Partiamo dalla notizia, anche se ormai è di ieri, ma giusto per essere chiari. L’Assemblea Elettiva della FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) tenutasi a Verona per l’appunto sabato 10 ottobre 2026 ha sancito una clamorosa fumata nera: il presidente uscente Flavio Roda si è fermato al 57,66% dei voti, non raggiungendo la maggioranza qualificata dei due terzi (66,67%) richiesta dal regolamento del CONI per i presidenti al quarto mandato consecutivo. Dato poi che nessuno degli sfidanti — Antonio Noris (35,97%) e Roberto Bortoluzzi (2,52%) — ha ottenuto il quorum, cioè nel loro caso il 50%+1, l’era Roda si chiude definitivamente, ma si aprono scenari complessi. NUOVE ELEZIONI Nuove elezioni obbligatorie entro 90 giorni senza Flavio Roda. Lo statuto e i regolamenti federali impongono l’organizzazione di una nuova Assemblea Elettiva entro novanta giorni (quindi entro gennaio 2027). E questo comporta una conseguenza fondamentale: Flavio Roda è incandidabile. Il presidente uscente, non avendo superato lo sbarramento imposto dalla legge per i mandati storici, esce definitivamente di scena e non potrà ripresentare la sua candidatura in questa sessione elettorale suppletiva. Riaccreditamento dei candidati: Antonio Noris e Roberto Bortoluzzi, così come i consiglieri candidati, possono decidere di riprovarci ed estendere o modificare le proprie coalizioni. APERTURA A NUOVI LEADER Il ritiro forzato di Roda sblocca lo scacchiere politico degli sport invernali italiani. I 48.015 voti (il 57,66% dell’assemblea) che avevano sostenuto il presidente uscente rimangono orfani. Si profila quindi la ricerca di un candidato di continuità che possa raccogliere l’eredità politica della vecchia governance, per sfidare l’opposizione guidata da Antonio Noris. Nuove figure apicali dei comitati regionali o ex atleti di spicco potrebbero decidere di scendere in campo sfruttando la finestra di riapertura dei termini per le candidature. E magari l’appoggio indiretto dello stesso Roda. Flavio Roda, presidente FISI, cerca il 4° mandato consecutivo. Qui con Federica Brignone, l’eroina di Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto GESTIONE COMMISSARIALE O REGGENZA Il fallimento dell’elezione a Verona avviene proprio alle porte della stagione agonistica invernale 2026/2027. Nelle prossime settimane, il CONI dovrà stabilire le modalità di gestione ordinaria della federazione in attesa del voto. Se i tempi tecnici per convocare l’assemblea dovessero allungarsi o emergessero forti instabilità istituzionali, non si esclude l’ipotesi di un commissariamento straordinario guidato da un traghettatore designato dal CONI per garantire lo svolgimento regolare delle tappe di Coppa del Mondo in Italia e la gestione dei budget delle nazionali. Prima delle elezioni i “rumors” davano lo stesso Roda nel ruolo di “traghettatore” in caso di mancato quorum, ma le dichiarazioni rilasciate ieri a diversi media portano invece in una direzione opposta, cioè quella delle dimissioni dello stesso Roda, magari già lunedì 12 ottobre. NODI STATEGICI Il voto di Verona ha certificato una profonda divisione nella base dei club italiani. Chiunque prenderà le redini della federazione nei primi mesi del 2027 dovrà affrontare questioni urgenti sollevate durante la campagna elettorale, tra cui: • La forte richiesta di attenzione da parte delle discipline del biathlon e dello sci di fondo, settori in cui l’opposizione di Noris ha lamentato una forte emorragia e una perdita di centralità rispetto allo sci alpino. • La gestione della sicurezza e dei calendari agonistici legati alla crisi climatica, tema diventato tragicamente centrale anche a causa dei recenti lutti che hanno colpito il mondo dello sci giovanile, ricordati proprio in apertura dell’assemblea veronese. Gruppo azzurro al Media Day di venerdì 9 ottobre ©Pentaphoto Navigazione articoli Azzurre, blitz allo Stelvio. Pirovano farà tutti i giganti Vlhová: «Sono un’altra persona». E sarà a Sölden!
Era ora..avrà fatto anche buone cose ma diversi errori sono imperdonabili,piuttosto non mi spiego come riesca ancora ad ottenere tutto questo consenso. Ora spero cambino un pò di cose,in primis MENO ACCENTRAMENTO a livello federale;poi più libertà agli atleti,entrare a far parte della squadra non deve essere una prigione,se uno vuol seguire un modello meno standard e separato dal sistema squadra nazionale magari facendo esperienza in NCAA o anche con Team personale non ostacolarlo ma piuttosto aiutarlo,negli altri sport vedi tennis,atletica,nuoto,tuffi lo hanno capito non mi spiego perchè gli sport invernali debbano sempre rimanere in ritardo. Altra cosa importante la gestione e la chiarezza delle convocazioni per la coppa del mondo,mettere criteri chiari da subito in modo da non creare polemiche e infine prendere sempre più in considerazione(un pochino è stato fatto va detto) la partecipazione a gare Nor am cup,Asian cup che per abbassare i punti fis ora con il nuovo regolamento sono fondamentali,insomma cercare di rendere il tutto più professionale possibile. Rispondi
Discorso complesso. Se si dimette farò un articolo con un mio pensiero. Aspetti positivi: risanamento conti, tantissime vittorie (non sarà stato merito suo, ma ci sono state, non può essere dimenticato), alcune scelte azzeccate sull’alpino. Negativi: accentramento totale, poca comunicazione, pochissimo spazio agli altri sport che non siano sci alpino, troppi cambi dei allenatori tra slalom maschile e femminile. E poi purtroppo ci sono le tragedie. E quelle non si possono dimenticare. Non sarà stata colpa diretta sua, magari, ma la gestione di quei casi non può trovarmi d’accordo nella maniera più assoluta. Rispondi