Il podio finale della classifica di discesa libera 2025-2016. Da sinistra: Emma Aicher (GER) 2ª; Laura Pirovano (ITA) 1ª; Breezy Jonson (USA) 3ª ©GEPAIl podio finale della classifica di discesa libera 2025-2016. Da sinistra: Emma Aicher (GER) 2ª; Laura Pirovano (ITA) 1ª; Breezy Jonson (USA) 3ª ©GEPA

Da Spiazzo in Val Rendena, Trentino, con dolcezza (altro che furore), ma soprattutto serenità, voglia di migliorare ancora, umiltà, e un sorriso grande così. La Coppa di discesa sul pianoforte… e chi la tocca più. E’ il ritratto della felicità Laura Pirovano, che ritrova l’amato gigante già dal Rettenbach (fu 19ª a Sölden nel 2017!), vuole molto di più in superG e (ma questo lo diciamo noi, lei neanche ci pensa) spererebbe forse di “flirtare” con quota mille punti in classifica generale, più che possibile se partirà come ha finito nello scorso marzo (nella Overall 2025-2026 ha chiuso 7ª con 830 punti, non manca poi così tanto…).

C’è tutto per ripetere una grandissima stagione, fare meglio e partire anche più forte. Intanto, l’abbiamo intervistata. Eccola.

Laura, come si sente? E il gigante?
«Sto alla grande, la preparazione è andata bene. Il programma era quello di recarmi a Ushuaia e concentrarmi un po’ di più sul gigante perché avrò tempo di fare discesa poi a novembre, nello speed center di Copper Mountain. Ci siano allenate bene, nonostante la poca neve, almeno all’inizio. Ma non posso lamentarmi. Cronometro? In gigante andava a giorni alterni. Giornate positive alternate a giornate in cui ho dovuto fare i conti un po’ con il tempismo della specialità che ancora mi manca. Magari la sciata era discreta, però mi perdevo un po’ in giro, ecco. Diciamo che la cattiveria da gigantista devo ancora un po’ ritrovarla! Vediamo come va Sölden, ma comunque l’idea poi è di correre tutti i giganti».

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Che tipo di lavoro avete fatto invece in velocità in Argentina?
«A Ushuaia abbiamo fatto solo due giorni di discesa, sul facile. In superG invece è stato svolto un bel lavoro. Come dice Rulfi, in questa disciplina devo svoltare in gara: devo ancora trovare il giusto equilibro tra l’osare, perché la volta che ho osato troppo, vedi Crans Montana, non è andata e sì avevo quasi vinto, ma quasi non è vincere; equilibrio dicevo tra osare troppo ed evitare di stare troppo attenta per non sbagliare o buttare via le gare; mi perdo quei decimi qua e là che poi mi costano sempre dei grandi risultati. In allenamenti in superG sono più spregiudicata e tendenzialmente riesco a mettere insieme i pezzi meglio. In gara la pressione aumenta, sul piatto, diciamo, c’è molto di più, ed è più difficile farlo».

Nuova pressione addosso?
«Per il momento no, non la sento, poi spero di non sentirla mai. Non mi piace mai buttare l’occhio sui punti o su quello che potrò ottenere, mi piace rimanere molto focalizzata su quello che devo fare di volta in volta, che è stata un po’ anche la fortuna del fine stagione dell’anno scorso, perché ripensandoci ora mi chiedo ancora come sia stato possibile non andare fuori di testa completamente! E invece il fatto di potersi concentrare solo su quelle cose che bisogna mettere in campo, cioè in pista, quindi sulla propria sciata, sul momento presente ecc., ti fa perdere un po’ il focus sulle pressioni esterne che alla fine non ti danno niente di positivo».

Laura Pirovano, trentina, classe 1997, campionessa del mondo juniores in slalom gigante ©Pentaphoto
Laura Pirovano, trentina, classe 1997, campionessa del mondo juniores in slalom gigante nel 2017 ©Pentaphoto

Sente quanto meno più fiducia rispetto a prima?
«Un pochino di più sì, ma soprattutto perché sono riuscita a gestire la situazione nel finale, a marzo. Ripensandoci adesso, realizzo solo di essere stata brava nel gestire la pressione che c’era in quei giorni. Non era scontato e non è stato banale. Ricordo solo il momento in cui ero al cancelletto all’ultima gara a Kvitfijell e mi sono detta: “Oh, per fortuna è arrivato il momento, non devo più aspettare, non ho più questo peso sullo stomaco: devo solo partire e… fare! Provare a fare quello che so fare meglio”. Ecco, questi sono stati miei pensieri un istante prima dell’ultima gara».

Dov’è la Coppa vinta in Norvegia?
«La Coppa di discesa è lì, a casa, esattamente dove l’avo messa appena rientrata dalle gare, sul pianoforte. Le ho messo solo a fianco la primissima coppa che ho vinto da bambina».

Prossima stagione?
«Io spero di riuscire a cavalcare un po’ l’onda di quello che è stato il finale dell’ultima e portarla in quella nuova. Ce la metterò tutta, vedremo. Vedo un calendario un po’ particolare, la stagione per noi è molto stressante, ci mette a durissima prova, però è anche vero che quando inizio a gareggiare mi piace talmente tanto che vorrei farne di più, quasi tutti i giorni. Quindi ho… iniziato di nuovo a far gigante per quello (ride, NdR)».

Un pensiero sul ritiro di Lara Gut-Behrami?
«Mi è venuto da piangere quando ho letto che avrebbe smesso. Io non ho mai avuto grossi idoli sportivi, però lei è sempre stata un grande esempio per me. Se devo pensare alla prima sciatrice che ho iniziato a idolatrare, ecco, è lei. Per tecnica, carisma, l’ho sempre ammirata molto come persona. E comunque mi aiutato guardare com’era, cosa faceva Lara Gut, perché anche lei ha affrontato momenti difficili in carriera; al di là degli infortuni, mi riferisco proprio a momenti in cui non riusciva più a esprimersi sui livelli di una Lara Gut, Ma è riuscita a uscirne, alla grande. Quindi per me è sempre stata un grandissimo esempio. Non vi dico poi la prima volta che sono riuscita ad arrivarle davanti, cioè a leggere in classifica il mio nome prima del suo, è stata un’emozione fortissima. Sono riuscita anche a parlarci poi nel corso degli anni, sì, ma sempre con molto rispetto, sempre un po’ in soggezione. Finalmente nell’ultima avevo alzato il mio livello e quindi sognavo anche di salire un giorno sul podio con lei, giel’ho pure scritto, e… niente: mi porterò sempre comunque il suo esempio, perché mi ha dato tanto».

Laura Pirovano, trentina, classe 1997, 3 vittorie in Coppa del Mondo ©Pentaphoto
Laura Pirovano, trentina, classe 1997, 3 vittorie in Coppa del Mondo ©Pentaphoto

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