Carlo Janka, svizzero, classe 1986, campione del mondo e olimpico di slalom gigante tra 2009 e 2010, e vincitore della Coppa del Mondo generale 2009-2010 ©PentaphotoCarlo Janka, svizzero, classe 1986, campione del mondo e olimpico di slalom gigante tra 2009 e 2010, e vincitore della Coppa del Mondo generale 2009-2010 ©Pentaphoto

Carlo Janka, leggenda dello sci elvetico (anche se ha brillato soprattutto per due stagioni, 2008-2009 e 2009-2010, in cui però ha vinto tutto), è da sempre un grande appassionato di football americano e ha colto l’occasione per incontrare la NFL sullo Jungfraujoch.

Ma poi il campione olimpico di slalom gigante a Vancouver 2010 ha parlato anche di Marco Odermatt, dei Mondiali in casa e della successione di Lara Gut-Behrami.

«ODERMATT? NON PUÒ CHE… PERDERE»

Football americano sullo Jungfraujoch? Carlo Janka (39) non poteva mancare. Il campione olimpico del 2010 è un appassionato di football, in passato soprattutto dei New England Patriots. Allo Snow Bowl, a 3.454 metri di altitudine, incontra la leggenda dei Patriots Sebastian Vollmer (42). «È un fenomeno, ha vinto due volte il Super Bowl e ai tempi di Brady seguivo tutto con grande attenzione», afferma Janka in un’intervista al Blick.

Ma ciò che lo interessa ancora di più è lo sci svizzero. Anche per quanto riguarda Marco Odermatt (28 anni): ci si chiede per quanto tempo riuscirà a mantenere il suo altissimo livello: «Non è scontato», afferma Janka. L’infortunio all’anca di agosto potrebbe addirittura aver concesso al nidvalese un po’ di riposo: «Forse prima o poi anche il corpo invecchierà. Ma l’esperienza cresce, e lui sa dosare meglio le forze».

Marco Odermatt Kvitfjell (NOR) 21/03/2026 Photo: Marco Trovati/Pentaphoto

CLASSE

Janka spera di vedere Odermatt ancora a lungo nello slalom gigante. «È un piacere guardarlo». Quanto a lungo continuerà a gareggiare in questa disciplina tecnica, però, è ancora da vedere. Odermatt ha già accennato più volte che non potrà andare avanti così per sempre.

La pressione sul vincitore della Coppa del Mondo generale è comunque enorme: «Quando hai il suo livello, le aspettative esterne sono altissime». A volte, un secondo posto viene già percepito come una delusione: «Deve quasi fare una gara da vincitore perché noi siamo soddisfatti». La conclusione di Janka: «In realtà può solo perdere». Ciononostante, Odermatt continua a dare il meglio di sé.

Carlo Janka, bronzo in discesa (e oro in gigante) ai Mondiali di Val d'Isere 2009 ©Pentaphoto
Carlo Janka, bronzo in discesa (e oro in gigante) ai Mondiali di Val d’Isère 2009 ©Pentaphoto

MONDIALI

Per Janka, i Mondiali in casa del 2027 a Crans-Montana rappresentano il grande banco di prova: «Saranno molto importanti e devono arrivare le medaglie che ci si aspetta». Anche nella classifica per nazioni la Svizzera deve tornare in testa, se si vuole parlare di una stagione di successo.

Per quanto riguarda le donne, dopo Lara Gut-Behrami (35 anni) ci vorrà un po’ di pazienza: «Quando c’è un cambio generazionale, bisogna semplicemente aspettare un po’ finché non arrivano i prossimi». Tra gli uomini, Janka ritiene che la Svizzera abbia una rosa ampia, ma mette in guardia dai paragoni: «Non bisogna iniziare troppo presto con questi paragoni con Odi. Lui è un fenomeno eccezionale». Alla domanda su Lenz Hächler (22), Janka risponde che potrebbe essere lui il prossimo a emergere.

Lo slalom rimane un punto debole per Carlo: «Sì, l’anno scorso abbiamo avuto qualche difficoltà in più in questa specialità». Nelle altre discipline, invece, la Svizzera è ben posizionata – a patto che tutti rimangano indenni da infortuni.

GAREGGIARE IN CASA

Janka conosce per esperienza diretta l’atmosfera speciale di un Campionato del Mondo in casa. Nel 2017 disputò a St. Moritz la sua ultima rassegna iridata. Ricorda in particolare la sua discesa libera a causa della nebbia: «Con il pettorale numero 1 nessuno vince una discesa libera. Ma più la gara andava avanti, più diventava bella.» La visibilità è migliorata nel corso della gara, quindi, col senno di poi, Janka avrebbe preferito partire un po’ più tardi.

Janka, invece, non apprezza l’idea della FIS di organizzare un campionato mondiale di sci ogni anno: «Più lo fai, meno valore ha». Dal punto di vista del marketing è comprensibile, ma dal punto di vista sportivo il campionato mondiale perde così importanza. Anche i Giochi Olimpici sono speciali proprio per la loro rarità: «È semplicemente qualcosa di diverso».

Lo squadrone svizzero a Crans-Montana 1987. Da sinistra: Figini, Alpiger, Walliser, Zurbriggen, Hess, Müller, Schneider ©CransMontana2027
Lo squadrone svizzero a Crans-Montana 1987. Da sinistra: Figini, Alpiger, Walliser, Zurbriggen, Hess, Müller, Schneider ©CransMontana2027

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *