La Stampa è stato il giornale che ha seguito da sempre, nei dettagli, l’intera vicenda legata alla tragica scomparsa di Matteo Franzoso, con molte domande ancora senza risposte. La brava collega Daniela Cotto ora torna in qualche modo sull’ex sciatore azzurro, purtroppo scomparso il 15 settembre 2025 a Santiago del Cile, dopo una caduta fatale in allenamento, rivelando sullo storico giornale, tramite il papà di Matteo, Marcello, alcune novità “sconvolgenti” del rapporto di suo figlio con, in particolare, il responsabile della squadra maschile di sci alpino. Per carità, situazioni che si verificano nelle squadre nazionali di qualsiasi sport e c’è anche di molto peggio, basti pensare a certi scherzi “pesanti” durante la feste delle matricole in qualsiasi disciplina, ma non è detto che parlarne sia un male, per evitare magari il ripetersi di talune situazioni. Una denuncia comunque clamorosa, un altro grido di dolore di Marcello Franzoso. Riprendiamo direttamente dal quotidiano con sede principale a Torino: «[…] Lunedì sera all’evento “Terzo premio Di Marzio” a Portofino, abbiamo ricevuto un riconoscimento nel ricordo di Matteo. Quando Claudio Ranieri è salito sul palco, ho capito perché ha vinto così tanto. E mi chiedo per quale motivo il mio Matteo venisse insultato dal signor Massimo Carca che, quando andava male in gara, gli aveva coniato il nome “il frocetto di Sestriere”». La Federazione sport invernali, a cui Franzoso chiede risposte e provvedimenti, si è sempre trincerata dietro un semplice “no comment“, scrive ancora La Stampa. Che poi aggiunge: «Ieri, invece, il direttore tecnico Carca, piegato dalla vicenda, è riuscito a dire poche parole: “Per favore lasciatemi stare. Mi hanno girato il post, non seguo i social. Con Matteo avevo il mio rapporto e nessuno me lo può togliere. Rispetto il dolore della famiglia e non rispondo. Chi mi conosce bene sa quanto soffro”». L’articolo integrale di Daniela Cotto lo trovata su La Stampa, edizione odierna. Matteo Franzos, nato a Genova il 16 settembre 1999, è stato uno sciatore alpino italiano, tra le giovani promesse più solide della Nazionale azzurra di velocità. Cresciuto nelle file dello Sci Club Sestriere, faceva parte del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle. Matteo Franzoso ©Pentaphoto Ha vissuto inizialmente in Liguria tra il centro città, Bogliasco e Nervi. Per assecondare la passione per lo sci, la madre si è trasferita con lui e il fratello minore Michele a Rollieres (Sestriere). Il padre Marcello li raggiungeva nei fine settimana da Genova. Il 29 novembre 2021 ottiene la sua prima e unica vittoria in Coppa Europa, trionfando nel superG di Zinal, in Svizzera. Sfiora il podio nel 2020 ai Mondiali jr di Narvik, chiudendo al quarto posto nella discesa libera. Debutta in Coppa del Mondo il 17 dicembre 2021 nel superG della Val Gardena. Raccoglie in totale 17 presenze; il suo miglior piazzamento è il 28° posto nel superG di Cortina d’Ampezzo del gennaio 2023. Nel settembre 2025 si trovava in Cile con la Nazionale per preparare la nuova stagione invernale. Sabato 13, durante una sessione di allenamento sulla pista di La Parva, è rimasto vittima di una drammatica caduta. A causa del violentissimo impatto subìto ha riportato un grave trauma cranico e un edema cerebrale. Trasportato d’urgenza in elicottero a Santiago del Cile, si è spento il 15 settembre 2025. Navigazione articoli Italia, manchi solo tu. Il DS la grande novità?
Comprendo il dolore della famiglia ma sinceramente questa cosa di accusare tutto e tutti mi sembra assurdo,ricordo anche quella polemica totalmente fuori luogo durante le olimpiadi con Franzoni, a che pro? Auguro ovviamente ogni bene alla famiglia e soprattutto di ritrovare serenità e pace Rispondi
Non è detto che parlarne sia un male, se può evitare il ripetersi di situazioni comunque spiacevoli. Si è visto e sentito di peggio nelle squadre? Sì, per carità, specie alla festa delle matricole. Ne ho parlato nel libro “Invincibili”, sulla squadra di fioretto femminile. https://www.infinitoedizioni.it/prodotto/invincibiliil-dream-team-che-ha-fatto-la-storia-del-fioretto-azzurro/ Rispondi
Ma non è un modo per ricordarlo. E’ una notizia e in parte una denuncia! Si è visto e sentito di peggio nelle squadre? Sì, per carità, specie alla festa delle matricole. Ne ho parlato nel libro “Invincibili”, sulla squadra di fioretto femminile. https://www.infinitoedizioni.it/prodotto/invincibiliil-dream-team-che-ha-fatto-la-storia-del-fioretto-azzurro/ Se parlarne aiuta a evitare il ripetersi di situazioni comunque spiacevoli, non c’è nulla di male nel farlo. Secondo me. Rispondi
Questo è verissimo Giovanni. Non è detto che parlarne sia un male, se può evitare il ripetersi di situazioni comunque spiacevoli. Si è visto e sentito di peggio nelle squadre? Sì, per carità, specie alla festa delle matricole. Ne ho parlato nel libro “Invincibili”, sulla squadra di fioretto femminile. https://www.infinitoedizioni.it/prodotto/invincibiliil-dream-team-che-ha-fatto-la-storia-del-fioretto-azzurro/ Ma comunque sarebbe meglio evitare certe uscite, no? Rispondi
Si appuri se quanto dichiarato corrisponde al vero al più presto, altrimenti si finisca di sputtanare tecnici di prestigio,Carca oggi la Maccarini in passato Rispondi
