La Numia Vero Volley Milano stacca il pass per la finale Scudetto di Serie A1 Tigotà e troverà, per la quarta volta nella sua storia, la Prosecco Doc Antonio Carraro Imoco Conegliano. La formazione di coach Stefano Lavarini chiude la serie di semifinale in Gara 4 superando la Savino Del Bene Scandicci per 3-1 (28-26, 19-25, 25-21, 25-22), al termine di una sfida intensa e risolta grazie alla maggiore qualità offensiva e alla gestione dei momenti chiave. Non basta la grinta al collettivo toscano, tenace e mai domo fino all’ultimo pallone giocato, ma troppo discontinuo nelle fasi centrali della partita. Milano non concede spazi, prendendosi gli applausi di un Allianz Cloud gremito (4.262 spettatori), con una prova di grande Msolidità generale. STAR EGONU Prima ancora del fischio d’inizio, i riflettori sono tutti per Paola Egonu, celebrata con la consegna di un’opera su tela per il titolo di top scorer della regular season 2025/26. Un riconoscimento simbolico che anticipa una prestazione dominante: 35 punti, premio di MVP e ruolo centrale nell’economia del match. PARTITA L’avvio è immediatamente equilibrato. Nel primo set la Savino Del Bene Scandicci prova a scappare, ma Milano ricuce con pazienza e trascina il parziale ai vantaggi: è Paola Egonu a firmare il 28-26 con due colpi potenti, dopo una frazione lunga e combattuta punto a punto per lunghi tratti. La risposta toscana arriva nel secondo set, quando la squadra di Marco Gaspari alza il livello a muro e trova continuità con Nwakalor ed Antropova, prima spezzando l’equilibrio iniziale e poi siglando il punto del definitivo 19-25, riportando la sfida in parità. Dal terzo set cambia l’inerzia. Milano prende il controllo con maggiore ordine in regia e una distribuzione più efficace di Bosio: Piva ed Egonu costruiscono il break (21-17), poi è ancora l’opposta azzurra a chiudere sul 25-21. Il quarto set resta in equilibrio fino alle battute finali, con Scandicci che prova a riaprire il match sotto i colpi di Skinner. Milano viene ancora una volta trascinata da Egonu, anche grazie alla sicurezza trasmessa in seconda linea da una superlativa Fersino. A spezzare definitivamente l’equilibrio è Elena Pietrini, che trova la diagonale del 25-22 e consegna a Milano la finale. STATISTICHE I numeri certificano la differenza: Milano chiude con 70 punti in attacco e il 47% di efficienza contro i 58 punti (40%) di Scandicci, compensando un servizio meno incisivo con maggiore lucidità nei momenti decisivi. Equilibrio a muro (10-10), ma migliore gestione del cambio palla per le lombarde (58% contro 49%). Sul piano individuale, oltre ai 35 punti di Paola Egonu (54% in attacco), spiccano gli 11 di Anna Danesi, i 15 di Khalia Lanier e i 12 di Rebecca Piva, in una prestazione corale che garantisce continuità lungo tutto l’arco della gara. Per la Savino Del Bene Scandicci non bastano i 26 punti di Ekaterina Antropova e i 17 di Avery Skinner. ALTRI PLAYOFF Domani, lunedì 30 marzo, spazio ai Playoff Challenge A1: in campo Eurotek Laica Uyba contro Il Bisonte Firenze (Girone A), mentre nel Girone B sfide tra Omag-Mt San Giovanni in M.no e Megabox Ond. Savio Vallefoglia, oltre a Bergamo contro Honda Cuneo Granda Volley. Tutte le sfide saranno in diretta su VBTV e potranno essere seguite gratis sul canale YouTube della Lega Volley Femminile. Navigazione articoli Federica Brignone: «Cure e lavoro atletico per capire come sto» Elly Fanchini Day, successo strepitoso
Ottima Milano. Scandicci una volta recuperato il terzo set arrivando sotto 17-16, ha cominciato a cercare improbabili ricami sotto rete (Skinner in particolare che in altre fasi è stata piuttosto buona) per mettere palla a terra, mentre occorreva – alla maniera di Milano – cercare di chiuderla con giocate potenti e dirette il giusto piuttosto che sottilizzare. Decisiva probabilmente, come in altre situazioni, la ricorrente “zona sovraccarico di Antropova”, con tutte le conseguenze del caso. Determinanti da un lato – in appoggio a Egonu – la crescita in costanza di stagione di Piva, la rinascita graduale di Pietrini e Lanier che ieri si è accesa nel terzo set spartiacque e l’asse “novarese” Fersino-Bosio travasato a Milano e ulteriormente salito di colpi nella stagione in corso. Fersino sembra ormai aver completato il percorso di successione di Moki De Gennaro. Dall’altro lato determinanti in negativo la defaillance di giornata di Cami Weitzel e l’utilizzo tardivo di Ruddins per dare respiro a Kate. In vista finale – considerando le varie componenti – credo dipenderà anche quest’anno di più da Conegliano, il cui asse Gabi – Zhu – Haak – Fahr è sempre difficile da contenere se la brasiliana funziona al suo meglio, con rincalzi adeguati come Sillah in caso posto 4 debba respirare. Difficile però al momento valutare con piena attendibilità (in funzione di questa finale e della semi di champions con il Vakifbank) se Conegliano sia allo stesso strepitoso livello esibito nella strepitosa annata 2024-25 o abbia quel quid in meno che possa determinare uno spazio in più per le due avversarie. In gara 2 contro Novara (rientro di Gabi) era sembrato di sì, in gara 3 qualcosa di meno (ma nel glorioso asse era assente Zhu). Rispondi