©Crasnmontana2027.chIspezione FIS ©Crasnmontana2027.ch

A quattro mesi dall’inizio dei Campionati del mondo 2027, l’organizzazione entra nella fase finale. Mentre le temperature si abbassano, tutto sta prendendo forma, passo dopo passo. Le imponenti tribune nell’area di arrivo delle Barzettes sono spuntate come funghi negli ultimi giorni. Ora è il momento degli ultimi ritocchi.

Si tratta di un vero e proprio lavoro minuzioso, avviato come di consueto dall’ispezione finale della Federazione Internazionale di Sci (FIS). L’ispezione, della durata di tre giorni, si è svolta durante la penultima settimana di settembre, alla presenza di tutti i partner: «È un momento cruciale per assicurarci di aver pensato a tutto», riassume Didier Défago, direttore generale del comitato organizzativo.

Crans Montana, 26 febbraio 2023. Il podio della discesa libera, da sinistra: Federica Brignone, Sofia Goggia, Laura Gauché ©Pentaphoto
Crans Montana, 26 febbraio 2023. Il podio della discesa libera, da sinistra: Federica Brignone, Sofia Goggia, Laura Gauché ©Pentaphoto

ISPEZIONE

Durante l’estate, un team della FIS si reca nelle diverse località che ospitano la Coppa del Mondo di sci alpino per effettuare questa tradizionale visita. Ma nel caso dei Mondiali, la sua importanza è decuplicata: «È vero, è particolarmente importante per sistemare tutti i dettagli», spiega Markus Waldner, direttore della Coppa del Mondo maschile.

Concretamente, si tratta in particolare di verificare la posizione delle telecamere delle emittenti o di definire definitivamente dove verranno rilevati i tempi intermedi. Il gruppo percorre così le piste. Tra i soggetti coinvolti figurano ovviamente diversi rappresentanti della FIS, ma anche del Comitato organizzativo, della RTS, di Swiss Timing e dei Comuni dell’Haut-Plateau.

Anche la sicurezza rappresenta una delle principali sfide di questa ispezione. Vengono esaminati il posizionamento delle reti e delle barriere di protezione, la collocazione delle bandiere gialle che segnalano l’interruzione della gara e le procedure che gli atleti devono seguire. Questi scambi consentono alla FIS di redigere il proprio Safety Report e di definire con precisione le misure che saranno applicate durante gli allenamenti e le competizioni. Vengono inoltre esaminate le norme relative alla presenza e agli spostamenti di allenatori e atleti sulle piste, al fine di garantire la sicurezza preservando al meglio la neve.

A pochi mesi dalle prime gare, anche la preparazione delle piste occupa un posto centrale nelle discussioni. I vari soggetti coinvolti individuano i settori in cui occorre potenziare l’innevamento, le modalità di lavorazione e battitura della neve, nonché gli eventuali interventi sul terreno necessari per migliorare determinati tratti. È in questa fase che vengono discusse anche le linee guida dei futuri tracciati.

Lo squadrone svizzero a Crans-Montana 1987. Da sinistra: Figini, Alpiger, Walliser, Zurbriggen, Hess, Müller, Schneider ©CransMontana2027
Lo squadrone svizzero a Crans-Montana 1987. Da sinistra: Figini, Alpiger, Walliser, Zurbriggen, Hess, Müller, Schneider ©CransMontana2027

DISCIPLINE

Quest’anno è stata prestata particolare attenzione alle discipline tecniche, raramente organizzate a Crans-Montana negli ultimi anni. Con un’unica area di arrivo per tutte le gare, la gestione della neve nella parte finale rappresenta una sfida particolare. I tracciati e la preparazione devono consentire di preservare alcune zone della pista per le gare tecniche della seconda settimana. Anche se una parte del tracciato dovrà, ad esempio, essere trattata con il sale durante le prime gare, dovrà essere possibile mantenere una superficie di qualità sufficiente per il prosieguo del programma.

«Negli ultimi due anni abbiamo ospitato gare di Coppa del Mondo di velocità. Abbiamo così acquisito molta esperienza per sapere come vogliamo presentare le gare a febbraio», dice Markus Waldner, direttore della Coppa del Mondo maschile, FIS

L’esperienza di Crans-Montana costituisce una risorsa preziosa. Per quanto riguarda le donne, la pista del Mont Lachaux ha dimostrato da diversi anni di essere all’altezza per ospitare le migliori sciatrici del pianeta e fa parte dei veri e propri classici della Coppa del Mondo. Per quanto riguarda la pista Nationale, la situazione non è sostanzialmente diversa. Sul campo sono state apportate solo alcune modifiche; «Negli ultimi due anni abbiamo ospitato gare di Coppa del Mondo di velocità», ricorda Markus Waldner. «Abbiamo così acquisito molta esperienza per capire come vogliamo organizzare le gare a febbraio». Il tracciato di gara non dovrebbe subire grandi cambiamenti, ma sarà comunque leggermente migliorato: «Teniamo conto delle osservazioni delle atlete», prosegue il responsabile del circuito maschile: «Possiamo spingerci ancora un po’ oltre il limite nei salti per rendere lo spettacolo ancora più attraente e le immagini ancora più spettacolari». Appuntamento a febbraio per vedere il risultato.

Questa visita della FIS a Crans-Montana è stata anche l’occasione per assicurarsi che nessun aspetto organizzativo fosse stato tralasciato. Sono state visitate la maggior parte delle sedi, dal centro stampa alla piazza delle medaglie, tra le altre: «Ci sarà molto da coordinare tra i diversi servizi», sottolinea Didier Défago.

A Crans-Montana, il 24 febbraio 2024, Marta Bassino ha vinto la sua prima e finora unica discesa in Coppa del Mondo ©Pentaphoto
A Crans-Montana, il 24 febbraio 2024, Marta Bassino ha vinto la sua prima e finora unica discesa in Coppa del Mondo ©Pentaphoto

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