In Austria, dove lo sci alpino e sport nazionale, sono particolarmente attenti alle giornate, ormai concluse, del Fis Autumn Meeting, e in modo particolare al bilancio della Federazione Internazionale di Sci e Snowboard (FIS). Il motivo è presto spiegato e in parte l’abbiamo già detto. Il portale Krone, in particolare, lancia l’allarme. I bilanci, si legge, presentano attualmente un deficit strutturale di milioni. Secondo i dati presentati durante la riunione del Consiglio a Ginevra, la Federazione rimane sì libera da debiti e solvibile, ma nel periodo dal 2021 al 2025, sotto la presidenza dell’ex presidente Johan Eliasch, il patrimonio netto è sceso di quasi il 50 per cento, passando da 81 a 43 milioni di franchi. Questi dati allarmanti hanno spinto il nuovo presidente della FIS, Alexander Ospelt, a intervenire immediatamente: «La FIS si trova in una fase critica che richiede un intervento immediato e deciso. Il Consiglio della FIS ha approvato tutte le misure strutturali e finanziarie necessarie, che ora saranno elaborate e attuate insieme alle federazioni sciistiche nazionali e ad altri partner», ha dichiarato Ospelt giovedì, indicando come obiettivi il ripristino della disciplina finanziaria e il recupero della sostenibilità finanziaria. Il liechtensteniano Alexander Ospelt, classe ’67, neo presidente FIS dallo scorso 11 giugno ©FIS CIFRE PREOCCUPANTIIl segretario generale dell’ÖSV, Jan Überall, ha definito «decisamente preoccupante» l’attuale situazione finanziaria a causa delle decisioni prese dalla precedente dirigenza. Si era fatto presente l’andamento della situazione già dal 2024, ha aggiunto il tirolese. In particolare, il netto calo del patrimonio netto rende necessario un rapido cambiamento di rotta, ha affermato Überall, in carica dall’inizio di settembre. La nuova dirigenza della FIS ha dato l’impressione di agire in modo trasparente e di aver compreso la gravità della situazione: «Ora si tratta soprattutto di individuare soluzioni e prendere le decisioni giuste per realizzare, insieme alle federazioni nazionali, la svolta e riportare la FIS su un percorso sostenibile».Per Stefan Schwarzbach, membro del consiglio direttivo della DSV, la situazione finanziaria della FIS è «allarmante». Ha parlato di un «mucchio di macerie» lasciato in eredità, che metterà a dura prova anche le federazioni nazionali: «La piccola paletta non basta, qui ci vuole la grande pala da neve e tutti devono dare una mano», ha dichiarato Schwarzbach alla Bayrischer Rundfunk, aggiungendo: «Se la FIS non riesce ora a invertire la rotta e non adotta immediatamente le contromisure del caso, le riserve sarebbero esaurite al più tardi nella stagione 2028/29». Johan Eliasch, ex presidente FIS ©Pentaphoto MONDIALI Ospelt intende ottenere maggiori entrate in futuro grazie ai campionati mondiali annuali. I suoi piani in tal senso, tuttavia, incontrano il rifiuto, tra gli altri, da parte dell’ÖSV. Anche atleti di punta come gli svizzeri Marco Odermatt e Franjo von Allmen ( «La trovo una… stronzata. In questo modo si sminuisce il valore di un campionato del mondo»), hanno espresso il loro dissenso. A breve termine, però, non ci sarà comunque un campionato del mondo aggiuntivo. Il Consiglio della FIS ha infatti deciso di scartare l’idea di un campionato del mondo nel 2028. È stato tuttavia ribadito che si mantiene il progetto di un grande evento aggiuntivo a partire dal 2032. Navigazione articoli Andrea Massi lascia il team di Slokar! Il Congresso della FIS nel 2027 si terrà a Parigi!
FIS = Organismo tecnicamente fallito. Perdite d’esercizio così corpose che richiedano coperture patrimoniali del genere non si riescono a spiegare. Occorrerebbe analizzare le serie storiche dei bilanci per capire se ci si trova di fronte a costi fuori controllo (sprechi, eccessive remunerazioni ecc. ) o contrazione dei ricavi. In ogni caso la questione si riallaccia al post precedente su come si possa far crescere e rilanciare la Coppa del Mondo. Ho sempre pensato che occorrerebbe ridurre il calendario per puntare sulle grandi classiche europee e nordamericane, magari ripristinare le vecchie combinate di Wengen e Kitzbuhel, con annessi trofei. Ci sarà un esperto di Pianificazione ad analizzare e stimare i ritorni finanziari ed economici in relazione al calendario? Quanto conviene gareggiare a Jasna o Narvik ( per bello che sia il fiordo)? Oppure la questione si riduce a poltrone lautamente remunerate da mantenere? Rispondi
Non c’è una virgola sbagliata nel tuo intervento. In ogni caso, per la FIS, ricordiamoci che anche la FISI nel 2012 era in rosso da far paura e quanto meno dal quel “buco profondo” lì ne è uscita bene, con un ottimo lavoro. Lo può fare anche la Federazione internazionale. Per me serve un grande manager, che non abbia conoscenze di sport invernali, non importa, ma abbia grande esperienza. Bisogna ponderare tante cose. Sul passato sappiamo poco, sul presente e sul futuro bisogna intanto studiare, e poi pensare, pianificare, progettare. Insomma fare. Fare tanto e fare bene. Perché altrimenti le discipline della neve rischiano il collasso. E già lo rischiano comunque per motivi climatici… Rispondi
Io darei anche più valore alle classiche, come agli Slam nel tennis. Ma tutto questo dovrebbe essere inserito in un contesto, in una programmazione, in una struttura e in un calendario assai diversi dalla situazione attuale. Rispondi
Secondo voi gente con un centesimo dell’esperienza finanziaria e dei soldi di Eliash sarebbe credibile nell’attestare queste cose, dopo che gli hanno fatto la guerra dal primo giorno e proprio perche’ volevano piu’ soldi? In ogni caso sarebbero quantomeno suoi complici, visto che le polemiche sulla redisteibuzione degli introiti erano sul fatto che il maggiore guadagno dalla centralizzazione dei diritti televisivi, a detta delle “grandi nazioni” doveva essere fatta sulla base della dimensione delle federazioni….quindi sul prendere quei soldi erano tutti daccordo….e non viene qualche sospetto nel vedere che gente come Sarah Lewis, che era stata bruscamente messa alla porta mentre correva contro Lehmann imrovvisamente sia stata ri-accolta in grande spolvero appena finita l’elezione a Belgrado??!! Rispondi
Anche lo stesso Lehmann è rientrato subito sì e qualche pensiero in effetti mi era venuto, ma non sono così dentro queste situazioni. Ero, però, quali sarebbero le tue conclusioni Giorgio? Rispondi
e’ presto detto: i conti non sono veritieri. C’e’ un tentativo palese di screditare Eliash, visto che ha tuttora il sostegno di 64 paesi (che sarebbero stati 65 se all’India, commissariata, fosse stato dato diritto di voto, cosa che correttamente Eliash non ha consentito vista l’ingarbugliata situazione della federazione indiana). A Ginevra alcuni dei voltagabbana hanno gia’ cambiato idea quando hanno capito che verranno tagliati i fondi…ma ormai e’ troppo tardi… Rispondi
Può essere, e io anzi credo che tu abbia ragione. Però bisogna basarsi sui dati concreti e ufficiali, e quelli noi abbiamo visto (o ci hanno dato). Che poi si voglia screditare la precedente gestione, non ho dubbi…. Rispondi
Ciò detto io da Eliasch mi aspettavo molto di più, perché secondo me c’è tanto da fare e da cambiare (parlo di sci alpino) ed è un parere personale. Ma forse una persona sola non può cambiare nulla…. Rispondi