Arriva una stagione nuova per Giovanni Franzoni, con più gigante probabilmente, con più consapevolezza, quella che può garantirgli un altro step in avanti, soprattutto su piste più facili o con nevi più semplici, dove c’è ancora da lavorare. Lui lo sa benissimo, accetta la sfida degli svizzeri, i consigli di Paris, e si dice pronto per gettarsi nella mischia, di sicuro con tanta fiducia in più. L’abbiamo intervistato al Media Day FISI di Milano, ecco le impressioni del 25enne bresciano. Giovanni, intanto come sta?«La preparazione è andata bene, mi sento a posto. Ho fatto il mio mese di sci tra Argentina e Cile. Come l’anno scorso ho preferito non sciare durante il periodo estivo. Adesso invece le condizioni sono quelle che sono, dovremo cercare un po’ di neve magari in Austria. In ogni caso non penso che tanti altri atleti abbiano sciato più di me. Speriamo però di andare poi negli Stati Uniti a novembre e trovare un po’ di neve. Sono carico per la stagione, in velocità mi sento già bene». Che Franzoni ritroveremo?«Giovanni Franzoni non è cambiato, è sempre quello. Son sempre lo stesso ragazzino che d’estate ha mille dubbi, mille timori, che però lo spingono ad allenarsi sempre più, ad alzare il livello. Poi al cancellato di partenza non so come reagirò. E’ il primo anno che mi presento da atleta top, da primo gruppo diciamo, sia in discesa sia in superG, mentre in gigante parto un po’ più indietro. Io me la vivo alla giornata, poi i sentimenti li gestirò i giorni di gara, non ha senso aprire l’ombrello prima che piova. Sicuramente la consapevolezza in più c’è, i risultati mi hanno dato autostima, e spero che tutto questo giochi a mio favore durante la stagione». Gigante?«Il gigante in realtà è stata la base dei miei allenamenti l’anno scorso durante la stagione invernale. Non facevo mai velocità, solo le prove per riprendere ritmo e feeling. Il gigante è sempre stato al centro di tutto, anzi, grazie al gigante trovavo proprio quel ritmo e quel feeling per le discese un po’ più tecniche. A Sölden avrò il 31, già un buon numero di partenza, cercherò di partecipare ai primi tre giganti, poi bisogna un po’ vedere la pianificazione, perché è un calendario molto ristretto, con tante gare compatte, quindi anche la gestione mentale e fisica sarà fondamentale per tenere comunque un alto livello in velocità». Dominik Paris: un amico, un compagno, un confidente…?«Questo assolutamente. Già negli anni scorsi si è rivelato un ottimo compagno di squadra. Una persona con cui mi trovo molto bene, sincera, che ti dice anche le cose in faccia sia nel bene, sia nel male, quindi magari anche un po’ “burbero” su certi aspetti, però a me piace molto così, perché capisci subito quello che ti vuole dire. Io l’ho sempre preso come un libro aperto, cercando di assorbire più informazioni possibili: per me è oro colato avere appunto vicino una persona del genere, un campione del suo calibro. Spero che rimanga con noi a lungo, anche se non penso sia così, non so quante stagioni farà ancora. Spero anche di condividere con lui qualche altro podio, ne abbiamo fatto uno insieme ai Giochi Olimpici, scherzando già dalla Val Gardena. Mi auguro di continuare a essere pure io un punto di riferimento per lui in allenamento, in modo da spronaci a vicenda ogni giorno». Obiettivi?«Non mi sono mai posto obiettivi a inizio stagione, io li chiamo un po’ più sogni e mi toglie pressione dirlo in questo modo. Per dire, il mio sogno per la scorsa stagione era ottenere un podio e stare nei 30 nella start list di discesa: ne sono usciti sei e in start list ora sono 4°, quindi… Il mio obiettivo per questo inverno è fare ancora un passo avanti: sul gigante, ovviamente, ma anche in altre direzioni. Per esempio, capire un po’ di più le situazioni a livello tattico, trovare più sensibilità e scorrevolezza sugli sci in discesa e superG, soprattutto sulla neve un po’ più semplice o su piste più facili, come a Crans-Montana, dove si disputeranno i Mondiali. Quindi intanto qualificarmi per la rassegna iridata e colmare quel gap che ancora mi manca per avvicinarmi in quelle condizioni ai top e ai big». Milano-Cortina 2026, il podio della discesa maschile. Da sinistra: Giovanni Franzoni (ITA), argento; Franjo Von Allmen (SUI), oro; Dominik Paris (ITA), bronzo. Photo: Gabriele Facciotti | ©Pentaphoto Navigazione articoli Scheib veloce nei test a Sölden. Astner, 3 settimane di stop Jakob Eisner, il volto nuovo dell’Austria maschile