Sei ore d’auto per… girare il volante e tornare indietro. Ci consenta la battuta Giorgia Collomb, 19enne valdostana di La Thuile, classe 2006, atleta da ritrovare fisicamente, mentalmente e tecnicamente, ma da non dimenticare certamente. C’è una carriera ancora da sviluppare davanti. Niente Finali di Coppa Europa a Schladming per la campionessa del mondo in carica nel Team Event: la caduta a Semmering le ha causato problemi alla schiena che si sono riacutizzati nel finale di stagione. E’ lei stessa a ragguagliarci attraverso i canali social: «La mia stagione 25/26 finisce qui. Ci ho provato, ma la schiena dopo la caduta di Semmering è peggiorata progressivamente e ora devo fermarmi per rimettermi in sesto. È stata un’annata tosta, di quelle che ti mettono alla prova, ma mi ha aiutato a capire tanto su di me. Mi porto a casa le cose belle, quelle che contano. Resetto e riparto da qui. Testa bassa e lavoro, con l’unico obiettivo di ritrovare la serenità, la salute e tornare a divertirmi davvero!». Giorgia Collomb ©Pentaphoto Fa bene a sottolineare la parola divertimento, perché è troppo importante. Il resto viene di conseguenza. Servono mente serena e fiducia per ottenere risultati. Il resto c’è già, ma deve ancora uscire. Collomb, che era molto attesa a inizio 2025-2026, probabilmente troppo data l’ancor giovanissima età, può tenersi comunque stretto il 23° posto di Spindleruv Mlyn in gigante, unico piazzamento a punti in Coppa del Mondo in questa annata, il 3° posto in Nor-Am Cup nello slalom di Bromont vinto da Moritz su Gritsch, e il successo in Coppa Europa, il primo della carriera, nel gigante di Oppdal in Norvegia, ex aequo con Ilaria Ghisalberti e davanti a Dania Allenbach, Fabiana Dorigo, Stefanie Grob e Vanessa Kasper, atlete che vanno regolarmente a punti tra le porte larghe in Coppa del Mondo. Ora in primis serve curarsi, ritrovare la migliore forma fisica e poi resettare tutto e ripartire quasi da zero. In questo, però, dovrà essere brava anche la FISI a seguire di nuovo passo dopo passo Collomb e aiutarla a ritrovare la sua sciata migliore. I paragoni assurdi con Colturi (la cui storia è completamente diversa, anno di nascita a parte), la pressione, le tensioni, forse anche la voglia di dimostrare davvero il proprio valore non hanno certo aiutato Giorgia. Ma quell’atleta che nelle ultime due manche disputate del Team Parallel al Mondiale di Saalbach 2025, tra semifinale e Big Final, ha saputo trascinare l’Italia superando prima Estelle Alphand e poi Wendy Holdener, non può essersi smarrita, per quanto il parallelo sia “un altro sport”. Giorgia Collomb con Giancarlo Bergamelli a Spindleruv Mlyn ©Pentaphoto Se tutto procederà poi in maniera regolare, al via delle prossima stagione i fari saranno puntati più su Trocker e D’Antonio, come giovani promesse, e non è detto sia un male per Giorgia, che avrà tempo per riprendersi al meglio e dimostrare il suo valore, senza per forza fare risultato una volta sì e l’altra pure, perché nel frattempo “Lara Colturi, con cui duellava da giovanissima e che qualche volta batteva”, ha centrato l’ennesimo podio in Coppa. “Ognuno è figlio del suo tempo. Ognuno è libero col suo destino”, cantava Francesco De Gregori in “Vai in Africa, Celstino!”. Appunto. Navigazione articoli Pattinaggio di figura, Mondiali a Praga. Nove azzurri impegnati Tre italiane diverse in top10 in slalom. Non capitava da…