E poi, improvvisamente, le dimissioni. Immediate. Da Chief Race Director della Coppa del Mondo maschile di sci alpino, lasciando il ruolo principale di regista del circuito dopo 12 anni e a sole due settimane dall’opening stagionale di Sölden. Originario di Bressanone, classe 1963, Markus Waldner ha motivato la sua scelta improvvisa spiegando di non avere più l’energia e la mentalità necessarie per gestire l’incredibile livello di pressione accumulato negli anni con la crescita della FIS e del circuito. CARRIERA Markus, discreto sciatore a livello giovanile, ha conseguito un master in Scienze dello Sport all’Università di Innsbruck, lavorando successivamente per otto anni come allenatore di sci alpino, in Italia. Poi l’ascesa in FIS, a partire dal 1997, assumendo il ruolo di coordinatore del circuito di Coppa Europa e delle manifestazioni continentali, incarico mantenuto per ben 17 anni, gestendo la crescita della stessa manifestazione e dei giovani talenti. Da tempo indicato per diventare poi il n1 della Coppa del Mondo, come “delfino” del leggendario (e contestato, spesso) Günther Hujara, nel giugno 2014 ha finalmente ereditato il suo testimone, diventando a tutti gli effetti Chief Race Director della Coppa del Mondo di sci alpino. Per 12 anni è stato il massimo responsabile del circuito: a lui spettavano le decisioni cruciali sulla sicurezza delle piste, le tracciature, i rinvii o le cancellazioni delle gare a causa del meteo. Ha gestito il tutto con decisioni spesso forti o tempestive (nebbia sulla Streif di Kitzbühel o vento forte a Wengen, a esempio), la transizione logistica del circuito commerciale in un’era di profondi cambiamenti politici e strutturali all’interno della stessa Federazione Internazionale Sci&Snowboard (FIS). Waldner si è sempre distinto per un comportamento inflessibile, rigoroso e di totale autorevolezza, diventando un punto di riferimento insostituibile per atleti, allenatori e comitati organizzatori. Ma ha sempre predicato, e gestito, il dialogo con gli atleti stessi. Anche nel momento dell’addio ha mostrato una rara onestà intellettuale ammettendo pubblicamente le proprie fragilità di fronte ai ritmi estenuanti dello sport moderno, dichiarando con lucidità: «Non ho la mentalità necessaria per affrontare un’altra stagione completa come avrei voluto». Per evitare il caos immediato, si è comportato da uomo delle istituzioni garantendo un affiancamento graduale e supportando il suo successore (quando verrà nominato) durante la stagione 2026/27. Markus Waldner, ex responsabile capo della Coppa del Mondo maschile (foto Pentaphoto) EREDITA’ L’addio di Waldner rappresenta un vero terremoto per la FIS. Lascia un’eredità complessa e un vuoto di potere difficile da colmare nell’immediato. E un vuoto di leadership sul campo: Janne Leskinen (Direttore FIS per lo sci alpino) ha definito il valore della presenza di Waldner sul campo come “incommensurabile“. Nell’immediato, la FIS ha dovuto affidare la supervisione delle gare maschili a un altro italiano, Peter Gerdol (già Chief Race Director del circuito femminile), che guiderà provvisoriamente entrambi i settori. Certo, il momento è particolare, dato anche il nuovo corso della FIS, con un presidente fresco di primo mandato come Alexander Ospelt. L’uscita di scena di un uomo tutto d’un pezzo come Markus Waldner accende i riflettori su tanti aspetti, in primis sulla sostenibilità dei calendari moderni dello sci, schiacciati tra esigenze commerciali, cambiamenti climatici e pressioni mediatiche forti. CARATTERE Soprannominato ironicamente “l’uomo che parla con le tempeste“, ha fatto della calma metodica la sua arma principale. Di fronte a meteo avverso, rinvii o cancellazioni, la sua priorità è sempre stata quella di agire con sangue freddo e pianificazione strategica per preservare la sicurezza e la regolarità delle gare. È stato un fermo sostenitore della filosofia “less is more” (meno gare, ma meglio distribuite logisticamente) e ha spinto per l’introduzione di standard di sicurezza più elevati per proteggere gli atleti. E infatti lo scorso inverno la situazione in questo ambito è stata un po’ più tranquilla:qualche mese fa lo stesso Waldner, stilando un bilancio quando ancora era in carica, aveva confermato un trend positivo al maschile: rispetto alle ultime due stagioni, il numero di infortuni gravi è diminuito. Sebbene sia sempre necessario essere cauti nel trarre conclusioni, Waldner vedeva una ragione nella “nuova” preparazione delle piste, che nel 2025/2026 era stata modificata, evitando barrature eccessive e troppo pericolose. APPREZZAMENTI E PROBLEMATICHE Il lavoro di Markus Waldner è stato profondamente apprezzato dai vertici istituzionali della FIS e dalla maggior parte degli addetti ai lavori, che lo hanno definito un pilastro per l’intera organizzazione. Pro e contro, ovviamente. Gestire gare al limite del fattibile lo ha esposto anche a feroci critiche pubbliche. Il momento più “buio”, forse, risale ai Mondiali di Cortina 2021, quando a causa delle forti polemiche sulla tracciatura e sulla disparità dei tempi nella gara di slalom gigante parallelo subì addirittura gravi minacce di morte via e-mail, prontamente condannate da tutto il mondo sportivo che si strinse attorno a lui in segno di solidarietà. Buona vita, Markus. Peter Gerdol e Markus Waldner, ai tempi in cui erano responsabili della Coppa del Mondo femminile e maschile. Pentaphoto/Alessandro Trovati Navigazione articoli Hector, nuovo skiman italiano! «Ma ho pianto per Berbig» Sarrazin quasi pronto, possibile rientro già a Copper?
Un lavoro molto difficile e complesso e molto esposto alle critiche, certamente rispetto a Günther Hujara ha migliorato di molto il rapporto con gli atleti. Rispondi
E’ un lavoro complicatissimo. Sarai sempre criticato. Per me lui in certi aspetti è stato bravo. Poi, tutti possiamo migliorare. Rispondi