Johan Eliasch, presidente FIS ©PentaphotoJohan Eliasch, presidente FIS ©Pentaphoto

Wind of change? Venti di cambiamento? Difficile. Forse quasi impossibile. Intanto, a breve, si vota. E sì, il 10 e 11 giugno si terrà presso il Sava Center di Belgrado, in Serbia, il 56° Congresso della FIS. E proprio in quell’occasione si voterà anche per il Presidente.

Johan Eliasch, giova ricordarlo, è stato eletto Presidente della FIS (Federazione Internazionale Sci e Snowboard) il 4 giugno 2021, durante l’allora 52° Congresso, ottenendo il 54% dei voti al primo turno. Svedese-britannico, ex CEO di Head, il marchio più in voga nell’agonismo di oggi, ha battuto i candidati Urs Lehmann (che oggi lavora in FIS!), Sarah Lewis e Mats Arjes.

Segnando soprattutto una svolta dopo 70 anni di presidenza svizzera, visto che Marc Hodler ha “regnato” dal 1951 al 1998 (e sotto la sua presidenza nacque, con il suo benestare, la Coppa del Mondo nel 1966), e Gian-Franco Kasper dal 1998 al 2021. Entrambi svizzeri, ovviamente.

SVOLTA. OPPURE NO

Eliasch ha sempre puntato su un programma di trasformazione e rinnovamento della FIS, che per ora è stato sviluppato in parte. Sicuramente Johann crede in una visione più commerciale e moderna della Federazione, su questo non ci sono dubbi. Nel frattempo (2024) è stato eletto anche membro del Comitato Olimpico Internazionale (CIO).

E ora? Tante cose restano ancora da capire. Al termine della scadenza fissata per il 13 aprile 2026, sono state presentate complessivamente 28 candidature tra la presidenza e i 18 posti disponibili nel Consiglio FIS.

OGGI

La lista completa dei profili presentati sarà resa pubblica sul sito ufficiale FIS proprio in giornata, cioè il 22 aprile 2026, dopo la revisione del comitato incaricato. L’elenco definitivo degli eleggibili sarà invece distribuito il 20 maggio 2026.

Johan Eliasch, presidente FIS
Johan Eliasch, presidente FIS, in Val di Fiemme

Johan Eliasch è eleggibile per la rielezione. Recentemente è stato anche nominato nella Commissione di Coordinamento per i Giochi Olimpici Invernali delle Alpi Francesi 2030.

DIETRO LE QUINTE

Intanto il portale norvegese NRK ha svelato un po’ di dettagli legati all’argomento. Il presupposto di base per l’elezione o la rielezione a presidente della FIS o nel Consiglio della FIS è che la propria federazione nazionale sostenga la candidatura.

Ma questo non è il caso di Eliasch, si legge, che ha la doppia cittadinanza svedese e britannica. Perché? Già a metà marzo la federazione britannica ha comunicato che avrebbe nominato Victoria Gosling. Nel frattempo, anche la porta di servizio svedese per Eliasch è rimasta chiusa. La federazione scandinava nomina invece Karin Mattsson per il Consiglio della FIS.

FUTURO

Eliasch dunque dovrà lasciare il suo incarico a causa delle mancate nomine, si chiede NRK? Non è ancora chiaro. A quanto pare, infatti, ha trovato un escamotage per potersi candidare alle elezioni. Come riporta «NRK», sarà nominato… dall’Armenia. Tuttavia, per farlo, Eliasch dovrebbe possedere il passaporto armeno. Così recitano gli statuti della FIS. «NRK» ha chiesto chiarimenti in merito alla Federazione sciistica armena, ma finora non ha ricevuto alcuna risposta.

Johan Eliasch, presidente FIS ©Pentaphoto
Johan Eliasch, presidente FIS

Nel frattempo, il quotidiano svedese «Expressen» ha chiesto direttamente a Eliasch. Ha risposto immediatamente alla chiamata, ma non ha fornito alcuna informazione sul possesso del passaporto armeno. «Non ho tempo per parlare con Expressen», è stata la sua risposta, prima di chiudere la chiamata invitando a rivolgersi alla FIS.

In ogni caso, il mistero sarà svelato molto presto, come detto. Oggi la FIS pubblicherà l’elenco di tutti i candidati sul proprio sito web. E se il nome di Eliasch dovesse figurarvi, ciò significa che è candidato, come tutti si aspettano. Per rimanere in carica, però, dovrà ottenere a gugno, a Belgrado, un numero sufficiente di voti per la rielezione.

4 pensiero su “FIS, a giugno le elezioni. Avanti con Eliasch o… Oggi i candidati!”
  1. Di politica sportiva conosco veramente zero, l’unica cosa che mi augur è che d’ora in avanti
    1) i calendari vengano stilati nella maniera più equa possibile, soprattutto al femminile
    2) si faccia qualcosa per promuovere lo sport anche nei 7 mesi di off-season

    Per quanto al punto 1) direi che la presidenza Eliasch non mi ha particolarmente convinto, anzi…e il calendario dell’anno prossimo è anche peggio di quanto visto nelle ultime 4 stagioni (a mio parere)

    1. Il calendario del prossimo anno deve ancora essere ratificato, può essere completamente stravolto. Inutile guardarlo ora. Sul resto, fra poco ci occuperemo dell’argomento. Al di là dei calendari, il punto 2 da te toccato è fondamentale. Questo sport deve guardare al tennis, anche per il professionismo, al ciclismo, e alla F1 per la lunghezza ormai dell’esposizione mediatica. E attrarre tanti sponsor. Non si può più vivere di soli 4 mesi, parere personale. Deve cambiare radicalmente. Fra qualche giorno esporrò le mie idee sull’argomento, qui. Ovviamente poi aspetto le vostre.

      1. Chiaramente una rivoluzione di questo tipo andrebbe a ridefinire in maniera radicale il concetto di condizione atletica…per me un piccolo passo può essere quello di potenziare la South American Cup tra agosto e settembre nel momento in cui arrivano le varie squadre nazionali (questo anche per testare potenziali inizi di Coppa del Mondo nell’altro emisfero)

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