Un dodu-film in uscita, che l’ha fatta «commuovere»; la stagione 2026-2027 di Coppa del Mondo alle porte, lei per ora non ci sarà a breve, chissà… Inutile negarlo: era già famosa, famosissima, prima, ma la vita di Federica Brignone è cambiata ancora di più dopo lo scorso febbraio e i due ori olimpici a Milano-Cortina 2026, che si portano dietro una serie di ripercussioni (positive, ma complesse) a livello personale/commerciale e d’immagine, senza eguali. Tante persone la fermano per strada chiedendole: “Scusi, Federica, ma come ha fatto?“. Il 21 ottobre, cioè fra 4 giorni, a Roma, il docufilm dal titolo Federica Brignone – L’ultima Olimpiade verrà presentato alla Festa del Cinema di Roma il 21 ottobre. Intanto sabato 17 ottobre, cioè oggi, si è presa la copertina di Sport Week, in edicola con la Gazzetta dello Sport. Riportiamo qualche estratto dall’intervista di Sergio Arcobelli: SULL’IMPRESA DI MILANO-CORTINA 2026 «So esattamente quello che ho fatto. Sono felice quando le persone mi fermano. Ho passato dieci mesi a combattere contro la mia testa, contro il dolore e contro i segnali del mio corpo per poter fare le gare. Ho provato a tornare in tutti i modi». SUL PRESENTE «Purtroppo non è ancora tutto a posto con il ginocchio per tornare subito a sciare. E mi chiedo ancora come abbia fatto a fare quelle discese in quel modo con i problemi che ho avuto e che ancora ho. Ho dovuto quasi farmi del male per appoggiarmi una gamba che non aveva nessuna voglia di sostenermi. Quindi sì, mi sono resa conto benissimo!». SULLE COMPETIZIONI «Per me la Coppa generale è l’apice del nostro sport. Quello che ho fatto la scorsa stagione è stato mentalmente difficile, ma continuo a pensare che il miglior sciatore del mondo sia quello che vince la Coppa, non quello che vince l’oro olimpico». SU COME VORREBBE ESSERE RICORDATA «Tra 20 anni? Come una bella persona, una campionessa con tanta energia». SULL’ISOLAMENTO «Dopo le gare sento il bisogno di tornare in Valle D’Aosta a La Salle, di vivere in montagna, oppure di andare in un posto in vacanza dove la vita sociale sia praticamente zero. L’anno scorso ero in stampelle e ho rinunciato. Quest’anno ho recuperato a El Salvador a marzo e poi alle Maldive». SULLO STILE BRIGNONE «Il mio è uno stile particolare, che ho sviluppato negli anni e che ho anche ricercato. Mi è sempre piaciuto avere una sciata che sembrasse facile, molto armoniosa, molto di taglio. Io non metto quasi mai lo sci di traverso». SUL “MOMENTO” OLIMPICO PIU’ FORTE «Quando dopo il superG per la prima volta ho sentito chiamarmi “Olympic Champion” e sopra di me passavano le Frecce Tricolori. Tutta la tribuna sventolava il tricolore e cantava l’inno di Mameli». Federica Brignone a Cortina ©Pentaphoto Navigazione articoli La South American Cup incorona i campioni del 2026 Hirscher, niente Sölden. Slitta il ritorno.
Pazzesco quello che ha fatto Fede , che atleta! Riguardo agli infortuni Vlhova , secondo te Gianmario puo ‘ essere competitiva per il podio o al massimo essere nelle 15 tra slalom e gigante ?Grazie Rispondi
Non lo so perché quando c’è di mezzo la cartilagine è durissima. Ma se torna a tempo pieno, al di là della comparsata olimpica, e torna anche in GS, vuol dire che può fare bene. Mi auguro torni al top, al momento lei dice che va meglio in gigante e lo posso capire. Non penso sia pronta per il podio subito, la seguiremo passo dopo passo. Ritengo difficile possa tornare quella che era, quasi impossibile. Al momento la vedo al massimo nelle 15. Poi strada facendo… Rispondi