Dopo il grande successo olimpico di Bormio, con i tre ori tra discesa libera, superG e combinata a squadre, in coppia con Tanguy Nef, Franjo Von Allmen si sta preparando alla stagione 2026/2027. Il suo obiettivo, chiaramente, sarà quello di cercare di mettere in discussione la leadership del connazionale e amico Marco Odermatt nelle coppe di specialità delle discipline veloci e, perché no, anche nella classifica generale. Da qui l’ipotesi già riportata qualche giorno fa di dedicarsi, forse, anche al gigante. L’altro grande obiettivo stagionale per il classe 2001 sarà tentare di ripetere i risultati ottenuti sulla Stelvio nell’edizione dei Mondiali 2027 a Crans Montana, in casa, dove ha già vinto le due passate edizioni di discesa libera, in Coppa del Mondo. L’INTERVISTA A proposito di Mondiali, durante la conferenza stampa di Swiss-Ski, è stato chiesto agli sciatori svizzeri il loro parere a proposito della riforma degli stessi campionati, basata sulla cadenza annuale degli stessi a partire dal 2032, o addirittura già dal 2028, tralasciando ovviamente gli anni olimpici. Interrogati sulla questione, diversi atleti, tra i quali Loic Meillard e Corinne Suter si sono schierati a sfavore della modifica, ma ancora più duro è stato l’attacco di Franjo von Allmen. Von Allmen, 25 anni: 2 ori ai Mondiali di Saalbach 2025, tra discesa e combinata a squadre ©Pentaphoto «Personalmente, penso che sia una cavolata» ha dichiarato il campione svizzero, ritenendo l’eventuale riforma uno sminuimento del valore dell’evento e delle medaglie, nel caso la rassegna iridata venisse tenuta ogni anno. Parole piuttosto dure quelle di un ragazzo che, con le vittorie olimpiche dello scorso febbraio e con quelle mondiali di discesa libera e combinata a squadre a Saalbach-Hinterglemm 2025, ha saputo rafforzare il suo status da potenziale fenomeno a campione affermato. Un’altra prospettiva interessante è stata proposta da Marco Odermatt, che ha proposto, negli anni privi di Mondiali di sperimentare nuovi format per la Coppa del Mondo, o destinazioni quali Giappone, Cina e gli impianti coperti di Dubai. IL CONTRASTO Si delinea, dunque, una posizione opposta tra la FIS, che ha motivato la riforma con la considerazione delle edizioni aggiuntive come risorse sportive e commerciali preziose e con l’aumento del valore dei diritti televisivi tra la stessa Federazione e Infront, e gli atleti, che ritengono che l’importanza della medaglia iridata derivi dalla bassa probabilità di vincerne una, attraverso la cadenza biennale. Al di là del dibattito, dunque, si prospetta un inverno importante per Franjo von Allmen, con in vista la possibilità di confermarsi, come già detto, come uno dei maggiori favoriti per le coppe di specialità di discesa libera e superG e fare di nuovo all-in di medaglie nelle discipline veloci nei Mondiali casalinghi. Milano-Cortina 2026, il podio della discesa maschile. Da sinistra: Giovanni Franzoni (ITA), argento; Franjo Von Allmen (SUI), oro; Dominik Paris (ITA), bronzo. Photo: Gabriele Facciotti | ©Pentaphoto Navigazione articoli Mondiali Crans-Montana 2027, aperta l’ultima fase di vendita Sölden, ultima volta senza Brignone o Goggia? Era il 2008…
Vero. Ma anche gli atleti devono ragionare prima di parlare. Troppo facile dire “no”. Cerchiamo di capire perché lo si vuole fare… Rispondi
Mi permetto di rispondere che se non ascolti gli atleti su questo punto credo che togli completamente il valore dello sport per dare una connotazione solo commerciale della disciplina. Trovo anzi molto positivo e fondamentale che per alcuni atleti la medaglia ha un valore e certe rassegne non debbano diventare routine, l’impresa per l’atleta sta anche in quello scadenziare e programmare la propria carriera in relazione ad eventi che non si verificano sempre. Poi che ci sia un business da foraggiare e arricchire quanto più possibile è comprensibile e starà ai nuovi eletti trovare modalità per far girare quanto più denaro in questo sport, ma visto che talvolta già sulla sicurezza non si dà ascolto a chi scende in pista, ascoltiamoli e diamo voce a chi ancora dai tempi in cui era ragazzino sogna la medaglia mondiale, la medaglia olimpica, perché vuol dire, a mio avviso che forse scia ancora con un anima oltre che per vivere bene. Pardon…questo è il mio pensiero e vorrei che fosse ogni singolo atleta a dire la sua, su cambiamenti di questo tipo. Rispondi
Ci può stare, però attenzione: tu atleta chiedi più soldi dai premi? (E’ accaduto, e a ragione). Allora puoi aspettarti che la Federazioni pensi a come trovare più entrate. E se questo (fare 3 Mondiali in un quadriennio) è un modo, tu atleta, lo devi accettare. Poi, fosse per me li farei solo ogni 4 anni, ma ormai il tempo e lo sport sono cambiati da quando iniziai a seguire tutto più di 40 anni fa. Si va in una direzione ben chiara. Giusto ascoltare gli atleti, ma gli atleti per me devono anche pensare prima di parlare un po’ troppo “di pancia”. Casualmente Shiffrin non si è ancora espressa su questo argomento. E lei è una che la testa la fa “pensare” parecchio. Rispondi