel 1993), a collezionare almeno due titoli nella medesima edizione, ma la prima a vincere in entrambe le specialità tecniche, appunto, gigante e slalom, ai Mondiali jr. Per trovare sciatrici capaci di imporsi nello stesso anno sia in slalom e gigante nelle rassegne iridate giovanili è necessario scomodare nomi di un certo prestigio, come quelli dell’austriaca Anita Wachter e della svedese Anja Pärson, entrambi capaci poi di vincere la Coppa del Mondo generale; senza dimenticare che la terza a riuscirci fu tre anni or sono la svedese Hanna Aronsson Elfman. Non solo: a impressionare sono stati anche i distacchi infiniti alla qualificata concorrenza: 1”37 in gigante alla seconda classificata, la statunitense Elisabeth Bocock, già in top12 in Coppa del Mondo; e addirittura 2”29 in slalom all’argento Leonie Raich, austriaca, già a punti in Coppa del Mondo. Anna Trocker, 17 anni, 10ª nel Team Combined assieme a Nicol Delago ai Giochi di Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto Dopo queste imprese Trocker ha saputo fare anche meglio, centrando due top 10 alle Finali del circuito maggiore ad Hafjell, in Norvegia: nona nello slalom vinto da Shiffrin, ma con il miglior tempo nella seconda manche; e addirittura ottava nel gigante conquistato da Valerie Grenier, con il 5° tempo parziale nella run decisiva! PRESENTE E FUTURO Il tecnico bergamasco è molto fiducioso: «Ho parlato con la sua famiglia a lungo e mi sembra che tutto sia stato gestito al meglio, finora. Dietro di lei c’è un grande allenatore come papà Karbon e Anna stessa mi sembra sempre molto equilibrata in tutto, nella sua vita e in pista. E un aiuto a casa, come dire, c’è sempre». Trocker comincia anche a conoscere meglio compagne e staff e a sciogliersi un po’: «All’inizio parlava poco sì, ma adesso che ci conosce meglio è entrata bene nell’ambiente. Per il resto, c’è poco da dire: è molto determinata, sa il fatto suo, ha un bel carattere, è tosta, forte, e attenzione perché le piace pure la velocità. Fisicamente è impressionante: ha già numeri da atleta matura». Signori, inutile nasconderlo: siamo di fronte a un diamante e neanche tanto grezzo. Auguriamole di restare sana il più possibile, il resto verrà da sé. A guidarla in Nazionale ci sono ottimi tecnici, con esperienza e palmares vincente; insomma la tavola è apparecchiata per una (possibile) grande carriera. Ma ricordiamoci che spesso è utile fare un passo alla volta… Anna Trocker, altoatesina, 17 anni, campionessa del mondo juniores in carica di gigante e slalom ©Pentaphoto Navigazione articoli Holtmann: a Sölden per ripartire da dove ha finito Allarme Francia, mancano le risorse finanziarie!
Il fatto che sia fisicamente già matura non è però un punto a favore perchè vuol dire che da quel punto di vista ci sono pochi margini,sulla velocità invece interessante,si vede da subito che può diventare senza sforzi eccessivi atleta anche da 4 discipline,ma spero non da subito,altrimenti dopo 2 anni mentalmente è già bruciata,ora si deve concentrare esclusivamente sulle tecniche. Rispondi
Presumo che se un tecnico esprima queste considerazioni sulla maturità fisica (muscolare) della ragazza lo faccia a ragion veduta e lo consideri positivamente. Così a naso (non sono un «tecnico») una base muscolare adeguata e ben rappresentata evita (o riduce) lunghe e pesanti sedute in palestra di pesi ed esercizi affini per l’incremento di massa muscolare. Tempo che può essere più proficuamente utilizzato per esercizi di «affinamento» muscolare al servizio della tecnica ( propiocezione, equilibrio, postura, elasticità articolare, etc.). La butto li… Rispondi
Vuol dire semplicemente che è stata allenata benissimo anche da quel punto di vista. Ma Karbon papà è famoso per gestire al meglio i suoi ragazzi atleticamente. Nulla di nuovo sotto il sole! Rispondi