Proviamoci. Soprattutto, provateci. Nel caso, sarebbero comunque due prime volte, sia per Laura Pirovano, sia per Sofia Goggia. Parliamo delle possibilità di vincere una se non due volte la Coppa del Mondo di specialità che entrambe possono conquistare nel weekend di Kvitfjell, in Norvegia, weekend che apre le Finali nello sci alpino e di fatto chiude la stagione 2025-2026. Non completamente, a dire il vero. Per la trentina ovviamente si tratterebbe di una novità assoluta e di livello clamoroso, probabilmente, per le aspettative di inizio stagione; per la bergamasca arriverebbe, nel caso, la quinta “coppetta” di specialità, ma la prima in superG, dove solo Federica Brignone seppe imporsi per l’Italia finora (e Runggaldier e Paris a livello maschile, fine). Pirovano ha semplicemente fatto quello che era nelle sue possibilità da almeno due stagioni abbondanti, ma detta così sembra facile, nella realtà dei fatti non lo è. O non lo è stato. Perché quando giri attorno al podio e infine non ci sali mai, quando a Crans Montana alla vigilia dei Giochi di casa hai già vinto a due porte dal traguardo, in superG, ed esci su un dosso dove nessuna aveva sbagliato prima di te; quando agli stessi Giochi chiudi sempre tra le prime sei, ma non in zona medaglia, mentre ci entri per metà nel Team Combined (terza in discesa) e poi la tua compagna sbaglia in slalom (Peterlini, succede per carità), allora qualche domanda te la fai. E sicuramente se l’è fatta anche lei. Ma Laura è stata bravissima a rimanere sempre lì con la testa, senza perdere speranza e voglia, e alla fine è stata premiata in Val Di Fassa, vincendo due gare per un centesimo, in discesa, come a dire o a pensare: “Il Karma ti restituisce quello che ti ha tolto”. Ma vincere una Coppa di specialità andrebbe oltre il sogno, almeno in questa stagione. Ed è veramente possibile. Perché Laura da Spiazzo in Val Rendena a Kvitfjell si trova bene, perché è super concentrata, perché il pacchetto materiali è sempre a posto, perché di testa regge la pressione. Sarebbe la ciliegina sulla torta di una stagione in cui ha trovato ancora più continuità, soprattutto in superG (Crans Montana a parte). Laura Pirovano in prova a Kvitfjell ©Pentaphoto Goggia è stata troppo criticata sui social (ma cosa conta poi?) nonostante una stagione da protagonista. Avere questo rendimento in superG, il più alto della sua carriera fino a oggi, non è banale né scontato. Sicuramente è partita a ottobre con ben altre aspettative, molta pressione addosso, e ci stava tutta, visto l’andamento stagionale: sembra una stagione da ora o mai più per la Coppa generale. Era giusto provarci, dato anche il suo storico. E lei ci ha provato, lavorando di più in gigante, migliorando di conseguenza in superG, perdendo certo qualcosa in discesa, forse anche per un set-up materiali mai completamente trovato (tutto da dimostrare in ogni caso), ma era giusto farlo. La stagione della Shiffrin, basata praticamente sullo slalom, lasciava aperta la porta alle altre, soprattutto in assenza di Gut-Behrami e Brignone in Coppa, e il fatto che Emma Aicher sia lì a giocarsi la sfera di cristallo generale lo dimostra. Ergo, ci stava tutto quello che Sofia ha provato a fare ed era normale avere più pressione addosso da ottobre. Ma conquistare la Coppa di superG avrebbe comunque un valore tecnico immenso, pur in una stagione in cui non ha vinto fino a oggi in discesa (e negli ultimi due anni lo ha fatto solo a Cortina a gennaio 2025). Sia perché sarebbe solo la seconda italiana a riuscirci, sia perché si andrebbe ad aggiungere alle quattro già conquistate, in libera, completando al meglio il suo palmarès. Le atlete che in carriera, anche in anni differenti, hanno saputo vincere “coppette” di specialità discesa e superG rispondono ai nomi di Maria Walliser, Michela Figini, Katja Seizinger, Renate Götschl, Michaela Dorfmeister, Lindsey Vonn, Maria Riesch, Corinne Suter e Federica Brignone. Ricordando che quella di superG si assegna dalla stagione 1985-1986. E che le coppe di specialità comparvero per la prima volta nel 1977, mentre prima venivano assegnate solo medaglie, fatte dello stesso materiale di cristallo, in aggiunta alla Coppa generale, quella invece sempre presente dal 1967. Navigazione articoli Lillehammer riporta alla memoria i Giochi esclusivi del 1994 Lucia Dalmasso è unica: vince la Coppa di slalom parallelo