Maccarani. Lo ha detto ovunque il papà, sarà vero. Non è detto che parlarne sia un male, se può evitare il ripetersi di situazioni comunque spiacevoli. Si è visto e sentito di peggio nelle squadre? Sì, per carità, specie alla festa delle matricole. Ne ho parlato nel libro “Invincibili”, sulla squadra di fioretto femminile. https://www.infinitoedizioni.it/prodotto/invincibiliil-dream-team-che-ha-fatto-la-storia-del-fioretto-azzurro/ Ma comunque sarebbe meglio evitare certe uscite, no? Rispondi
La risposta “lo ha detto ovunque, quindi sarà vero” detta da un giornalista come lei che stimo molto,non si può sentire,purtroppo l’unica persona che poteva conferma è deceduta,dopodiché bisognerebbe insegnare ai propri cari,che si è persona affermate anche senza essere per forza campioni,e di fronte a supprusi o malversazioni, si può anche decidere di lasciar perdere, parlo ovviamente in generale Quello che non ho,e non mi piace,è di sputtanare delle persone,che anche se dovessero risultare Innocenti, rimarrebbero marchiate a vita come persone spregevoli Rispondi
Conosco la collega che ha raccolto lo sfogo, è molto brava. Nessuno si sarà inventato nulla. In ogni caso, nessuno può confermarlo se non il padre e la persona che, purtroppo, non c’è più. E il padre l’ha detto e non ritratta di certo. Quindi, è anche inutile chiedersi se sia vero o no. O lo si crede, o non lo si crede. Io credo che sia verissimo. Ma non la vedo nemmeno come una cosa così tragica eh. Rispondi
Credo sia fondamentale parlare di questi temi. In alcuni ambienti di lavoro l’inclusione è ancora più un miraggio che una realtà, e penso purtroppo soprattutto a quello sportivo. Esistono però anche esempi virtuosi, come quello dello US Ski Team, all’interno del quale Breezy Johnson ha potuto fare coming out in un contesto di supporto. Una federazione che ogni anno, nel mese di giugno, ribadisce con chiarezza l’importanza dell’inclusione. La nostra federazione dovrebbe prendere spunto da esperienze come questa. Rispondi
Commento molto interessante grazie! Non è detto che parlarne sia un male, anzi, se può evitare il ripetersi di situazioni comunque spiacevoli. Si è visto e sentito di peggio nelle squadre? Sì, per carità, specie alla festa delle matricole. Ne ho parlato nel libro “Invincibili”, sulla squadra di fioretto femminile. https://www.infinitoedizioni.it/prodotto/invincibiliil-dream-team-che-ha-fatto-la-storia-del-fioretto-azzurro/ Ma comunque sarebbe meglio evitare certe uscite, no? Rispondi
Ora non so come è andata in questa situazione e non sapendo meglio non dire nulla,però la cosa che mi irrita è che al giorno d’oggi basta veramente una virgola messa male per errore per scatenare il putiferio,solo che inflazionato ogni cosa al massimo poi anche i casi veramente gravi perdono valore;prendiamo per esempio il caso curling Romei,è stato fatto un casino assurdo per una normalissima scelta tecnica(che vedendo le percentuali forse andava fatta anche molto prima),invece NESSUNO E DICO NESSUNO ha detto nulla sulla scandalosa esclusione di Canclini dai giochi olimpici e dell’assenza totalmente a caso del più grande italiano delle distanze(Magnini) alle gare internazionali.. Rispondi
Lo sci alpinismo ancora è molto poco seguito, in Italia. Per il curling durante e prima dei Giochi si mobilitano tutti. Comunque osservazioni interessanti! Rispondi
Il dolore per la tragica perdita di un figlio non si può giudicare né commentare. Spiace tuttavia che ci siano queste denunce a intermittenza da parte della famiglia nei confronti di molti e diversi soggetti (in questi mesi sono stati tirati in ballo per diversi motivi Paris, Franzoni, Carca e altri). Magari in una squadra ci sono alti e bassi, come in tutti i contesti: una parola di troppo un giorno, qualche gesto, qualche tensione, magari un figlio sfoga qualche frustrazione col genitore. Poi arriva improvvisa e inaspettata la fine, che non dà tempo per chiarimenti o altro, le parole non dette rimangono non dette e quelle di troppo lì a pesare come macigni. Sperando che queste rivelazioni siano riconducibili a delle comuni dinamiche di squadra e non a un clima di discriminazione verso l’atleta, auguro alla famiglia e agli amici di trovare pace nel ricordo di Matteo. Rispondi
Non è detto che parlarne sia un male, anzi, se può evitare il ripetersi di situazioni comunque spiacevoli. Si è visto e sentito di peggio nelle squadre? Sì, per carità, specie alla festa delle matricole. Ne ho parlato nel libro “Invincibili”, sulla squadra di fioretto femminile. https://www.infinitoedizioni.it/prodotto/invincibiliil-dream-team-che-ha-fatto-la-storia-del-fioretto-azzurro/ Ma comunque sarebbe meglio evitare certe uscite, no? Rispondi
Ma per l’incidente di Franzoso non c’è alcuna inchiesta? Neanche in Cile? Perché che su quella pista, in quel punto le misure di sicurezza fossero del tutto inadeguate è palese che mi stupisco di come non si abbia notizia di alcun procedimento giudiziario essendo morta una persona. Per il resto, preferirei non commentare, ma che ci sia qualcosa che non torna nella narrazione di quello che è successo e dei rapporti con la federazione mi pare evidente. Rispondi