Federica Brignone, 36 anni, valdostana nata a Milano: in gigante vanta 17 vittorie in Coppa del Mondo (terza di sempre), 42 podi (quarta di sempre), 1 oro e 2 argenti iridati, 1 oro, 1 argento e 1 bronzo olimpici ©PentaphotoFederica Brignone, 36 anni, valdostana nata a Milano: in gigante vanta 17 vittorie in Coppa del Mondo (terza di sempre), 42 podi (quarta di sempre), 2 coppe di specialità, 1 oro e 2 argenti iridati, 1 oro, 1 argento e 1 bronzo olimpici ©Pentaphoto

A sei giorni dal via della Coppa del Mondo di sci alpino, con lo slalom gigante femminile su pista e ghiacciaio Rettenbach, sopra Sölden, in Tirolo, Austria, facciamoci una domanda, che poi spesso è stata rivolta anche a questo sito.

Quando nasce lo slalom gigante? E come è cambiato il suo regolamento e la tecnica in questa specialità che tutti dicono essere alla base dello sci alpino moderno?

STORIA

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Lo slalom gigante è la penultima (se escludiamo il parallelo e le sue varie versioni, dal City Event al Team Parallel) specialità inventata, ben prima del superG: è nato il 19 gennaio 1935 in Marmolada, da Punta Rocca a Fedaia. Veniva effettuato normalmente il giorno prima della discesa libera, denominata “la direttissima”. Nel 1950 venne introdotto per la prima volta ai campionati del mondo ad Aspen, e fu vinto da Zeno Colò. Nasce dunque in Italia dunque, e creato anche per via dello scarso innevamento presente, introducendo delle porte per rallentare gli atleti e accorciare il tracciato.

Ma vediamo un po’ di tappe essenziali:

Origine: 1935.

Debutto ai Mondiali: 1950.

Debutto alle Olimpiadi: 1952 (Oslo).

Passaggio alle due manche (Coppa del Mondo e Olimpiadi).

Coppa del Mondo (istituita nella stagione 1966/1967):

Inizialmente la gara prevedeva una sola manche. La seconda manche è stata introdotta gradualmente: a partire dal 1970 (in realtà in Val Gardena, ai Mondiali) per gli uomini, e dal 1978 per le donne.

Giochi Olimpici:

Per gli uomini: la doppia manche è arrivata alle Olimpiadi di Grenoble 1968, per le donne ai Giochi di Lake Placid 1980.

Ingemar Stenmark, svedese, classe '56: per lui 86 vittorie in Coppa del Mondo. La prima in slalom nel 1974, a Campiglio; l'ultima in gigante nel 1989 ad Aspen, in Colorado (USA) ©Pentaphoto
Ingemar Stenmark, svedese, classe ’56: per lui 86 vittorie in Coppa del Mondo. La prima in slalom nel 1974, a Campiglio; l’ultima in gigante nel 1989 ad Aspen, in Colorado (USA) ©Pentaphoto

MANCHE IN GIORNI DIVERSI?

Sì, è capitato, eccome. Per molto tempo, la prima e la seconda manche non si disputavano nello stesso giorno. Nei Campionati Mondiali, la specialità maschile è diventata di una sola giornata a partire dall’edizione del 1974 a St. Moritz. Alle Olimpiadi, si è passati stabilmente a disputare entrambe le manche nello stesso giorno solo a partire da Sarajevo 1984.

ORDINE DI PARTENZA

Il regolamento sull’ordine di partenza della seconda manche nelle discipline tecniche (slalom gigante e speciale) ha subìto tre grandi trasformazioni storiche, nate per garantire la massima equità sportiva, la spettacolarità televisiva e per proteggere la tenuta del manto nevoso.

Ecco l’evoluzione cronologica dei sistemi utilizzati:

1. Dagli albori agli anni ’70: il “Sistema Bibbo” (Inversione dei primi 5)

Partendo da lontano, da Atene nel 1963 (confermato dal Congresso di Beirut del 1967 e di Abbazia del 1971) l’ordine di partenza della seconda manche, introdotto a partire dai Mondiali del 1970 in Val Gardena, era determinato invertendo l’ordine di partenza della prima manche (per tutti i gruppi). Nel 1975 (Congresso di San Francisco) l’inversione fu mantenuta solo per il primo gruppo, per i successivi valeva invece la classifica della prima manche, ovvero il miglior classificato del II o III-IV gruppo (e gli altri a seguire) partiva immediatamente dopo gli atleti del I gruppo. Con questa piccola «innovazione» si diede una chance ai più meritevoli partiti dietro il primo gruppo. Verso la fine degli anni ’70, esattamente dalla stagione 1977-1978 (confermato nel congresso FIS di Nizza 1979), si utilizzò una regola codificata dal dirigente svedese Bibbo Nordenskiöld. Come funzionava: l’ordine di partenza della seconda manche ricalcava esattamente la classifica della prima, ad eccezione dei primi 5 classificati, che venivano invertiti. Il 5° della prima manche partiva per primo, poi il 4°, il 3°, il 2° e infine il leader provvisorio della gara. Durò poco perché mediatamente era poco attraente. Con il passaggio a piste sempre più battute e l’aumento del numero di atleti, i primi 5 trovavano un terreno perfetto, mentre tutti gli altri dovevano sciare su solchi profondi, senza alcuna possibilità di rimonta.

2. Gli anni ’70 e ’80: l’inversione dei primi 15

Per limitare il vantaggio dei primissimi, il regolamento fu ampliato invertendo un blocco più grande di atleti: i primi 15 classificati. Come funzionava: Il 15° classificato della prima manche apriva la seconda manche, mentre il 1° (il leader provvisorio) scendeva per quindicesimo. Dal 16° classificato in poi, si riprendeva l’ordine normale della prima manche. Questa regola è rimasta celebre perché ha caratterizzato l’epopea di campioni come Gustav Thöni e Ingemar Stenmark. Tuttavia, con il deterioramento rapido della neve causato dal passaggio degli sci, partire con i numeri alti (come il 13°, 14° o 15° della seconda manche) stava diventando uno svantaggio eccessivo per i migliori.

3. Dalla stagione 1991/1992: L’inversione dei primi 30 (Regola attuale)

Per risolvere definitivamente il problema della disparità legata al deterioramento della pista (che non è stato risolto, in realtà…), nella seconda manche, ma soprattutto per rendere la gara un evento televisivo ad altissima tensione, la FIS ha introdotto la regola dell’inversione dei primi 30 (fatta eccezione per rarissimi casi eccezionali o meteo estremi in cui la giuria decide di invertire solo i primi 15).

Come funziona in Coppa del Mondo: alla seconda manche vengono ammessi solo i primi 30 classificati della prima. L’ordine viene totalmente ribaltato: il 30° parte per primo (trovando la pista perfettamente liscia) e il 1° della prima manche scende per trentesimo, come ultimo concorrente, in un crescendo di suspense.

Come funziona a Olimpiadi e ai Mondiali: per regolamento olimpico partecipano alla seconda manche tutti gli atleti che hanno concluso la prima (senza il taglio dei 30 della Coppa del Mondo). Tuttavia, il meccanismo di partenza non cambia: i primi 30 della prima manche scendono invertiti (dal 30° al 1°), e dal 31° atleta in poi si riprende a scendere seguendo l’ordine normale della classifica della prima manche.

Alberto Tomba si appresta a vincere l'oro in slalom gigante ai Giochi di Calgary 1988 ©Pentaphoto
Alberto Tomba si appresta a vincere l’oro in slalom gigante ai Giochi di Calgary 1988 ©Pentaphoto

SORTEGGIO PETTORALI

Il sorteggio dei pettorali per la prima manche non è totalmente casuale, ma è strutturato per gruppi di merito. Il sistema si basa sulla WCSL (World Cup Start List), ovvero la classifica della Coppa del Mondo che tiene conto dei risultati dell’anno in corso e di quelli della stagione precedente. L’ordine di partenza viene stabilito secondo blocchi rigidi:

Gruppo 1: i primi 7 della classifica (Pettorali 1–7)

I sette migliori atleti al mondo nella specialità partecipano a un sorteggio puro. I loro nomi vengono estratti a sorte (spesso la sera prima della gara durante un evento pubblico), per assegnare i pettorali dall’1 al 7. Naturalmente partire per primi è un enorme vantaggio nelle discipline tecniche, perché la pista è perfettamente liscia e priva di solchi.

Gruppo 2: dall’8° al 15° posto (Pettorali 8–15)

Il secondo blocco di merito comprende gli atleti classificati dall’8ª alla 15ª posizione nella WCSL. Anche in questo caso si procede a un sorteggio casuale per l’assegnazione dei pettorali dall’8 al 15.

Gruppo 3: Dal 16° al 30° posto (Pettorali 16–30)

Per questi atleti non esiste sorteggio. I pettorali dal 16 al 30 vengono assegnati in ordine secco e lineare in base alla posizione occupata nella WCSL (il 16° parte col 16, il 17° col 17 e così via).

Giorgia Collomb, 19 anni, 31 gare disputate in Coppa del Mondo, quattro volte a punti ©Pentaphoto
Giorgia Collomb, 20 anni, 31 gare disputate in Coppa del Mondo, quattro volte a punti ©Pentaphoto

ECCEZIONI

Dove si inserisce la “Regola dei 500 punti”?

