HubertImmler ©InstagramHubert Immler ©Instagram

Tutto il mondo dello sci (austriaco in primis) piange la scomparsa di Hubert Immler. Austriaco, nativo del Vorarlberg, è deceduto martedì dopo una breve e grave malattia. Negli ultimi tre decenni, il 64enne ha contribuito ai successi di numerosi atleti che hanno utilizzato gli scarponi da sci da lui sviluppati. Immler era però un uomo davvero speciale per molti, non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Ultimamente aveva lavorato con Marcel Hirscher.

«Quando indossavo gli scarponi Lange, Hubert era sempre lì per me», ricorda la campionessa olimpica Anita Wachter. «A qualsiasi ora del giorno e della notte. Era un inventore che mi ha aiutata moltissimo con le sue conoscenze. Era il “papà” degli scarponi da sci!».

Anita Wachter, austriaca, classe 1967, un oro olimpico in combinata (1988) una Coppa del Mondo generale (1992-1993) ©Pentaphoto
Anita Wachter, austriaca, classe 1967, un oro olimpico in combinata (1988) una Coppa del Mondo generale (1992-1993) ©Pentaphoto

STAR E GIOVANI PROMESSE

Ma Immler non è stato sempre di grande aiuto solo alle star del mondo dello sci. «Hubert aveva sempre un orecchio attento anche per i giovani atleti», ricorda Reinfried Herbst, esperto di sci del quotidiano «Krone», che deve molto anche all’uomo di Alberschwand. «Mi ha seguito fin da quando usavo gli scarponi Lange e poi mi ha portato alla Technica. Con lo scarpone da sci da lui sviluppato lì, ho vinto subito e fatto il mio grande salto di qualità», racconta il 47enne salisburghese, che nel 2006 ha conquistato l’argento nello slalom olimpico con lo scarpone «Diablo» di Immler.

CALORE UMANO

Ma non era solo l’enorme competenza a contraddistinguere il vorarlberghese. «Hubert era semplicemente una persona fantastica», afferma con entusiasmo Herbst. Un’opinione condivisa anche da Kilian Albrecht, uno dei primi «allievi» di Immler. «Era una persona fantastica e uno dei migliori in assoluto nel suo campo. Anche dopo la fine della mia carriera, mi è sempre piaciuto chiacchierare a lungo con lui, non solo di sci agonistico».

Didier Cuche, svizzero, classe 1974, 21 vittorie e 67 podi in Coppa del Mondo, 2° nella classifica generale 2011 ©Pentaphoto
Didier Cuche, svizzero, classe 1974, 21 vittorie e 67 podi in Coppa del Mondo, 2° nella classifica generale 2011 ©Pentaphoto

ATOMIC E HEAD

Falegname di formazione, che ha iniziato come collaudatore di sci presso Kästle, ha lavorato con quasi tutti i grandi nomi degli ultimi trent’anni. Dopo aver seguito gli sciatori austriaci di fondo a metà degli anni ’90, nel 1996 è passato ad Atomic, dove ha sviluppato lo scarpone con cui il norvegese Lasse Kjus ha conquistato a Vail nel 1999 cinque medaglie ai Campionati del Mondo (2 d’oro, 3 d’argento, in 5 gare diverse) e Bode Miller ha poi vinto per la prima volta la Coppa del Mondo generale.

A quel punto Immler era già alla Nordica/Technica, dove ha guidato lo sviluppo dal 2002 al 2006. Da lì è passato alla HEAD a Kennelbach, dove in pochi mesi ha creato lo scarpone «Raptor» per Miller e Didier Cuche.

HIRSCHER

Da ultimo ha lavorato per l’azienda Van Deer di Marcel Hirscher. «Se esistesse una Hall of Fame per gli sviluppatori di scarponi da sci, Hubert verrebbe ammesso al primo scrutinio», ha scritto in modo così azzeccato il giornalista di Ski Racing Media Peter Lange. Una cosa è certa: Immler ci mancherà. Come «papa degli scarponi da sci», ma ancora di più come persona, marito e padre.

Marcel Hirscher, 37 anni, 67 vittorie e 138 podi in Coppa del Mondo, per l'Austria ©Pentaphoto
Marcel Hirscher, 37 anni, 67 vittorie e 138 podi in Coppa del Mondo, per l’Austria ©Pentaphoto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *