Doverosa spiegazione. Il nuovo presidente della FIS, Alexander Ospelt, illustra nel dettaglio le rigide condizioni che regolano il ritorno degli atleti russi e bielorussi con status neutro. Perché la notizia continua a suscitare dibattiti. Di fronte a una guerra che non ha ancora fine, il nuovo presidente della Federazione Internazionale di Sci, Alexander Ospelt, ha tenuto a chiarire le regole del gioco e le ragioni di questo cambio di rotta. POSIZIONE Gli atleti russi e bielorussi continuano a gareggiare con lo status AIN, in qualità di atleti neutrali. Ciò che è cambiato è la procedura amministrativa alla base di questo status: «Abbiamo semplificato il nostro sistema. Il vecchio sistema era estremamente dispendioso in termini di tempo e di costi. Inoltre, ci ha costretti a ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport in numerosi casi», — Alexander Ospelt / Blick. Un’ammissione dettata dal buon senso più che un’inversione di rotta politica: il vecchio sistema, giudicato troppo macchinoso, moltiplicava i procedimenti dinanzi al TAS senza per questo garantire una maggiore efficacia nel merito. Logo FIS SANZIONE Il quadro rimane rigoroso nella sostanza. Un atleta con status AIN non deve né fare propaganda, né abusare del proprio status. Ospelt è inequivocabile su questo punto: qualsiasi violazione comporterà una sospensione immediata. «Non si tratta di un semplice ritorno di tutti gli atleti», sottolinea. Questi ultimi devono rimanere neutrali, senza eccezioni. Nessun ulteriore dettaglio per il momento, ma tutto lascia supporre che il dispositivo messo in atto la scorsa stagione sarà notevolmente alleggerito. DOPING Rimane una questione delicata: il rischio che questi atleti, sospesi dal 2022, abbiano potuto approfittare della loro esclusione per prendere il largo sul fronte del doping. Il presidente della FIS assicura che la vigilanza è d’obbligo, con controlli antidoping più intensi per questo gruppo di atleti rispetto al resto del gruppo. «Ho fiducia nell’AMA (Agenzia mondiale Antidoping, NdR). Se questi atleti torneranno, saranno sottoposti a controlli più frequenti rispetto agli altri. Disponiamo di un sistema rigoroso e siamo particolarmente vigili al riguardo» — Alexander Ospelt. Un discorso che vuole essere rassicurante, ma che non basterà a mettere a tacere le critiche delle Federazioni scandinave, per esempio, contrarie per principio al ritorno degli atleti russi. I cinque cerchi olimpici Navigazione articoli Italia e Svizzera, quante gemme dalla Coppa Europa!