  • Precedenza tra il 16° e il 30° posto: nella composizione degli ordini di partenza (specie nelle prove tecniche), gli atleti classificati tra la 16ª e la 30ª posizione della WCSL di specialità che hanno accumulato almeno 500 punti nella WCSL generale ottengono la precedenza (quindi possono partire dal 16 in poi).
  • Posizionamento dopo i primi 30: gli atleti che possiedono almeno 500 punti WCSL generale, ma si trovano fuori dai primi 30 nella start list di quella specifica specialità (ad esempio uno specialista di gigante che vuole fare un superG) possono partire subito dopo i primi 30 della WCSL di specialità, beneficiando di una pista molto più pulita e veloce rispetto a chi parte con numeri altissimi.

RIMONTE LEGGENDARIE (in slalom):

L’introduzione dell’inversione dei primi 30 ha aperto le porte a rimonte leggendarie, le più incredibili si sono verificate in slalom, anche se qui parliamo principalmente di gigante. Per esempio:

  • Sandro Simonet (Chamonix, 2021): nello slalom speciale, lo svizzero si qualifica alla seconda manche per miracolo con il 30° tempo. Sfruttando la pista perfetta per primo, mette a segno una discesa pazzesca e rimonta ben 27 posizioni, conquistando un clamoroso 3° posto finale.

Nota storica: i veri “miracoli dall’ultimo posto” (Slalom Speciale)

Per completezza, se la curiosità è legata alle rimonte nate proprio dal 30° posto assoluto (il massimo teorico consentito dal regolamento FIS), o comunque dall’ultima posizione della prima manche, i due record storici assoluti appartengono ai pali stretti dello slalom speciale: 


  • Lucas Braathen (Wengen 2022): capace di rimontare dal 29° al 1° posto nello slalom elvetico con pettorale 31, ancora oggi l’ultimo a vincere con un pettorale superiore al 30 in questa specialità.

Va menzionata anche l’impresa di: Marc Berthod (Adelboden 2007), capace di trionfare partendo dalla 27ª posizione della prima manche.

Chamonix 2024. Il podio dello slalom maschile. Da sinistra: Loic Meillard (SUI) 2°; Daniel Yule (SUI) 1°; Clement Noel (FRA) 3° 04/02/2024 Photo: Marco Trovati/ Pentaphoto

Giochi Olimpici e Mondiali: il sorteggio è lo stesso?

No, non del tutto. Il sistema per assegnare i pettorali nella prima manche dei grandi campionati presenta piccole differenze rispetto alla Coppa del Mondo.

CriterioCoppa del MondoGiochi Olimpici & Mondiali
Lista di riferimentoWCSL (World Cup Start List). Conta l’anno in corso e il precedente.WCSL e Punti FIS, calcolati su tutte le gare internazionali.
I primi 7 atletiSorteggio puro (pettorali 1–7).Sorteggio puro (pettorali 1–7).
Dall’8° al 15°Sorteggio puro (pettorali 8–15).Sorteggio puro (pettorali 8–15).
Limiti per NazioneMassimo 8 atleti dello stesso paese per gara + 1 quota base (avendo i requisiti) + eventuali posti fissi.Massimo 4 atleti per nazione.

Cosa cambia all’atto pratico?

Ai Mondiali o alle Olimpiadi i posti a disposizione sono contingentati (massimo 4 atleti per nazione). Di conseguenza, se una nazione dominante ha 6 atleti nei primi 15 al mondo, due di essi rimarranno a casa. Questo fa sì che i gruppi di sorteggio scalino: atleti che in Coppa del Mondo partirebbero dal 16° posto in poi, ai Giochi Olimpici possono ritrovarsi catapultati nel secondo gruppo di merito (8-15) o addirittura nel primo, godendo di un pettorale molto più basso e vantaggioso per la prima manche.

LA RIVOLUZIONE DEI MATERIALI 

Se guardate un video degli anni ’80 e uno di oggi, noterete che il modo di curvare è totalmente diverso. Questo cambiamento radicale è stato guidato dall’evoluzione tecnologica dei materiali:

1. L’era classica (fino alla fine degli anni ’90)

Gli sci: erano lunghi, stretti e dritti (spesso superiori ai 200 cm per gli uomini).

La tecnica: per curvare, l’atleta doveva alleggerire le code degli sci, farle derapare e poi spingere con le gambe (il famoso “passo spinta” introdotto da Thöni e sublimato da Tomba). Le curve erano spigolose e si perdeva molta velocità nei passaggi.

2. L’avvento dei “Carving” e delle sciancrature (Anni 2000)

Gli sci: diventano più corti e acquisiscono una forma a “clessidra” (più larghi in punta e coda, stretti al centro). È la nascita dello sci sciancrato.

La tecnica: nasce la conduzione pura. L’atleta non deve più far derapare lo sci: basta inclinarlo lateralmente e la sciancratura deforma lo sci sotto il peso del corpo, facendolo curvare su un binario perfetto. Le velocità in curva aumentano a dismisura e nascono le pieghe estreme (introdotte da campioni come Ted Ligety), dove i fianchi dello sciatore toccano quasi la neve.

3. La sicurezza e il raggio di curva (Dal 2012 a oggi)

A causa delle velocità folli e dei gravissimi infortuni alle ginocchia dovuti alla deformazione immediata dei nuovi sci, la FIS ha imposto nel 2012 una regola severa per il gigante maschile: gli sci dovevano avere un raggio di curva minimo di 35 metri (rendendoli di fatto più dritti e difficili da girare).

Questa decisione ha premiato atleti dotati di una forza fisica spaventosa (come Hirscher) capaci di deformare artificialmente uno sci così rigido. Solo nel 2017 la FIS ha parzialmente fatto un passo indietro, riducendo il raggio a 30 metri, che è lo standard attuale utilizzato anche da dominatori moderni come Marco Odermatt.

Ted Ligety, statunitense di Salt Lake City, classe 1984. In gigante vanta 5 coppe di specialità, 24 successi in Coppa del Mondo, 3 titoli mondiali (consecutivi), 1 olimpico! ©Pentaphoto
Ted Ligety, statunitense di Salt Lake City, classe 1984. In gigante vanta 5 coppe di specialità, 24 successi in Coppa del Mondo, 3 titoli mondiali (consecutivi), 1 olimpico! ©Pentaphoto
6 pensiero su “Quando nasce e come si sviluppa lo slalom gigante?”
  1. Gentilissimo Gianmario, mi permetto di correggere alcune «inesattezze» cronologiche riguardanti i regolamenti sull’ordine di partenza della seconda manche nelle discipline tecniche.Il «Bibbo» così come spiegato nell’articolo non fu impiegato negli anni ’60 ma più tardi. Per definire l’esatta cronologia mi rifaccio ai regolamenti FIS adottati dai vari Congressi (un poco anche alla memoria e al mio archivio). Partendo da lontano, da Atene nel 1963 (confermato dal Congresso di Beirut del 1967 e di Abbazia del 1971) l’ordine di partenza della seconda manche era determinato invertento l’ordine di partenza della prima manche (per tutti i gruppi). Nel 1975 (Congresso di San Francisco) l’inversione fu mantenuta solo per il primo gruppo, per i successivi valeva invece la classifica della prima manche, ovvero il miglior classificato del II o III-IV gruppo (e gli altri a seguire) partiva immediatamente dopo gli atleti del I gruppo. Con questa piccola «innovazione» si diede una chance ai più meritevoli partiti dietro il primo gruppo. Il «Bibbo» come descritto (inversione della classifica dei primi 5 tempi della prima manche e poi a seguire il 6°,7°, etc) fu introdotto in Coppa del Mondo nella stagione 1977-78 (confermato nel congresso FIS di Nizza 1979) ma durò poco perchè televisivamente poco attraente. Dopo il Bibbo venne l’inversione dei 15 e a seguire tutte le altre modifiche fino a quelle attuali.

      1. Grazie! per la risposta. Rileggendo le FIS Rules succedutesi nel tempo, riguardo al gigante e alle sue regole (lunghezza, dislivelli, n° di porte e loro disposizione) la FIS considerava il gigante una specialità prossima alla discesa piuttosto che allo slalom, tanto che negli anni ’60 era previsto, a differenza dello slalom speciale , che i discesisti potessero provare il tracciato di gara i giorni precedenti (come nella no-stop della libera). A metà anni ’60 ci fu un periodo in cui si disputavano giganti sia a 1 che due manche (in giorni successivi). Dalla prima Coppa del Mondo, Mondiali 1966 e Olimpiadi 1968 divenne regola farlo in due manches ma per qualche anno alcune gare FIS mantennero il format su gigante a 1 manche (nel palmares degli atleti vengono riportati anche questi risultati). I punti FIS venivano assegnati però solo ai giganti a 2 manche e per ovviare fu concesso ad alcune gare il calcolo dei punti FIS alla combinata (somma dei tempi) di due giganti corsi anche in sedi diverse e giorni non consecutivi. A mò di esempio ricordo le gare australiane di metà agosto a Thredbo (Thredbo Cup e Willis Cup) dove nell’estate del 1969 Gustavo Thoeni fece due piazzamenti nei rispettivi giganti e nella somma dei tempi risultò primo acquisendo così i punti FIS che gli consentirono il primo gruppo nella stagione 1969-70. Altro caso il concorso GIS (abbastanza titolato a quei tempi) dove i giganti si disputavano a Garmisch e Innsbruck (e lo speciale a Sterzing/Vipiteno, donde l’acronimo GIS).

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